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16/11/2025

Palate di soldi agli azionisti, salari e pensioni da fame

Centinaia di miliardi di utili sono stati distribuiti agli azionisti delle maggiori società a livello mondiale. Il dato arriva dal più recente Dividend Watch, l’analisi del Capital Group Global Equity Study che esamina il modo in cui le società generano, accrescono e restituiscono valore agli azionisti.

Capital Group fissa l’asticella dell’intero 2025 per la prima volta oltre la soglia dei 2mila miliardi di dollari: 2.080 miliardi per la precisione, con un ulteriore aumento del 6,4% (5,8% togliendo i fattori straordinari) rispetto all’anno precedente. Nel solo terzo trimestre del 2025 i dividendi globali sono infatti aumentati del 6,2% su base annua, raggiungendo la cifra record di 518,7 miliardi di dollari.

In Italia, riferisce Il Sole 24 Ore, oltre a Eni ed Enel ad aver guadagnato sono state soprattutto le banche. Con le loro cedole, i principali istituti di credito Intesa Sanpaolo e Unicredit si aggiudicano i primi due gradini della classifica del listino milanese. Eni ed Enel, hanno distribuito ai loro azionisti l’equivalente di quattro miliardi di dollari.

Nei primi dieci posti della graduatoria nazionale ci sono poi Generali, Poste Italiane, Monte dei Paschi, Ferrari e Leonardo, tutti con incrementi a doppia cifra rispetto ai pagamenti effettuati dodici mesi prima grazie a una decisa accelerazione nelle rispettive politiche di remunerazione agli azionisti.

Soldi a palate dunque per i grandi gruppi bancari, dell’energia e degli armamenti, i tre settori che hanno aumentato a dismisura i loro profitti anche nell’anno in corso, mentre i salari e le pensioni restano inchiodati in basso sia dalle scelte delle aziende e dalla concertazione con i sindacati ufficiali che dalle politiche fiscali del governo.

E qualcuno ha ancora il coraggio di chiedere perché i lavoratori non dovrebbero scioperare contro tutto questo?

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