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18/07/2021

Cuba - «Fuggire tanto dalla routine quanto dall’improvvisazione»

Il compagno Diaz Canel, nell’ultima riunione del Consiglio dei Ministri, quella del mese di giugno, ha insistito con enfasi ed energia su quanto da tempo più volte ha proposto nel suo discorso in merito alle politiche, misure e comportamenti da seguire da parte di quadri e funzionari nel processo di implementazione degli accordi degli ultimi Congressi del Partito rispetto alla trasformazione del modello economico e sociale, così come formulati principalmente nella Concettualizzazione e in altri documenti di partito e recepiti e inclusi nella Costituzione della Repubblica recentemente discussa e approvata dal popolo.

Diaz Canel ha chiamato a “combattere costantemente la mediocrità, l’accomodamento; a scartare tutto ciò che è inefficiente, tutto ciò che rallenti”. Ha detto che “è necessario resistere in modo creativo, non possiamo mantenerci in uno stato di confort e vedere cosa succede“. Ha segnalato che, per esempio, i cambiamenti nel sistema imprenditoriale sono immobilizzati.

E con realismo, intransigenza e spirito di autocritica ha affermato che “Il nostro popolo sta aspettando che dopo il Congresso condurremo il Paese a superare questa situazione e valuterà l’operato del Partito e del Governo per i suoi risultati. Non solo per resistere”.

È vero che nelle ultime settimane la pandemia di Covid-19 è peggiorata, si è diffusa e ha raggiunto indici di contagio e letalità superiori a quelli attesi e questo ha costretto a concentrare l’attenzione della Direzione del Paese e dei suoi principali quadri e dirigenti nell’affrontare questa nuova e critica situazione.

Ma ciò non toglie che le proposte di Diaz Canel in Consiglio dei Ministri non continuino ad essere attuali e valide.

Per questo mi associo alle pressioni che sono state fatte nelle loro ultime dichiarazioni scritte dai compagni Benavides, Ferrán, Sautie e Vascos a proposito delle “zavorre conservatrici” a cui fa riferimento Sautie e “della testardaggine romantica” che Ferrán prospetta nel suo stile peculiare, apprezzabili nel nostro scenario politico.

Come aggiungerebbe Silvio, si tratta di “toglierci i bastoni dalle ruote”... “Passiamo la vita in questo”, come direbbe Aute.

Da parte mia condivido tutto quanto detto da questi quattro compagni circa le cose principali e più decisive che stanno ritardando il nostro lavoro economico e per il momento non aggiungerò altro.

Voglio solo incorporare dal mio raccolto qualcosa che ho scritto qualche tempo fa e che mi sembra convergere con il discorso attuale della nostra nuova Direzione del Paese, in particolare con la conduzione giusta, ferma e di principio di Diaz Canel.

Potrei custodire questi frammenti, quello che ho scritto tempo fa, sotto un titolo che potrebbe essere inteso come pretenzioso, ma che risponde alle circostanze in cui è stato scritto e agli obiettivi da raggiungere in quel dato momento.

Infine mi riferirò a dette circostanze e momento storico.

*****

COMPITI E DOVERI IMMEDIATI, A MEDIO E LUNGO TERMINE DI ECONOMISTI E ATTIVISTI ECONOMICI DI TUTTE LE GERARCHIE, LIVELLI E SPECIALITÀ.

Economisti, dirigenti di maggiore o minore gerarchia, funzionari di maggiore o minore livello, specialisti universitari o medi in una o altra attività: pianificatori, esperti di finanza, statistici, contabili, analisti, tutti questi problemi ci riguardano e dobbiamo sentire la responsabilità di aiutare a risolverli perché è un nostro obbligo sociale.

Allo stesso tempo dobbiamo lavorare su piani di medio e lungo termine perché solo attraverso di loro possiamo aspirare a risolvere in modo permanente e stabile i problemi di fondo del nostro Paese.

Le vie per lo sviluppo dei nostri fondi esportabili e le forme per la loro stimolazione; il raggiungimento di un uso più razionale delle nostre risorse; la decisione sull’investimento più produttivo dei nostri mezzi; la decisione sulle forme organizzative più agili e meno burocratiche; la soluzione a tutti i problemi e gli ostacoli che ancora hanno i nostri meccanismi di gestione economica.

In definitiva, la creazione delle condizioni per la crescente soddisfazione dei bisogni del nostro popolo, per la soluzione dei suoi problemi, dipenderà in gran parte dal lavoro che svolgiamo noi economisti affrontando ciascuno di questi temi, e dobbiamo essere consapevoli di questa responsabilità, da coloro che occupano incarichi di una certa gerarchia nella conduzione delle attività economiche del nostro paese, fino a coloro che svolgono il lavoro più semplice nelle imprese o unità economiche

Sopra tutti noi pesa l’impegno di aiutare a risolvere questi problemi, di contribuire con la direzione del Partito e del Governo a realizzare lo sviluppo del nostro Paese, a conquistare quello sviluppo con intelligenza, con determinazione; consapevoli delle nostre possibilità, tenendo conto che siamo un paese povero, con scarse risorse naturali, senza proprie fonti di energia, di limitata estensione geografica… sottoposto alle pressioni, al blocco e al sabotaggio economico dell’imperialismo; tenendo conto che per tutto questo è necessario mettere in campo una maggiore iniziativa creatrice e proporci obiettivi realistici a partire da queste circostanze.

Le soluzioni che dobbiamo trovare devono essere basate sulla massima efficienza nell’uso delle risorse disponibili; Siamo economisti di un paese povero e come tali dobbiamo trovare le soluzioni corrispondenti. I problemi del nostro popolo non possono essere risolti sulla base di proposte e misure che implichino un abbondante dispendio di risorse o che presuppongano la necessità di risorse impossibili da ottenere; Devono essere proposte e misure principalmente e prima di tutto nel campo dell’efficienza dei fattori soggettivi, dell’organizzazione dell’economia, del massimo sfruttamento delle sue risorse…

Dedicare il peso fondamentale delle nostre risorse allo sviluppo, per riuscire ad eliminare le debolezze della nostra economia, e nell’attività dell’ortopedia economica, modificare la sua struttura ancora deformata, assicurando alle generazioni future, le condizioni adeguate per il soddisfacimento dei loro bisogni razionali senza le difficoltà, le incertezze, l’instabilità e gli zigzag della situazione attuale.

Questo è il nostro dovere attuale, queste sono le nostre attuali possibilità, questa è l’unica strada seria, responsabile e onesta che, come economisti dirigenti, funzionari e specialisti, dobbiamo portare davanti al nostro popolo, davanti al quale noi non possiamo fare alcun tipo di demagogia, dinanzi al quale noi dobbiamo parlare con tutta la sincerità, davanti al quale siamo obbligati a spiegare e informare il motivo di una o altra politica, della ragione di una o altra misura, convinti che, se è giusta, se è ragionevole, il popolo la capisce e la sostiene, perché è un popolo rivoluzionario, un popolo con un’alta coscienza dimostrata in tutte le occasioni,

Dobbiamo però anche dimostrargli che siamo responsabili, che siamo capaci, che usiamo in modo adeguato le risorse che lui crea con il suo sforzo e con il suo sudore, che sappiamo salvaguardarle, investirle correttamente e amministrarle con diligenza, zelo, onestà ed efficienza per raggiungere, per quanto nelle nostre possibilità, quello che è l’obiettivo fondamentale del socialismo: soddisfare i bisogni razionali della popolazione. Il popolo ha il diritto di chiederci conto del nostro lavoro economico e noi abbiamo il dovere di rendere loro conto.

Il compito principale di tutti noi è far sì che il nostro meccanismo economico funzioni in tutti i suoi ingranaggi come un macchinario perfetto, permanentemente oliato; che permetta, nel suo funzionamento, che i problemi debbano percorrere la via più breve verso la loro soluzione, che deve essere raggiunta con la minor quantità di risorse possibile.

Ciò deve essere ottenuto nel processo di confezionamento dei nostri piani, nell’elaborazione delle nostre norme di lavoro e nella loro applicazione…, nell’organizzazione della produzione all’interno di ogni fabbrica e di ogni azienda agricola; nell’organizzazione dei rapporti tra le varie imprese dell’economia; deve essere ottenuto nell’elaborazione delle nostre norme di consumo materiale.

Nella preparazione e gestione delle nostre normative di inventario, deve essere ottenuto nel processo di elaborazione dei nostri progetti di costruzione; nell’elaborazione delle normative sul tempo necessario per l’esecuzione e l’avvio dei nostri investimenti; nell’organizzazione del nostro trasporto e nelle norme da cui deve essere regolato.

Dobbiamo lavorare instancabilmente per raggiungere questi scopi e come compito di primo ordine c’è quello di applicare coerentemente tutto ciò che è stato stabilito … correggendo al volo gli elementi errati che possano esserci, ma, soprattutto e in primo luogo, attenendosi a quanto già stabilito in modo stretto e rigoroso; eliminando rapidamente tutti i momenti di indisciplina economica e finanziaria che si manifestano tra di noi.

Non ci dobbiamo lasciar vincere dall’impazienza e neanche abbandonarci all’apatia di fronte ai problemi e alle difficoltà. Fuggire tanto dalla routine quanto dall’improvvisazione.

Sono molteplici i compiti concreti che chi di noi opera in un modo o nell’altro sul fronte economico deve affrontare, sotto molti altri aspetti: è necessario precisare le modalità per determinare e raggiungere l’efficienza economica dei diversi rami, compresi quelli della sfera improduttiva.

È importante chiarire tutti gli aspetti qualitativi e quantitativi legati a questo tema, per determinare in che senso e in che misura sia efficiente la crescita che dovrebbe avere l’una o l’altra delle nostre attività; lavorare per precisare e chiarire l’efficacia della ricerca scientifica rispetto ai fini dello sviluppo economico… non rallentando il progresso scientifico che richiede come indispensabile la ricerca… svolgendolo nel modo più efficiente e con il minor dispendio di mezzi possibile.

È necessario specificare le proporzioni più appropriate che dovrebbero esistere tra il consumo personale e sociale nel nostro processo di sviluppo economico e quali variazioni dovrebbero essere prodotte in tali proporzioni.

Si dovrebbe lavorare sullo studio analitico dell’equilibrio delle entrate e delle spese della popolazione; …è necessario approfondire l’analisi dell’efficienza del processo di investimento e dello sfruttamento dei fondi di base a livello di impresa, rami e settori dell’economia nazionale, le modalità per ridurre i tempi di costruzione, le questioni legate alla politica di ricostituzione dei fondi esistenti, lo studio dell’uso delle capacità produttive esistenti, in particolare nei rami industriali e le modalità per aumentarle; l’analisi economica delle possibilità di sfruttamento delle principali risorse naturali: l’acqua, la terra e le risorse di piattaforma, tenendo in considerazione la necessità di mantenere l’equilibrio ecologico e la purezza dell’ambiente.

È necessario approfondire l’analisi sul costo delle opportunità in valuta estera al momento di determinare un investimento in cui una equipe straniera viene sostituita da una forza lavoro nazionale. In relazione al processo di investimento, è indispensabile migliorare il nostro lavoro, approfondire maggiormente la sua analisi,…

Voi, economisti che lavorate in diverse organismi e imprese, siete incaricati di svolgere questo lavoro e questo lavoro non viene ancora svolto come si deve. In molte occasioni arrivano proposte e compiti di investimento che mancano di dati, mancano di analisi, elementi che permettano di arrivare a una conclusione e talvolta si tratta di investimenti di significativa importanza e a volte perfino di una certa urgenza, ma che non si possono decidere in modo frettoloso e irresponsabile e quindi il processo di valutazione richiede più tempo del dovuto o quelli che decidono sono costretti a prendere decisioni di cui non sono del tutto sicuri che siano le più consigliabili di fronte all’emergenza dell’obiettivo o per trarre vantaggio da una situazione di mercato internazionale che appare favorevole. …

Nel settore esterno, sia per le esportazioni che per le importazioni, è necessario effettuare studi di mercato seri e sistematici, esaminando, per le principali linee, i produttori e consumatori di livello mondiale, il livello tecnologico, il grado di concorrenza, le tendenze future, possibili livelli di prezzo e loro dinamiche e molti altri fattori che intervengono in questi aspetti.

Dall’analisi preliminare che stiamo facendo sui lavori presentati dalle commissioni che lavorano alla preparazione della strategia di sviluppo, si è generalmente rilevata una mancanza di studio negli indicatori che determinano l’efficienza economica, nonché i fattori che influenzano direttamente il suo incremento.

La maggior parte di questi studi si basa su analisi e alternative tecnologiche, sull’introduzione di nuove apparecchiature, ma mancano elementi economici sufficienti che diano la possibilità di prendere decisioni dal punto di vista economico.

Sottolineiamo la necessità che i lavoratori del settore economico rafforzino il loro interesse nell’approfondire l’applicazione dell’analisi dell’efficienza economica e dei fattori che la influenzano direttamente.

Dobbiamo inoltre sviluppare un sistema permanente di previsione a lungo termine che copra i principali rami e settori dell’economia per dare permanenza agli studi elaborati per la strategia di sviluppo…, in modo tale da avere sempre una prospettiva minima di 20 anni verso il futuro che si muova in modo lineare col passare del tempo, e allo stesso tempo vengano elaborati parallelamente i piani quinquennali e, su questa base, i piani annuali.

Occorre perfezionare la pianificazione territoriale e gli studi sui problemi della distribuzione territoriale delle forze produttive con l’uso ottimale delle risorse naturali, nonché di protezione dell’ambiente; In tutti questi compiti è necessario coinvolgere tutti i compagni che lavorano o si esprimono in campo economico; universitari e tecnici economici di medio livello che lavorano in imprese e unità finanziate dallo Stato o nelle diverse dipendenze degli organismi dello Stato, nonché coloro che lavorano come professori e anche gli studenti di Economia.

L’insegnamento deve essere collegato e interconnesso con la pratica del lavoro economico concreto e viceversa, ed entrambi con la ricerca, cosa in cui abbiamo gravi carenze da superare e alla quale dobbiamo prestare particolare attenzione sia negli organismi statali che nei corrispondenti centri educativi.

Nel nostro lavoro, di fronte a tutti questi compiti, non dobbiamo mai dimenticare che deve essere svolto in base ai principi su cui si fonda il nostro processo rivoluzionario e che deve essere finalizzato al raggiungimento dello sviluppo della tecnica, dell’efficienza nell’uso delle risorse, della soddisfazione dei bisogni del popolo e della formazione dell’uomo nuovo proposto dal Che, senza dimenticare che lo sforzo che facciamo oggi, in tutto questo compito di applicare e migliorare il Sistema di Gestione dell’Economia e nel risolvere i nostri problemi di sviluppo economico, darà al nostro Paese molta più forza e molta più efficacia per adempiere ai suoi doveri internazionalisti e adempiere ai suoi obblighi come distaccamento del movimento rivoluzionario mondiale.

L’Associazione Nazionale degli Economisti di Cuba è chiamata a fungere da veicolo … per incoraggiare tutti gli economisti a partecipare a questi compiti.

Affrontiamo il nostro lavoro ispirati dall’esempio immortale del Che, con l’assoluta serietà e profondità che richiede, con audacia creativa fedeli ai principi e ai fondamenti scientifici del Marxismo-Leninismo, facendo affidamento sull’esperienza dei paesi socialisti, adattata alle condizioni concrete del nostro paese, e incorporandovi quella dose di sensibilità umana e il sentimento di amore verso il popolo lavoratore senza cui non è possibile concepire un autentico rivoluzionario come ci ha detto il Che.

Assumiamo le nostre responsabilità con piena consapevolezza della loro complessità, della loro importanza e significato, con l’orgoglio e la soddisfazione di appartenere a questa generazione a cui è toccato vivere in un’epoca di creazione tanto bella come quella che la nostra Patria vive oggi e che ha avuto l’opportunità di raccontare con dirigenti della grandezza storica di Fidel e del Che.

NOTE FINALI.

Queste parole le scrissi 42 anni fa come parte finale del discorso conclusivo che tenni alla chiusura del Congresso Costituente dell’ANEC il 14 giugno del 1979, quando Diaz Canel e i principali dirigenti leader che hanno rilevato la direzione storica erano ancora nell’adolescenza o nella prima giovinezza.

L’ho elaborato e pronunciato a nome della più alta Direzione del Partito e del Governo.

Il suo testo completo è stato personalmente rivisto e approvato dal compagno Fidel.

All’epoca ero membro del CC, Vice Presidente del Consiglio dei Ministri, Ministro Presidente di JUCEPLAN (attuale MEP) e Direttore Esecutivo della Commissione Nazionale per l’Attuazione del Sistema di Direzione e Pianificazione dell’Economia.

In esso sono stati espressi i criteri e l’orientamento ufficiale del tempo sui temi trattati.

Più tardi, negli anni ’80 del secolo scorso, sono arrivati ​​i problemi del Debito Estero, l’intensificarsi del blocco dovuto alla nostra partecipazione alla Guerra d’Angola e in altre azioni internazionaliste, i nostri errori nella gestione dell’economia in cui ho avuto la mia parte di responsabilità. Sono iniziati i problemi con l’URSS e il Campo Socialista fino alla sua scomparsa negli anni ’90 e ’91.

Sono arrivate le leggi Torricelli e Helms Burton nel tentativo dell’imperialismo di darci lo “scacco matto”. Lo straordinario impatto negativo di tutti questi eventi su tutta la nostra economia e società in generale ci ha costretto a una situazione di sussistenza che tutti conosciamo come Periodo Speciale in Tempo di Pace. L’abbiamo saputo affrontare e andare superando solo grazie alla genialità, la fermezza e l’autorità storica di Fidel.

Ciò ha interrotto e impedito il raggiungimento degli obiettivi che erano stati esposti in quel discorso conclusivo del Congresso costitutivo dell’ANEC.

A partire dal 2008, questi obiettivi hanno cominciato a essere ripresi nel contesto di una nuova e totalmente diversa situazione interna ed esterna. È all’incirca dal 2011 che si concretizzano in accordi e Linee Guida approvati nei Congressi del Partito che tengono conto del senso del momento storico e della disposizione a cambiare tutto ciò che deve essere cambiato, con la guida di Fidel.

Per ragioni non sempre giustificate né spiegabili, dal mio punto di vista, i cambiamenti che necessitava il nostro modello economico e la nostra società in generale, non sono stati intrapresi in momenti a volte forse più propizi di quelli attuali e ci sono stati ritardi e differimenti i cui effetti negativi oggi sperimentiamo.

Però, non era più possibile attendere oltre e, ora – con l’aggravarsi di un blocco esacerbato dalla politica di accanimento contro Cuba praticata da Trump e continuata fino ad oggi da Biden e nel mezzo di una pandemia generalizzata che ha sconvolto l’intera economia internazionale e la vita abituale del mondo e di tutti i Paesi compreso il nostro, che oggi attraversa una fase critica – quando si è ripreso con forza il compito del riassetto economico del Paese, che è proprio una riorganizzazione e che dà continuità a obiettivi e politiche che erano state già stabilite 42 anni fa sulla base di principi e norme di comportamento presenti anche oggi.

Domenica 11 luglio 2021

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