A parte il fatto che i diritti sono
universali, valgono per tutti, e non un qualcosa che si eroga quando
decide il Presidente del Consiglio (come per il bonus bebè), di mezzo
c'è proprio la truffa. Infatti quando Renzi promette, davanti alle tv
del suo alleato Berlusconi, che, bontà sua, darà 80 euro di bonus bebè,
non dice che ad ogni famiglia ne taglierà 606. I conti li ha fatti un
sito di trading e, come dire, basta la parola: anche chi investe in
borsa si è accorto che Renzi tira fregature. Guardate questi conti per
vedere cosa accade a una famiglia alla quale vengono erogati gli 80 euro
per il figlio in arrivo. Famiglia che deve solo attendere dall'aumento,
previsto nella bozza di finanziaria, di pane, pasta, latte.
Davanti alle telecamere di Barbara D'Urso è facile ingannare la gente, poi ci sono i conti veri. Redazione - 20 ottobre 2014
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LE RICADUTE DELLA LEGGE DI STABILITA’, UNA PARTITA DI GIRO
330 euro a famiglia dagli 8 miliardi di tagli a Regioni e Sanità, coperti con maggiori aliquote fiscali;
14 euro dall’inasprimento della tassazione sulla previdenza e la nuova imposta sui fondi pensione;
23 euro dall’anticipo Tfr delle banche, retribuite al tasso del 2,625% (oltre alla garanzia statale*);
239 euro con la prevista clausola di salvaguardia rincaro Iva dal 4 al 10% su pane, latte, pasta, ecc;
Totale 606 euro
Una manovra recessiva con coperture
aleatorie, come il recupero di 3,8 miliardi dall’evasione fiscale.
Mentre i 15 miliardi di revisione della spesa e tagli lineari che
dovrebbero arrivare da ministeri (6,1 miliardi) ed Enti Locali (4
miliardi dalle Regioni, 1,2 miliardi dai Comuni, 1 miliardo dalle
Province), addossano in parte alle famiglie, sottoposte ad ulteriori
stangate fiscali, il taglio dell’Irap e delle altre provvidenze alle
imprese.
Tutto da dimostrare che incassati gli
sgravi, le imprese assumeranno in Italia oltre 800.000 lavoratori nel
triennio (come enfatizzato dal Ministro dell’Economia Padoan), invece di
delocalizzare in aree più allettanti. Una manovra che continuando a
salvaguardare con ulteriori garanzie statali gli interessi delle banche,
che prendono i soldi dalla Bce al tasso dello 0,15% prestando al 15%,
senza destinare risorse adeguate a ricerca ed innovazione, non avrà
alcuna capacità di rimettere in moto l’economia ed i processi
produttivi.
(*) E' istituito presso l'INPS un Fondo
di garanzia per l'accesso ai finanziamenti di cui al comma 5 per le
imprese con alle dipendenze un numero di addetti inferiore a cinquanta,
con dotazione pari a 100 milioni di euro per l'anno 2015 ed alimentato
dal gettito contributivo di cui al comma 4 ultimo periodo. La garanzia
del Fondo è a prima richiesta, esplicita, incondizionata, irrevocabile
ed onerosa nella misura di cui al comma 4. Gli interventi del Fondo sono
assistiti dalla garanzia dello Stato quale garanzia di ultima istanza.
Tale garanzia è elencata nell'allegato allo stato di previsione del
Ministero dell'economia e delle finanze di cui all'articolo 31 della
legge 31 dicembre 2009, n. 196. Il Fondo di garanzia è surrogato di
diritto alla banca per l'importo pagato nel privilegio di cui
all'articolo 46 del decreto legislativo I settembre 1993, n. 385.
La fonte: Legge stabilità, una partita di giro
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