In questi giorni a Milano è in corso un simbolico passaggio del testimone tra quello che è stato EXPO e il dopo EXPO. Ma è un passaggio che avviene nel segno della più assoluta continuità: grandi speculazioni immobiliari che hanno attraversato giunte milanesi differenti per colore politico ma tutte accomunate dalla visione di una città sempre più orientata a incarnare gli interessi nazionali e internazionali della borghesia e delle élites finanziarie.
Una città a tal punto funzionale al capitalismo impegnato nella competizione globale da far dire a Sala, ora sindaco e già amministratore delegato di EXPO, che Milano è una “città sistemica” che ha tra i suoi doveri quello di mettere al servizio del paese il suo modello e che, in assenza di risposte, si rivolgerebbe direttamente all’Europa e alle sue risorse per continuare ad attrarre il mondo della finanza e delle imprese.
Accade così che proprio mentre arrivano a conclusione i primi procedimenti penali riguardanti gli appalti per la realizzazione di EXPO, a giorni l’Università Statale dovrà deliberare sul progetto per il nuovo campus universitario in area EXPO, assai caro al Rettore Vago, che dello spostamento delle facoltà scientifiche dall’attuale sede di Città Studi all’ex area di EXPO ha fatto il proprio cavallo di battaglia; il nuovo campus sorgerà nell’ambito del più vasto progetto Human Technopole, che prevede anche la creazione di un centro di ricerca sostenuto dal governo con un finanziamento di circa 150 milioni all’anno per 10 anni e di cui saranno parte anche multinazionali del farmaco: un’occasione d’oro per riaffermare il “modello Milano”.
Nelle aule del Tribunale intanto – in cui riecheggeranno ancora a lungo i contrasti, legati proprio alle inchieste su EXPO e giunti fino al CSM, tra il pm Alfredo Robledo e l’ex capo della Procura Edmondo Bruti Liberati – sono cadute in primo grado le accuse di associazione a delinquere ma ci sono state condanne, lo scorso 8 maggio, per turbativa d’asta e falso che consentono d’intravvedere come, dietro le speculazioni edilizie realizzate, si celassero appetiti non sempre leciti.
E così – se per Sala è arrivato il proscioglimento dall’accusa di abuso d’ufficio e turbativa d’asta per la piantumazione della piastra di EXPO e il 7 giugno inizierà il processo a suo carico solo per l’accusa di falso, legata alla presunta retrodatazione di verbali – tra i condannati ci sono personaggi del calibro di Antonio Rognoni, ex direttore generale di Infrastrutture Lombarde spa, gigante da 11 miliardi di investimenti, condannato ora a tre anni e già definito dal Gip “mente del sodalizio criminale”, manager considerato vicino a Comunione e Liberazione ai tempi di Formigoni ma rimasto in auge nel passaggio della Regione al leghista Maroni.
A proposito di continuità va ricordato, tornando indietro di qualche anno, che erano di Comunione e Liberazione gli assessori allo sviluppo del territorio delle giunte Albertini (Maurizio Lupi, successivamente anche ministro delle Infrastrutture) e Moratti (Carlo Masseroli, già uomo forte di Forza Italia e ora direttore generale di Milanosesto spa, la società che si occupa del progetto dell’ex area Falck) negli anni in cui nascevano i progetti delle aree ex FIERA (poi Citylife) ed ex Centro Direzionale (poi Porta Nuova).
E’ bene sottolineare che i progetti in questione, approvati dalle giunte milanesi di centrodestra, sono stati poi attuati come capisaldi della modernizzazione della città dalle giunte Pisapia e Sala proprio negli anni in cui la Commissione europea, attraverso il concetto di “rigenerazione urbana”, individuava le aree metropolitane come luoghi strategici in cui concentrare gli investimenti per favorire il processo di valorizzazione capitalistica.
Tornando all’attualità, Vago – rettore dell’Università Statale – parla di “opportunità imperdibile e irripetibile” riferendosi al trasferimento delle facoltà scientifiche che costringerebbe a quotidiani trasferimenti assai dispendiosi in termini di tempo e di costi (è annunciato tra l’altro a Milano a breve l’aumento del costo dei servizi pubblici di trasporto) quasi 20.000 studenti e 2.000 lavoratori. Per questa “imperdibile opportunità” Renzi e Maroni, firmando il patto per la Lombardia, hanno stanziato 130 milioni di fondi pubblici, vincolando l’erogazione allo spostamento della sede nell’area in cui verrà costruito il campus. La realizzazione del progetto vale complessivamente 318 milioni di euro e, dalle informazioni che non senza difficoltà iniziano a trapelare, il colosso australiano delle costruzioni LendLease ne metterebbe 134 in cambio della possibilità di gestire per 99 anni il business, l’Università Statale 55 milioni per le attrezzature, oltre a sobbarcarsi circa 19 milioni di euro per 27 anni per affitti, servizi e fornitura di energia. E ovviamente il Politecnico e la Bicocca hanno iniziato a immaginare investimenti immobiliari nell’area attualmente occupata dalle facoltà della Statale.
Così la Capitale materiale vicina all’Europa continua a essere anche una sorta di laboratorio del neoliberismo urbanistico, a tutto ed esclusivo vantaggio delle imprese e dei loro appetiti, che sta espellendo gli abitanti delle classi meno abbienti spingendoli a vivere in condizioni di crescente disagio verso le zone periferiche.
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02/02/2018
Milano/1. Trasferimento delle facoltà scientifiche a Expo; un regalo alla speculazione
Questo contributo cerca di mettere in collegamento alcune considerazioni generali fatte collettivamente dentro Eurostop, con un caso emblematico nel territorio milanese, portando elementi di dibattito anche in vista della campagna elettorale, ma in generale su ciò che avviene nella capitale economica del paese.
Da più di un anno ormai si discute della volontà da parte del Comune di Milano, della Regione con l’appoggio del Governo e dei maggiori organi accademici di trasferire le facoltà scientifiche dell’università statale dalla loro storica sede nel quartiere Città Studi, all’area di EXPO. Per sostenere il progetto, Renzi e Maroni sono riusciti a far saltar fuori 130 milioni di euro dal patto Governo-Regione Lombardia, la cui elargizione è vincolata allo spostamento.
Lo stesso Partito democratico, di concerto con la Lega, sta imponendo tagli e austerità e l’implacabile smantellamento del welfare e di qualunque altro tipo di investimento per esempio nella sanità o nella formazione e ricerca2. Il trasferimento riguarderebbe circa 20.000 studenti e .000 lavoratori, molti dei quali vivono nel quartiere con le loro famiglie, ed è stato annunciato a seguito del mancato trasferimento a EXPO dell’EMA, Agenzia europea del farmaco (tema sul quale Eurostop Milano intende aprire un approfondimento prossimamente).
Lo scorso 29 gennaio si è tenuta nell’Aula magna dell’Università statale un’iniziativa di confronto fra i candidati rettori dell’ateneo meneghino. Non essendo ancora aperta la “campagna elettorale”, la scadenza del mandato dell’attuale rettore Vago è infatti prevista per il prossimo settembre 2018, erano presenti solo i professori che hanno già manifestato intenzione di candidarsi. L’attuale rettore è uno dei principali protagonisti di questa come di altre lugubri vicende3, e nel solco con il suo operato il futuro rettore dovrà necessariamente rapportarsi.
L’iniziativa di lunedì scorso si colloca invece in piena campagna elettorale per le politiche e le regionali, e non a caso: il dibattito era costruito e incentrato su uno dei temi fondamentali per il futuro della Statale di Milano, ma che ha una valenza molto più ampia e riguarda l’intera città. Gli stessi organizzatori ospiteranno un dibattito sugli stessi temi fra tutti i candidati alle elezioni regionali, che si terranno in Lombardia come in Lazio il prossimo 4 marzo.
Andiamo con ordine: nel 2015 a Milano viene ospitata con grande fragore il maxi-evento spot EXPO, il quale si è reso celebre per i ritardi nel completamento dei lavori, il non aver raggiunto gli obiettivi prefissati in quanto a numero di visitatori; per l’utilizzo di mano d’opera non pagata, le indagini sulle infiltrazioni mafiose, turbativa d’asta, falso, a carico di vari dirigenti, imprenditori e membri delle istituzioni. Alcune di queste indagini vedono lo stesso sindaco Sala come indagato4.
Il tutto in un’area già fortemente colpita dal punto di vista ambientale, per la presenza di stabilimenti considerati ad alto rischio di incidente5. Un’enorme superficie (si parla di 1 milione di metri quadrati) messa al bando per il post-EXPO già nel 2014, ma che ha visto l’asta andare “deserta” da parte dei soggetti privati a cui era rivolta6, costata al comune e alla Regione 150 milioni di euro.
Come previsto dalle realtà sociali, politiche e dai comitati milanesi che si erano opposte alla realizzazione di EXPO, l’area si trova ora inutilizzata. Ed ecco che si crea rapidamente una convergenza trasversale che va dal rettore Vago, i cui rapporti con Maroni sono noti7, fino all’attuale sindaco Sala e all’interessamento diretto del governo Renzi: si parla di trasferire le facoltà scientifiche e due presidi ospedalieri (Istituto Tumori e Besta) dal quartiere Città Studi all’area EXPO, nella periferia nord-ovest nella zona di Rho, con la sua completa ristrutturazione. A supportare l’ipotesi arrivano 130 milioni di euro dal patto governo-regioni, che coprirebbero un terzo degli investimenti necessari alla costruzione del nuovo campus. Il resto va reperito, chi l’avrebbe detto, dalla vendita delle infrastrutture e dei terreni dove attualmente si trovano i dipartimenti, attualmente proprietà dell’Università statale, e da investimenti privati.
Fin da subito le università del Politecnico e di Bicocca si dichiarano interessate a investire nell’area lasciata vuota dall’Università statale, il che fa pensare che forse l’attuale sede non è poi così mal messa. Insieme alle facoltà scientifiche invece, nell’enorme area di EXPO si stabilirà il progetto Human Technopole, un centro di ricerca avanzato in cui la parte del leone la farà l’Istituto italiano di tecnologia (IIT), finanziato con soldi pubblici ma a gestione privata(!), che già aveva suscitato polemiche soprattutto da parte di esponenti del CNR e dell’AIRI all’atto della sua fondazione8. Parte del progetto saranno anche, ciliegina sulla torta, grandi multinazionali del farmaco.
Ci sono sufficienti elementi per dire apertamente che si tratti di una grande operazione speculativa, utile a coprire il buco nei bilanci lasciato da EXPO, aprendo un enorme cantiere con relativi appalti per la costruzione del nuovo campus, accollando rischi e costi all’Università pubblica. Di più, un vero e proprio party per i privati, dal “basso cabotaggio” dei nostrani speculatori immobiliari, che si accaparreranno anche Città studi a ridosso del centro di Milano, alle fondazioni private, fino alle grandi multinazionali. Un’orgia dei peggiori interessi, concentrati in un unico luogo.
Elementi messi in evidenza in diversi e numerosi comunicati, dibattiti e manifestazioni pubbliche promosse negli scorsi mesi dai diversi comitati cittadini, rappresentanti dei lavoratori dell’università e collettivi studenteschi che si stanno spendendo nella battaglia contro il trasferimento.
Fin qui la cronaca. Occorre però fare alcune altre considerazioni sulla vicenda, in quanto si inserisce dentro un panorama generale che riguarda l’idea di sviluppo e di integrazione internazionale del nostro paese e della città. E’ un processo che investe le grandi aree metropolitane, così come la ristrutturazione del sistema universitario italiano, del mondo del lavoro, del welfare, portata avanti dai vari governi nazionali e regionali con la pressoché totale unanimità da parte delle principali forze politiche.
Chi più si è speso in questa direzione è certamente il Partito democratico, con il consenso più o meno attivo di Forza Italia e della Lega Nord, forza quest’ultima che si presenta alternativa ma perfettamente inserita nell’establishment come dimostra il caso del referendum lombardo per l’autonomia dello scorso 22 ottobre: promosso da Maroni e appoggiato dai più importanti sindaci del PD. Il Movimento 5 stelle nella propria ambiguità non è estraneo a questa dinamica e a dimostrarlo sta il fatto che il gruppo consiliare M5S ha proposto di effettuare un referendum simile nella vicina Emilia-Romagna9, così come più recentemente le dichiarazioni di Di Maio. (fine prima puntata, segue)
Note
1 Candidato di Potere al popolo nel collegio uninominale 2 di Milano (Loreto-Pasteur, città Studi, Viale Umbria, Porta Romana)
2 https://chenesaradicittastudi.wordpress.com/2017/05/15/perche-ce-lo-chiede-leuropa/
3 Intervento della polizia in università, tentativo di imporre il numero chiuso alle facoltà umanistiche, e così via.
4 https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/23/expo-il-sindaco-sala-indagato
http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/06/23/news/inchiesta-expo-ecco-perche-sala-e-sotto-accusa-1.303836
http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/07/06/news/le_mani_di_cosa_nostra_sugli_appalti_alla_fiera_di_milano_11_arresti_e_confische_milionarie-143507034/
5 http://www.affaritaliani.it/milano/citta-studi-in-arexpo-m5s-area-a-rischio-di-incidente-rilevante-514778.htm
6 https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/15/expo-deserto-bando-per-acqu…
7 http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2015/12/13/vago-il-rettore-che-piace-a-tutti-ma-soprattutto-al-governatoreMilano05.html
8 http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_novembre_21/agenzia-farmaco-ema-human-technopole-cingolani-886d53e0-ce87-11e7-bf2a-292d3c6f067f.shtml ; http://www.repubblica.it/rubriche/la-scuola-siamo-noi/2016/02/29/news/la_fragilita_dell_iit_l_istituto_privato_che_comandera_la_ricerca_italiana-134509491/; http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/04/06/news/statale_a_expo_ar…
9 http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/07/25/news/emilia-romagna_regione_autonoma_il_m5s_referendum_fra_i_cittadini_-171613800/
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Da più di un anno ormai si discute della volontà da parte del Comune di Milano, della Regione con l’appoggio del Governo e dei maggiori organi accademici di trasferire le facoltà scientifiche dell’università statale dalla loro storica sede nel quartiere Città Studi, all’area di EXPO. Per sostenere il progetto, Renzi e Maroni sono riusciti a far saltar fuori 130 milioni di euro dal patto Governo-Regione Lombardia, la cui elargizione è vincolata allo spostamento.
Lo stesso Partito democratico, di concerto con la Lega, sta imponendo tagli e austerità e l’implacabile smantellamento del welfare e di qualunque altro tipo di investimento per esempio nella sanità o nella formazione e ricerca2. Il trasferimento riguarderebbe circa 20.000 studenti e .000 lavoratori, molti dei quali vivono nel quartiere con le loro famiglie, ed è stato annunciato a seguito del mancato trasferimento a EXPO dell’EMA, Agenzia europea del farmaco (tema sul quale Eurostop Milano intende aprire un approfondimento prossimamente).
Lo scorso 29 gennaio si è tenuta nell’Aula magna dell’Università statale un’iniziativa di confronto fra i candidati rettori dell’ateneo meneghino. Non essendo ancora aperta la “campagna elettorale”, la scadenza del mandato dell’attuale rettore Vago è infatti prevista per il prossimo settembre 2018, erano presenti solo i professori che hanno già manifestato intenzione di candidarsi. L’attuale rettore è uno dei principali protagonisti di questa come di altre lugubri vicende3, e nel solco con il suo operato il futuro rettore dovrà necessariamente rapportarsi.
L’iniziativa di lunedì scorso si colloca invece in piena campagna elettorale per le politiche e le regionali, e non a caso: il dibattito era costruito e incentrato su uno dei temi fondamentali per il futuro della Statale di Milano, ma che ha una valenza molto più ampia e riguarda l’intera città. Gli stessi organizzatori ospiteranno un dibattito sugli stessi temi fra tutti i candidati alle elezioni regionali, che si terranno in Lombardia come in Lazio il prossimo 4 marzo.
Andiamo con ordine: nel 2015 a Milano viene ospitata con grande fragore il maxi-evento spot EXPO, il quale si è reso celebre per i ritardi nel completamento dei lavori, il non aver raggiunto gli obiettivi prefissati in quanto a numero di visitatori; per l’utilizzo di mano d’opera non pagata, le indagini sulle infiltrazioni mafiose, turbativa d’asta, falso, a carico di vari dirigenti, imprenditori e membri delle istituzioni. Alcune di queste indagini vedono lo stesso sindaco Sala come indagato4.
Il tutto in un’area già fortemente colpita dal punto di vista ambientale, per la presenza di stabilimenti considerati ad alto rischio di incidente5. Un’enorme superficie (si parla di 1 milione di metri quadrati) messa al bando per il post-EXPO già nel 2014, ma che ha visto l’asta andare “deserta” da parte dei soggetti privati a cui era rivolta6, costata al comune e alla Regione 150 milioni di euro.
Come previsto dalle realtà sociali, politiche e dai comitati milanesi che si erano opposte alla realizzazione di EXPO, l’area si trova ora inutilizzata. Ed ecco che si crea rapidamente una convergenza trasversale che va dal rettore Vago, i cui rapporti con Maroni sono noti7, fino all’attuale sindaco Sala e all’interessamento diretto del governo Renzi: si parla di trasferire le facoltà scientifiche e due presidi ospedalieri (Istituto Tumori e Besta) dal quartiere Città Studi all’area EXPO, nella periferia nord-ovest nella zona di Rho, con la sua completa ristrutturazione. A supportare l’ipotesi arrivano 130 milioni di euro dal patto governo-regioni, che coprirebbero un terzo degli investimenti necessari alla costruzione del nuovo campus. Il resto va reperito, chi l’avrebbe detto, dalla vendita delle infrastrutture e dei terreni dove attualmente si trovano i dipartimenti, attualmente proprietà dell’Università statale, e da investimenti privati.
Fin da subito le università del Politecnico e di Bicocca si dichiarano interessate a investire nell’area lasciata vuota dall’Università statale, il che fa pensare che forse l’attuale sede non è poi così mal messa. Insieme alle facoltà scientifiche invece, nell’enorme area di EXPO si stabilirà il progetto Human Technopole, un centro di ricerca avanzato in cui la parte del leone la farà l’Istituto italiano di tecnologia (IIT), finanziato con soldi pubblici ma a gestione privata(!), che già aveva suscitato polemiche soprattutto da parte di esponenti del CNR e dell’AIRI all’atto della sua fondazione8. Parte del progetto saranno anche, ciliegina sulla torta, grandi multinazionali del farmaco.
Ci sono sufficienti elementi per dire apertamente che si tratti di una grande operazione speculativa, utile a coprire il buco nei bilanci lasciato da EXPO, aprendo un enorme cantiere con relativi appalti per la costruzione del nuovo campus, accollando rischi e costi all’Università pubblica. Di più, un vero e proprio party per i privati, dal “basso cabotaggio” dei nostrani speculatori immobiliari, che si accaparreranno anche Città studi a ridosso del centro di Milano, alle fondazioni private, fino alle grandi multinazionali. Un’orgia dei peggiori interessi, concentrati in un unico luogo.
Elementi messi in evidenza in diversi e numerosi comunicati, dibattiti e manifestazioni pubbliche promosse negli scorsi mesi dai diversi comitati cittadini, rappresentanti dei lavoratori dell’università e collettivi studenteschi che si stanno spendendo nella battaglia contro il trasferimento.
Fin qui la cronaca. Occorre però fare alcune altre considerazioni sulla vicenda, in quanto si inserisce dentro un panorama generale che riguarda l’idea di sviluppo e di integrazione internazionale del nostro paese e della città. E’ un processo che investe le grandi aree metropolitane, così come la ristrutturazione del sistema universitario italiano, del mondo del lavoro, del welfare, portata avanti dai vari governi nazionali e regionali con la pressoché totale unanimità da parte delle principali forze politiche.
Chi più si è speso in questa direzione è certamente il Partito democratico, con il consenso più o meno attivo di Forza Italia e della Lega Nord, forza quest’ultima che si presenta alternativa ma perfettamente inserita nell’establishment come dimostra il caso del referendum lombardo per l’autonomia dello scorso 22 ottobre: promosso da Maroni e appoggiato dai più importanti sindaci del PD. Il Movimento 5 stelle nella propria ambiguità non è estraneo a questa dinamica e a dimostrarlo sta il fatto che il gruppo consiliare M5S ha proposto di effettuare un referendum simile nella vicina Emilia-Romagna9, così come più recentemente le dichiarazioni di Di Maio. (fine prima puntata, segue)
Note
1 Candidato di Potere al popolo nel collegio uninominale 2 di Milano (Loreto-Pasteur, città Studi, Viale Umbria, Porta Romana)
2 https://chenesaradicittastudi.wordpress.com/2017/05/15/perche-ce-lo-chiede-leuropa/
3 Intervento della polizia in università, tentativo di imporre il numero chiuso alle facoltà umanistiche, e così via.
4 https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/23/expo-il-sindaco-sala-indagato
http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/06/23/news/inchiesta-expo-ecco-perche-sala-e-sotto-accusa-1.303836
http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/07/06/news/le_mani_di_cosa_nostra_sugli_appalti_alla_fiera_di_milano_11_arresti_e_confische_milionarie-143507034/
5 http://www.affaritaliani.it/milano/citta-studi-in-arexpo-m5s-area-a-rischio-di-incidente-rilevante-514778.htm
6 https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/15/expo-deserto-bando-per-acqu…
7 http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2015/12/13/vago-il-rettore-che-piace-a-tutti-ma-soprattutto-al-governatoreMilano05.html
8 http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_novembre_21/agenzia-farmaco-ema-human-technopole-cingolani-886d53e0-ce87-11e7-bf2a-292d3c6f067f.shtml ; http://www.repubblica.it/rubriche/la-scuola-siamo-noi/2016/02/29/news/la_fragilita_dell_iit_l_istituto_privato_che_comandera_la_ricerca_italiana-134509491/; http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/04/06/news/statale_a_expo_ar…
9 http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/07/25/news/emilia-romagna_regione_autonoma_il_m5s_referendum_fra_i_cittadini_-171613800/
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16/01/2015
Milano. Il prefetto chiude la Statale per impedire l’assemblea No Expo
Tempi di caccia alle streghe e decisione gravissima da parte del Prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, che ha ordinato la chiusura per tutto il fine settimana – da oggi fino a domenica – dell’Università Statale. "Motivi di sicurezza", nessuna spiegazione dettagliata. Raduni fascisti? Macché, quelli le loro assemblee le possono fare tranquillamente in sedi istituzionali.
L’obiettivo delle autorità è impedire che all’interno della sede di via Festa del Perdono dell’ateneo milanese si possa svolgere la programmata assemblea nazionale dei comitati No Expo prevista per la giornata di domani e anticipata da alcune iniziative già oggi.
"La decisione, condivisa con il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica – ha spiegato laconicamente la direzione dell’Università – si è resa necessaria a tutela della sicurezza di studenti, personale e docenti, a fronte della manifestazione nazionale autoproclamata da alcuni centri sociali e dall'area antagonista".
Per autorità accademiche e autorità di pubblica sicurezza la mobilitazione contro la kermesse – sotto accusa per l’infiltrazione della malavita organizzata e per altri consistenti motivi – non sarebbe altro che una scusa, insomma, per occupare i locali dell’ateneo.
Per ora non è dato sapere cosa pensa l’amministrazione comunale guidata dal sindaco ‘arancione’ Pisapia, rappresentata all’interno del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica che ha adottato la draconiana e intollerabile decisione di chiudere letteralmente le porte in faccia a chi si batte contro la speculazione e la devastazione ambientale.
Gli organizzatori dell’assemblea nazionale – Comitato abitanti San Siro, centro sociale Il Cantiere e Cut - Collettivo Universitario, The Take e altri ancora – non ci stanno, denunciano l’atto d’imperio e informano che le attività di dibattito già previste si terranno altrove. A Milano il fine settimana si annuncia più caldo del previsto. Intanto a metà mattinata un gruppo di attivisti ha affisso davanti alla sede universitaria sbarrata uno striscione che recitava, in riferimento alla retorica utilizzata dai governi e dai media mainstream europei dopo gli attacchi alla redazione del giornale francese satirico Charlie Hebdo, "Tutti paladini della libertà d'espressione. Chiudono l'Ateneo per bloccare un'assemblea".
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