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05/12/2014

Putin e l’orgoglio Contro la Russia trama ‘jugoslava’


L’Occidente vuole smembrare la Russia e portarla alla disgregazione interna così come è stato fatto con la Jugoslavia. Accusa capitale da parte di Putin su cui occorrerà riflettere. Il messaggio di fine anno del leader del Cremlino con al centro la crisi economica, l’Ucraina e l’ostilità Usa-Nato.

Il rito del tradizionale messaggio di fine anno ad inizio dicembre, dove il freddo arriva molto prima. Assemblea federale, le Camere riunite del Parlamento Russo. Vladimir Putin, ormai arrivato al suo undicesimo messaggio alla nazione non si ripete e non è mai scontato. Non è tipo da girare attorno ai problemi. La Russia è nei guai economici, ma non lo è per caso. Il Paese sta vivendo una crisi pesante con la svalutazione del rublo, il calo del prezzo del petrolio, le sanzioni economiche e le gravi tensioni con l’Occidente per la crisi Ucraina. E cronaca da prima pagina sui quotidiani e le tv.

Ma, prima di entrare nei dettagli, la frase che spiega tutto, la ‘frase strategica’, quello che per l’ex agente segreto del KGB è il vero obiettivo nascosto dell’avversario. La crisi economica è reale, ma attenzione che le misure restrittive adottate dall’Occidente non hanno nulla a che fare con la crisi in Ucraina. Ma non sono altro che escamotage per contenere la crescita economica russa e contrastare la sua autonomia. L’Occidente vuole smembrare la Russia e ridurla alla disgregazione interna così come è stato fatto con la Jugoslavia. ‘Ma è uno scenario che impediremo’, ha affermato il presidente.

«Come la Jugoslavia». Immagine da brivido per chi ha netta memoria di quella avventura tragica che ha insanguinato i Balcani per almeno 10 anni. Una sparata propagandistica di Putin per dare un alibi e sollecitare una reazione ‘patriottica’ ai tempi duri che si prospettano? Ognuno valuti per se. Il messaggio ‘Jugoslavo’ - non ben valutato da molti altri media - è diretto da Putin anche a Kiev. Cari amici-nemici ucraini. Non illudetevi di essere voi, il vostro futuro, l’obiettivo reale delle spinte occidentali verso la Russia. Voi siete soltanto lo strumento che è stata scelto per motivare l’attacco.

Dunque Crimea e Ucraina ‘una scusa degli Usa-Nato per indebolire la Federazione’. Ma la Russia ‘rispetterà sempre il popolo fratello dell’Ucraina e la sua sovranità’, ha detto il leader del Cremlino spiegando subito dopo le ragioni di tanta disponibilità. ‘La Russia non sceglierà mai l’isolamento o la ricerca di nemici. La Russia non interromperà per nessun motivo la cooperazione con gli Usa e l’Europa’. Putin, chiarito che la Crimea è russa da secoli e che una operazione ‘jugoslavia’ contro la Russia sarebbe follia, dice al mondo, scaricando su altri il ruolo del ‘cattivo’ in un vuoto di buoni.

Le linee guida della Russia per il 2015 in sintesi estrema.
1) Associazione dell’ Ucraina all’Ue, non c’è stato nessun dialogo, ‘anzi detto in parole povere ci hanno mandato a quel paese’. Russia definita problema strategico ‘ma spero possa tornare a essere partner’.
2) Stati Uniti. ‘I nostri amici americani sempre dietro le quinte. A volte non si sa con chi parlare: con i governi di alcuni paesi o con i loro protettori americani’.
3) Corsa al riarmo. ‘La Russia non parteciperà ma si difenderà’.
4) Nuove sanzioni Usa, ‘sanzioni inutili e uno stimolo’.
5) Cecenia, l’attacco terroristico di Grozny non è jihad.

Comunque i tempi sono duri, soprattutto in economia, col rischio di recessione il prossimo anno. 140 miliardi di dollari il valore delle perdite causate dalle sanzioni e dal crollo del prezzo del petrolio. Rublo: dall’inizio del 2014 ha perso più del 40%. Inflazione, il 10% all’inizio del prossimo anno. Il ‘che fare’. Amnistia totale per tutti i capitali che rientreranno in Russia. Una enormità di circa 2.000 miliardi di dollari negli ultimi anni, 100 solo negli ultimi dodici mesi. Entro 2018 tasso annuo investimenti al 25% del Pil. Anche in Russia alleviare la pressione fiscale per nuove attività.

Messaggio finale, la sfida: «Negli ultimi anni abbiamo fatto molto per migliorare le infrastrutture e rafforzare la nostra struttura finanziaria mettendola in linea con i migliori standard internazionali. Abbiamo un enorme mercato interno e grandi risorse, ma anche persone capaci e intelligenti. La nostra gente ha sempre dimostrato forza e patriottismo. Dalle difficoltà trarremo nuove opportunità. Siamo pronti ad affrontare queste nuove sfide e a vincerle». Valutazioni varie al discorso. Dato di fatto, la Russia nella crisi economica globale resta un Paese forte in grado di difendere la sua sovranità.

Fonte

Gli scenari balcanici evocati da Putin a me fanno anche pensare a un sordo richiamo alla guerra.
Se è, infatti, vero e verificabile che dal crollo del muro di Berlino in poi, la politica americana si è contraddistinta per una strategia volta alla costante disgregazione funzionale del proprio nemico (forse anche i neocon più integralisti avevano subdorato l'ipotesi che il nuovo secolo americano sarebbe stato un secolo di declino e non di egemonia) è altrettanto vero che questa tendenza è stata drammaticamente accelerata dalla crisi sistemica in cui si è sfracellato il capitalismo finanziario occidentale. tutto questo presenta inquietanti analogie con il primo conflitto mondiale esploso a seguito di una stagnazione infinita dei fino ad allora capitalismi continentali rampanti e che trovò la propria miccia propria nei Balcani.

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