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11/10/2025

"Nebraska era fuori dal tempo. La versione elettrica è rock'n'roll ferino"

Il 24 ottobre Bruce Springsteen pubblicherà “Nebraska ’82: Expanded Edition”, una nuova edizione del suo capolavoro del 1982. Il cofanetto include una rimasterizzazione dell’album originale, un disco di inediti tratti dalle registrazioni casalinghe realizzate nella sua camera da letto a Colts Neck, nel New Jersey, e nuove versioni dei brani incise nella primavera del 2025 al Count Basie Theatre di Red Bank, filmate da Thom Zimny, già regista di “Letter To You”, “Road Diary” e “Springsteen On Broadway”.

Ma il vero tesoro per i fan è la tanto leggendaria quanto misteriosa “Electric Nebraska”: otto brani incisi con la E Street Band ai Power Station Studios di New York nel 1982, poi abbandonati quando Springsteen decise, a sorpresa, di pubblicare le versioni demo registrate da solo su un registratore a quattro piste.

“Non sapevo che esistessero”, racconta Springsteen in una intervista a Mojo. “Sono rimasto sorpreso nello scoprire che l’Electric Nebraska era qualcosa di reale, che eravamo arrivati così lontano. Quando abbiamo ritrovato quei nastri, è stato uno shock. E credo lo sarà anche per i fan”.

Dopo il successo mondiale di “The River” (1980), il Boss aveva scritto e inciso i brani di “Nebraska” in una piccola casa in affitto, usando solo la sua voce, una chitarra e un registratore TEAC 144. In studio, le versioni con la band non riuscivano però a catturare quella stessa intensità spoglia e inquietante delle demo casalinghe. Così Springsteen scelse la strada più radicale: pubblicare le registrazioni grezze.

Riascoltando oggi quei nastri elettrici, emerge un’energia diversa, quasi selvaggia. “Per la maggior parte delle versioni elettriche riducemmo la band a tre elementi. E urlavamo. Era un rock’n’roll primitivo, quasi ferino”, ricorda Springsteen. “Mi ha colpito riscoprire che l’avevo affrontato così. Ma non si trattava di scegliere tra una versione buona e una cattiva. Era una questione di verità artistica: avevo trovato qualcosa nei nastri casalinghi che mi aveva catturato, e non potevo ignorarlo”.

La scelta di pubblicare un disco cupo e minimale dopo un album numero uno fu tutt’altro che prevedibile. “Non c’è un modo per capire completamente perché una registrazione parli nella lingua giusta e un’altra no”, riflette Springsteen nell'intervista a Mojo. “Ma in quel momento della mia vita, sapevo che le registrazioni casalinghe erano quelle giuste. Non si trattava di essere ‘migliori’ delle versioni elettriche: semplicemente facevano qualcosa per me che nessun’altra faceva”.

Eppure, l’“Electric Nebraska” resta una testimonianza unica. “Sarebbe stato un disco molto interessante. Non era “Born In The U.S.A.”, ma nemmeno “Nebraska”. Era il materiale più primitivo che avessimo mai registrato. Solo che allora non mi attirava abbastanza. Forse oggi sì”.

Oggi, oltre quarant’anni dopo, quella magia continua a resistere, in entrambe le forme. “Come l’album originale, anche l’Electric Nebraska ha una strana qualità senza tempo. Non sembra un disco degli anni '80, non suona come nulla di quel periodo. È come se appartenesse a un altro luogo, a un altro tempo – anche per me”. Un ritorno alle radici, dunque, ma anche a un momento di pura esplorazione artistica. “Era un periodo di ricerca, e tutto quello che facevo ne era influenzato”, conclude Springsteen.

Con “Nebraska ’82: Expanded Edition”, il Boss riapre una porta rimasta chiusa per decenni – e invita ad ascoltare, ancora una volta, il suono di un’anima in cerca di verità.

L’omaggio a “Nebraska” proseguirà anche sul grande schermo. Una settimana dopo l’uscita del cofanetto, il 23 ottobre, arriverà nelle sale italiane “Springsteen: Liberami dal Nulla”, film prodotto dai 20th Century Studios e diretto da Scott Cooper, ispirato al libro di Warren Zanes “Liberami dal nulla. Bruce Springsteen e Nebraska”. Con Jeremy Allen White nei panni di “The Boss”, la pellicola racconta la genesi di un album acustico scarno e tormentato, che segnò una svolta personale e artistica nella carriera di Springsteen.

Accanto a White compaiono Jeremy Strong nel ruolo di Jon Landau, Paul Walter Hauser come Mike Batlan, Stephen Graham nei panni del padre Doug, Odessa Young come Faye, Gaby Hoffman nel ruolo della madre Adele, Marc Maron nei panni del produttore Chuck Plotkin e David Krumholtz come l’executive della Columbia Al Teller. L’uscita italiana è fissata per il 23 ottobre 2025.

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