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10/10/2025

Giappone - Takaichi nuova leader del LDP

La leadership del Partito Liberal Democratico (Ldp) del Giappone è stata conquistata da Sanae Takaichi. La signora ultra conservatrice e considerata una sorta di erede politica del defunto Shinzo Abe, ha avuto la meglio su Koizumi Shinjiro, l’altro favorito della contesa.

Takaichi, che ha subito parlato di una “nuova era”, potrebbe adesso diventare la prima donna a ricoprire la carica di primo ministro del Paese. Ne avremo la certezza il prossimo 15 ottobre, quando verrà presumibilmente confermata dalla Dieta giapponese attraverso un voto di fiducia.

Il motivo dell’incertezza è semplice: anche se l’Ldp è il partito di maggioranza, la coalizione di cui fa parte non detiene più la maggioranza assoluta in entrambe le Camere, e questo rende non sicura la conferma automatica di Miss Takaichi, senza il sostegno di almeno una parte dell’opposizione.

La 64enne, la cui eroina è Margaret Thatcher, ha affermato che l'aspetta una “montagna di lavoro” per risollevare le sorti del suo partito, lo stesso che ha governato il Giappone quasi ininterrottamente per decenni, ma che ha perso consensi a causa di problemi interni e dall’avvento di altri piccole ma agguerrite formazioni politiche, a partire dal partito anti immigrazione Sanseito.

La nuova era Takaichi

“Insieme a molti di voi abbiamo inaugurato una nuova era per l’Ldp”, ha dichiarato Takaichi presso la sede centrale del Partito Liberal Democratico dopo aver vinto il ballottaggio contro il telegenico (e più moderato) Shinjiro Koizumi, di 20 anni più giovane di lei. “Invece di sentirmi felice in questo momento sento che ci aspetta una vera sfida. Sono convinta che ci sia una montagna di lavoro da affrontare insieme, unendo i nostri sforzi”, ha aggiunto.

In campagna elettorale, in merito al tema caldissimo dell’immigrazione e della crescente presenza di cittadini stranieri nel Paese, Takaici era stata chiara: a suo avviso il Giappone dovrebbe “riconsiderare le politiche che ammettono persone con culture e background completamente diversi”. Certo, un simile allarmismo da parte dei politici nipponici è raro, visto che parliamo di una nazione dove le persone nate all’estero rappresentano solo il 3% della popolazione, ma questo è comunque un segnale dei tempi.

In ambito economico, Takaichi ha in passato più volte sostenuto un allentamento monetario aggressivo e una grande spesa fiscale, riproponendo di fatto le ricette del suo mentore Abe. In campagna elettorale ha tuttavia moderato la sua posizione in materia, così come ha cercato di alleggerire la posizione sulla Cina.

La nuova era del Giappone

Il Giappone potrebbe insomma finire presto nelle mani di Takaichi, esponente di una delle correnti più radicali del Ldp. Di quella corrente, per la precisione, convinta che il motivo per cui il sostegno al partito sia diminuito sia da ricercare nell’allontanamento dall’originario dna di destra.

Ex ministro, conduttrice televisiva e appassionata batterista heavy metal, la signora, qualora dovesse essere confermata premier, troverà diverse sfide di fronte al suo cammino. Tra queste: la solita economia stagnante, le lamentele delle famiglie alle prese con un’inflazione inarrestabile, i salari immobili, le complicate relazioni tra Stati Uniti e Giappone, l’ascesa della Cina nell’Asia-Pacifico, le tensioni con la Corea del Nord.

Takaichi è una convinta conservatrice che si oppone alla legge che consente alle donne di mantenere il proprio cognome da nubile dopo il matrimonio e ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. È anche una frequentatrice abituale del controverso santuario Yasukuni, dove i nazionalisti nipponici commemorano i caduti in guerra del Giappone. Comprese alcune figure condannate come “criminali di guerra”.

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