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lunedì 13 febbraio 2017

Disabili senza licenza media. Il ministero promette retromarcia, ma chi si fida?

Allarme rientrato? Con i governi-fotocopia non si può mai dire, ma la mezza insurrezione degli organismi che si occupano di disabilità in età scolare sembra aver stoppato per il momento il “progetto educativo” di cancellare il diploma di licenza media per i ragazzi con disabilità non meglio specificate.

Le Commissioni parlamentari hanno vagliato per giorni un “decreto sulla valutazione” degli studenti che, nella parte riservata agli studenti con disabilità (non proprio pochi: circa 70.000), prevede "prove equipollenti" al posto del normale esame di licenza. Non fatevi venire la lacrimuccia, incazzatevi, piuttosto. L’intento non è infatti quello di evitare a ragazzi con problemi lo stress di una prova che anche i “normodotati” affrontano con qualche preoccupazione. Lo schema prevedeva il mantenimento dei criteri di “facilitazione”, ma anche l’abolizione del titolo. Al suo posto una sorta di “attestato di frequentazione”, di nessun valore legale. Un ritorno drastico alla considerazione dei disabili come untermenschen, produttivamente inutilizzabili e dunque “materiale da scartare”.

Da sottolineare una conseguenza disastrosa, in termini occupazionali, di una simile decisione. Gli alunni con disabilità gravi, specie di carattere intellettivo, sono infatti seguiti da insegnanti di sostegno. Una svalutazione del percorso formativo specifico, oggettivamente derivante dall’eliminazione dell’esame di licenza (il “sostegno” ha senso in vista di quel traguardo, non per un semplice “attestato di frequenza”), avrebbe portato con sé anche la cancellazione – nel giro di qualche anno – di qualche migliaio di cattedre e relativi assegnatari

Le proteste sono state immediate, e per quanto quasi non registrate dai giornali mainstream e – ça và sans dire – dai telegiornali di regime, hanno comunque costretto il cosiddetto ministro dell’istruzione, Valeria Fedeli, a promettere l’eliminazione di tutta la parte del decreto relativa.

“Tutte le studentesse e gli studenti con disabilità saranno messi nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio percorso di studi e di concluderlo sostenendo prove che attestino le loro specifiche competenze e abilità, in base al Piano educativo individualizzato, predisposto di proposito per loro”. In particolare, per quanto riguarda l’esame di licenza, “Voglio rassicurare famiglie, sindacati e associazioni. Il decreto attuativo sull'inclusione scolastica nasce dalla volontà e dalla determinazione di dare alle ragazze e ai ragazzi con disabilità pari opportunità formative e una qualità della vita all'altezza delle loro esigenze e dei loro sogni. Per questo le imprecisioni o le problematiche emerse verranno migliorate in ambito parlamentare”.

Un pezza tardiva che conferma però una linea strategica di “riforma”. Al di là delle chiacchiere buoniste, infatti, nessun normodotato intellettivo può credere che quegli articoli contestati siano stati davvero frutto di alcune “imprecisioni”...

Meglio non fidarsi, no?

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