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07/01/2015

Governo sprezzante sull'emergenza sfratti

Sono tra le 30 e le 50mila famiglie, in tutta Italia, quelle a rischio di sfratto esecutivo per la mancata proroga degli sfratti di fine locazione. Il governo ha deciso infatti di non inserire nelle “mille proroghe” del decreto di fine anno, anche la proroga degli sfratti per le categorie disagiate (invalidi, malati terminali, anziani).

Dall'inizio della crisi, cinque anni fa, Roma ha registrato oltre diecimila sentenze per fine locazione; 4500 sono quelle a Napoli e 4mila le sentenze di sfratto a Milano sempre prendendo in considerazione il periodo tra il 2008 e il 2013. Il 70% di queste famiglie avrebbe i requisiti di reddito e sociali (anziani, minori, portatori di handicap) previste dalla legge per la proroga. Alla fine dell’anno scorso le sentenze di sfratto nel nostro Paese sono state oltre 70mila, quelli eseguiti oltre 30mila, il 90% per morosità, spesso incolpevole, dovuta alla perdita del posto di lavoro degli inquilini impossibilitati così a pagare gli affitti.
Ogni giorno nel nostro paese vengono eseguiti in media 140 sfratti con l'uso della polizia. Una sentenza di sfratto colpisce, secondo le statistiche una famiglia ogni 353. Escludendo dunque le famiglie proprietarie di case e gli assegnatari di alloggi pubblici, significa che ogni anno in Italia una sentenza di sfratto, "quasi sempre per morosità incolpevole", tocca una famiglia su quattro, segnalano in una lettera al governo gli assessori Danese, Benelli e Fucito rispettivamente da Roma, Milano e Napoli. "Ecco perché - si legge nell'appello - chiediamo con forza la proroga del blocco degli sfratti e politiche abitative strutturali che ci consentano di uscire dalla logica dell'emergenza. Su questo sollecitiamo una urgente riunione della consulta casa dell'Anci perché sia ben chiaro il grido di dolore - concludono - proveniente dalle città metropolitane dove forte è il disagio".

Ispirate al cinismo appaiono le risposte del governo all'appello delle amministrazioni delle grandi aree metropolitane. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Delrio ha replicato così all'appello degli amministratori locali: "Questo governo ha messo in campo diverse misure come il fondo degli affitti e morosità. Ha dato numerosi strumenti ai cittadini ma soprattutto ai sindaci per governare l'emergenza. Gli sfratti vanno valutati caso per caso". Peggio di lui il Ministro Lupi, secondo il quale “l'esecutivo non è stato a guardare, anzi, ha imboccato una strada nuova, cosciente che l'emergenza andava affrontata in modo più radicale e non con lo strumento vecchio e logoro della proroga ali sfratti. Agli assessori di Milano, Roma e Napoli dico che non è drammatizzando un problema che lo si risolve".

In realtà lo strumento del governo messo in campo è solo un fondo di 446 milioni per sette anni, cioè 62 milioni di euro all'anno - briciole praticamente - per tutte le città: dalle grandi aree metropolitane ai centri più piccoli dove, facendo le proporzioni, il boom degli sfratti è ancora più pesante. Emblematico il caso di Mantova, città di 48mila abitanti, in cui sono previsti 932 sfratti nei prossimi mesi.

Niente blocco degli sfratti dunque ma anche guerra aperta all'unica soluzione concreta per l'emergenza abitativa fino ad oggi messa in campo dai movimenti per il diritto all'abitare: l'occupazione degli edifici vuoti e inutilizzati da parte delle famiglie senza casa. Non una guerra alla povertà dunque ma una guerra contro i poveri. Il governo Renzi conferma così la sua odiosa natura di classe, un governo del Mondo di sopra, contro quelli di sotto, sotto ogni aspetto.

Fonte

01/01/2015

Niente blocco degli sfratti. Renzi manda le famiglie per strada

Il segno di un governo si vede da certi dettagli. Dopo decenni di rinnovi, motivati da ragioni umanitarie urgenti e ricorrenti, stavolta dal solito decreto "milleproroghe" è sparita l'unica proroga di grande importanza sociale: quella degli sfratti. Nel testo apparso sulla Gazzetta Ufficiale manca.

Come sappiamo tutti, anche la proroga non avrebbe risolto il problema di decine di migliaia di famiglie inseguite da uno "sfratto esecutivo" (per una lunga lista di cause, dalla morosità in su). Ma il governo ha deciso che era l'ora di "cambiare verso", aprendo le porte per buttare fuori di casa chi finora ci aveva vissuto col cuore in gola.

Potreste pensare che, magari, la mancata proroga viene accompagnata da una ripresa dell'edilizia popolare residenziale, costruendo quelle abitazioni che mancano per dare un tetto alle famiglie bisognose... Naturalmente non è vero.

Dal ministero delle infrastrutture spiegano che non è stata inserita visto che nel decreto casa sono stati incrementi i fondi affitti e morosità incolpevole. Due "fondi" che concedono spiccioli, con procedure apparentemente pensate per ridurre al minimo la platea dei beneficiari, assolutamente insufficienti a coprire - in media - la differenza tra affitti di mercato e redditi familiari.

I due fondi in tutto prevedono uno stanziamento di 446 milioni di euro, con cui sarebbe praticamente possibile costruire almeno diecimila alloggi popolari. Invece saranno convogliati verso i proprietari di casa delle famiglie che avranno la fortuna di ricevere il sussidio. Il meccanismo è infatti semplice: i soldi che una famiglia riesce miracolosamente ad avere dallo Stato (tramite Regione e Comune) vengono seduta stante "girati" al proprietario al momento di pagare l'affitto. La situazione di bisogno viene dunque prorogata, mai risolta; ma al tempo stesso si riempiono le tasche dei proprietari con denaro pubblico. Tutto in nome della "legalità", della "difesa della proprietà" e addirittura della "solidarietà sociale". Il prossimo anno ci si ritroverà esattamente nelle stesse condizioni, e se magari mancheranno i soldi per rimpinguare il fondo alle famiglie verrà indicata la porta d'uscita.

Il precedente Milleproroghe, per il 2014, aveva prorogato il blocco degli sfratti per fine locazione fino al 31 dicembre 2014. Nei giorni scorsi si erano fatte sentire le associazioni degli inquilini che chiedevano un altro anno di stop. Le prime stime parlano di almeno 30.000 famiglie a rischio di sfratto nei prossimi mesi.

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