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31/03/2021

Cuba - La dignità contro il blocco Usa sfila in carovana


Mentre in Italia si consumava l’ennesimo atto di vigliaccheria e ingratitudine del “nostro” governo verso Cuba – con il voto contrario all’Onu alla sospensione delle sanzioni contro chi nel momento peggiore della pandemia di Covid-19 ci ha teso la mano e sostenuto gratuitamente con i suoi medici – a Cuba, negli Stati Uniti e in diversi paesi, nei giorni scorsi si sono svolte carovane popolari contro il blocco. Qui di seguito una corrispondenza di Cuba Resumen sulla carovana svoltasi all’Avana.

È una risposta che dà la cifra della differenza di sistema, di mentalità, di alleanze e di dignità di un paese e del suo popolo rispetto all’abiezione euroatlantica in cui siamo ingabbiati ormai da troppo tempo.

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L’Avana – La Carovana Mondiale contro il Blocco di Cuba ha riunito organizzazioni e personalità di più di 50 paesi dei cinque continenti.

Le mobilitazioni si sono articolate intorno alla richiesta al presidente Joe Biden dell’abrogazione delle sanzioni economiche imposte da Trump, la riapertura dell’ambasciata statunitense all’Avana chiusa con la scusa dei presunti “attacchi sonori” e il ripristino del programma di ricongiungimento familiare.

Allo stesso tempo, gli amici solidali dei cinque continenti hanno divulgato le conquiste della medicina cubana, come i cinque candidati vaccini anti-Covid-19 che il paese sta sviluppando e la ventina di farmaci di produzione nazionale che vengono utilizzati per contrastare gli effetti della malattia, un tema che viene arbitrariamente ignorato dai media mainstream che fanno parte dell’immensa macchina mediatica allestita contro Cuba, ignorando la possibilità che possa diventare il primo paese dell’America Latina ad avere un proprio vaccino in questa pandemia.

Spicca l’ammirazione per la cooperazione medica internazionale di Cuba che ha assistito 40 paesi nell’affrontare la pandemia con 57 brigate mediche Henry Reeve, motivo per cui la campagna perché le venga assegnato il premio Nobel per la pace 2021 è ancora in corso.

“Oltre alle carovane in Asia, Oceania, Africa, America del Sud ed Europa dell’Est di questo sabato, si aggiungono oggi (domenica) altre azioni negli Stati Uniti, in Centroamerica e anche a Cuba”.

Dalle 10 del mattino motociclette, biciclette e automobili hanno circolato lungo il Malecón dell’Avana, unendosi a questa campagna globale che cerca di rendere visibile l’esistenza del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba e il grande impatto sul popolo cubano generato dalle più di 240 sanzioni ordinate dall’amministrazione uscente Trump, che sono ancora in vigore con la nuova amministrazione Biden.

Bandiere della Stella Solitaria e striscioni che denunciano i danni accumulati in sei decenni di blocco, che ammontano a un totale di 144.413 miliardi di dollari (1), hanno inondato il Malecón al passo delle biciclette, motociclette e automobili che sfilavano nella colorata carovana.

“L’inasprimento opportunistico del blocco da parte dell’amministrazione Trump nel mezzo della pandemia COVID-19 lo rende ancora più genocida, ancora più criminale”, ha denunciato il ministro degli Esteri Bruno Rodríguez.

Cinque miliardi di dollari è la perdita nell’ultimo periodo, una cifra record per un anno (2) e “il più grande ostacolo allo sviluppo nazionale”, come denuncia permanentemente il governo cubano in diversi spazi nazionali e sovranazionali e come è stato anche dichiarato a gran voce dai giovani presenti questa mattina in questa “pelea por lo justo nos une”. Nelle reti sociali, così come nel Malecón, si è sentito forte e chiaro: #NoMásBloqueo.

Note

(1) Secondo i dati del rapporto Cuba vs Bloqueo 2020. Relazione di Cuba secondo la risoluzione 74/7 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite “Necessità di porre fine all’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba” / luglio 2020.

(2) Dati per il periodo da aprile 2019 a marzo 2020 secondo il rapporto Cuba vs Blockade 2020

*Da Cuba En Resumen – Resumen Latinoamericano

Foto di Yaimi Ravelo e Syara Salado Massip*

Fonte

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