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venerdì 3 agosto 2018

Turchia - Lo stato di emergenza diventa condizione normale

La Turchia approva una »legge antiterrorismo« autoritaria. L’UE trasferisce 400 milioni di Euro al regime di Ankara.

Mercoledì il Parlamento turco ha approvato una nuova »legge antiterrorismo« che rende possibile alle autorità statali la prosecuzione dello stato di emergenza (OHAL) scaduto il 19 luglio. Quest’ultimo era stato proclamato da Ankara dopo il tentativo di golpe del luglio 2016 per ripulire sistematicamente il pubblico impiego da avversari politici e per l’incarcerazione di decine di migliaia di oppositori.

La legge ora decisa dalla Grande Assemblea Nazionale con i voti di AKP e MHP, prevede limitazioni dei diritti democratici simili a quelle dell’OHAL: licenziamento di massa di dipendenti pubblici, ampie limitazioni della libertà di riunione, facoltà di limitare la mobilità di persone sgradite. Nuova è anche una carcerazione preventiva inasprita che dura fino a due settimane, durante la quale i prigionieri possono essere isolati completamente e non hanno diritto a un avvocato. Questa forma di arresto è considerata particolarmente pericolosa, dato che spalanca le porte alla tortura di prigionieri.

Già martedì scorso, poco prima dell’approvazione della »legge antiterrorismo«, l’organizzazione turca per i diritti umani IHD (Insan Haklari Dernegi) si è rivolta all’opinione pubblica. Le »limitazioni straordinarie di diritti fondamentali«, così la loro presa di posizione, »rappresentano un pericolo ancora più serio per lo stato di diritto in Turchia« rispetto allo stato di emergenza.

In modo completamente diverso ha reagito intanto l’Unione Europea, solitamente pronta a mostrare ostentatamente retorica sui diritti umani. Nel giorno stesso dell’approvazione della legge che aumenta nuovamente i poteri del Presidente Recep Tayyip Erdogan che governa in modo autoritario, Bruxelles ha trasferito ad Ankara 400 milioni di Euro – la prima trance di una »erogazione di aiuti« messa a disposizione dalla cancelliera Angela Merkel nell’ambito dello »accordo sui profughi« per l’ammontare di 3,5 miliardi di Euro. Il denaro, così si dice da Bruxelles, dovrà essere utilizzato esclusivamente per il miglioramento delle condizioni di vita dei profughi. Del fatto che i campi profughi in Turchia vengono usati da Ankara anche per il reclutamento e l’addestramento di milizie islamiche che vengono impiegate nella guerra di attacco lesiva della legislazione internazionale contro la provincia siriana di Afrin, non viene fatta menzione.

La nuova »legge antiterrorismo« infatti non è rivolta contro le milizie terroristiche jihadiste con le quali l’esercito turco collabora in Siria, ma esclusivamente contro l’opposizione di sinistra e curda nel Paese. Avversario principale è il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) attivo da 40 anni.

»L’arbitrio politico con il quale in Turchia come in Germania accuse di terrorismo vengono usate contro l’opposizione di sinistra, in questi giorni diventa evidente ancora una volta«, ha commentato Ayten Kaplan del Centro Sociale Democratico dei Curdi in Germania (Nav-Dem). »Persone che si pronunciano a favore del movimento curdo vengono automaticamente dichiarate terroriste. E Angela stringe amichevolmente la mano a Cemal Cetin, il capo di una banda di nazionalisti sotto osservazione da parte dell’Ufficio Federale per la Tutela della Costituzione, in presenza di un dittatore.« Cetin, Presidente della confederazione dei »Lupi Grigi« in Europa, la Confederazione Turca Europa (ATK), si vede nelle immagini del vertice NATO dell’11 e 12 luglio a Bruxelles durante la stretta di mano con la cancelliera.

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