Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
Visualizzazione post con etichetta Agent Orange. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Agent Orange. Mostra tutti i post

25/02/2017

Roundup, il glifosato che ci entra in corpo

Ancora oggetto di discussioni scientifiche, in pratica una questione non risolta, è la compromissione della funzionalità del fegato di coloro che si alimentano con cibi i quali, anche a bassi dosaggi, contengono sostanze erbicide a base di Glifosato, cioè di Roundup. La prestigiosa rivista Nature pubblica uno studio scientifico ¹, condotto su ratti, che fa molta chiarezza sul Glifosato (Roundup) che provoca un aumento di incidenza di patologie del fegato e del rene in particolare. E’ uno studio molto importante, condotto per molto tempo, che sta provocando nella comunità scientifica grandi discussioni sull’uso dell’erbicida, del diserbante Roundup sulla salute umana.

Questi scienziati (King College, Londra) hanno dimostrato che, sperimentalmente nei ratti, a un dosaggio bassissimo, il Roundup provocava una steatosi epatica: cioè un fegato grasso su base non-alcolica (NAFLD). Questa situazione non solo può portare alla cirrosi epatica, ma può indurre anche altre patologie tra cui quelle cardiovascolari, come infarti e ictus. Questo è il primo studio che dimostra, in maniera inequivocabile, il collegamento tra Roundup e gravi malattie.

Nel 2005 avevo scritto che “L'epatocita, la cellula epatica, è tutto per il fegato, è la sua struttura più elementare, ma è anche la sua essenza che capta il sangue arterioso e quello venoso. Senza gli epatociti, piccoli e sofisticatissimi laboratori, al tempo stesso, quella unica e fondamentale struttura ghiandolare del nostro organismo, il fegato, sarebbe poca cosa. Insieme «di laboratori» per un peso di 1500 grammi, il fegato gioca un ruolo centrale nei processi metabolici dell'organismo, detossica e produce bile.

Soluzione acquosa prodotta dall'epatocita, la bile, che permette anche l'assorbimento intestinale dei grassi alimentari e delle vitamine liposolubili (A, D, E, K), svolge anche un importante ruolo nella eliminazione del colesterolo, di sostanze tossiche e di farmaci. La ormai antica notizia è che la soya roundup ready, una soya geneticamente modificata, secondo uno studio (pubblicato molti anni fa) sperimentale, condotto dall'istituto di Istologia dell'Università di Urbino e del Dipartimento di Biologia animale dell'università di Pavia, provoca gravi alterazioni delle cellule del fegato, del pancreas e dei testicoli di piccoli animali alimentati con soya roundup ready².

Ricordo che la Francia ha già fortemente limitato l’ utilizzo del Roundup, cioè del Glifosato che è prodotto dalla Monsanto, la stessa azienda che aveva prodotto l’erbicida tristemente famoso chiamato Agent Orange. La Monsanto Company produsse l’Agent Orange, uno dei molti erbicidi utilizzati, dai soldati degli Stati Uniti nella guerra del Vietnam, come sostanza defoliante e definita “Orange” perché sui contenitori dove c’erano le due sostanze erbicide (2,4-D acido diclorofenossiacetico e 2,4,5-T o 2,4,5, triclorofenossiacetico) era dipinta una larga striscia arancione.

L’Agent Orange ancora oggi non smette di colpire sia gli abitanti che risiedono in Vietnam, sia i militari americani reduci dalla guerra, i veterani, che spesso presentano tumore della prostata. E importanti sono le ricerche della National Academy of Sciences che ha effettuato studi e ricerche che hanno permesso di dimostrare l'associazione positiva tra cancro della prostata ed esposizione agli erbicidi utilizzati nella guerra del Vietnam.³ Mi limito semplicemente a dire (per il momento) che molte altre patologie sono connesse all’uso di erbicidi, che sono stati utilizzati anche nella guerra in Vietnam, come a esempio il diabete mellito di tipo 2, l’amiloidosi, la cardiopatia ischemica, la malattia di Parkinson, la neuropatia periferica a esordio precoce, la malattia acneiforme simile o cloracne, tumori quali la malattia di Hodking, il linfoma non-Hodking, il mieloma multiplo, tumori delle ghiandole linfatiche, della laringe delle vie respiratorie (polmone compreso) dei tessuti molli, e altro 4 .

Volete seguire questo “stile di morte”, o iniziare finalmente a seguire uno stile di vita, partendo dall’alimentazione, veramente corretto, con tutto quello che comporta? La scelta riguarda tutti, così come la questione salute; è giunto il momento di parlarne e discutere, pubblicamente, sia con tutte le figure professionali del settore che si occupano di ciò sia con tutti i cittadini. Non è più il momento di aspettare o tergiversare.

Prof. Roberto Suozzi
Medico e Farmacologo Clinico
Suozziroberto.altervista.org

Note
1) Multiomics reveal non-alcoholic fatty liver disease in rats following chronic exposure to an ultra-low dose of Roundup herbicide (09 gennaio 2017)
2) La soya made in Monsanto che spappola il fegato ROBERTO SUOZZI (Il Manifesto 3 Luglio 2005)
3) VA Public Health Home – US Department of Veterans Affairs www.publichealth.va.gov/
4) Agent Orange and Cancer – American Cancer Society https://www.cancer.org/cancer/cancer…/agentoran… 13 mag 2016 –

Fonte

29/05/2014

Il ruolo dell'inquinamento nella diffusione dell'autismo

Il ruolo dei fattori ambientali nello sviluppo dell’autismo è un punto cruciale negli studi effettuati su questo problema. La genetica influenza notevolmente il rischio dello sviluppo dei Disturbi dello Spettro Autistico, ma tutto questo non dà una spiegazione completa sull’insorgere dell’autismo; da poco tempo l’interesse per i fattori tossici e l’inquinamento da sostanze nocive ha acquistato una grande importanza.

Sappiamo, tanto per fare un esempio, che l’esposizione in periodo pre-natale alla talidomide e all’acido valproico (sostanze farmacologiche) sono connesse all’autismo. Un nuovo studio (ricercatori del King’s College London, Karolinska Institutet in Svezia, Mount Sinai negli Stati Uniti) afferma che l’autismo, i Disturbi dello Spettro Autistico, sono dovuti per il 50% a sostanze che inquinano l’ambiente.

Lo SPETTRO AUTISTICO (Autistic Spectrum Disorders, Disturbi Persuasivi dello Sviluppo) è il termine con il quale attualmente si definisce unitariamente e clinicamente l’autismo; comprende diverse patologie, o sindromi, che presentano, a vari livelli o gradi, disturbi neuro-psichiatrici. Diversi studi inoltre hanno già “suggerito” che, tra le sostanze che inquinano l’ambiente, l’intossicazione da mercurio può essere la causa (o contribuire) della patologia cerebrale dovuta allo Spettro Autistico. Non va dimenticato che il mercurio è un metallo pesante molto tossico e può devastare il Sistema Nervoso Centrale.

Altri studi scientifici, sebbene molti di questi siano focalizzati sul mercurio (Hg), hanno dimostrato l’associazione - nella diagnosi di Spettro Autistico - di vari metalli tossici come il Cadmio (Cd), il Piombo (Pb) e l’arsenico (As). Tracce di sostanze tossiche sono state ritrovate in bambini autistici e vi è correlazione tra la concentrazione di mercurio nei capelli e la gravità dell’Autistic Spectrum Disorders.

L’autismo è considerato “multicausale” e i fattori ambientali hanno una notevole importanza; in particolare, la discussione - a livello internazionale - è focalizzata sulle neurotossine, come mercurio e piombo. Environmental Health Perspectives (Agosto 2013) riporta che l’inquinamento dell’aria contiene molte sostanze tossiche che colpiscono le funzioni neurologiche e hanno effetti sul feto nell’utero.

Studi recenti pongono in rilievo l’associazione tra l’esposizione pre-natale all’aria inquinata e lo Spettro Autistico nei bambini; l’esposizione pre-natale, vivere in luoghi inquinati quindi può aumentare il rischio di autismo nei bambini che nasceranno. Sono proprio le sostanze neurotossiche, presenti nell’ambiente, che possono aumentare l’incidenza nei bambini di casi di Disturbi dello Spettro Autistico. Una delle sostanze imputate è la Diossina.

Studi scientifici pubblicati dall’EPA/NIEHS Children’s Center negli Stati Uniti affermano, praticamente, che il PCBs (Policlorinobifenile; una diossina) può aumentare il rischio di autismo in bambini geneticamente “suscettibili”. L’EPA è l’agenzia per la protezione dell’ambiente statunitense: l’U.S Enviromental Protection Agency.

Altri studi, University of California-Davis e Washington State University, “suggeriscono” che l’esposizione al PCBs può aumentare la probabilità, in alcuni bambini, di Disordini dello Spettro Autistico. E ancora, l’autorevole giornale scientifico Environmental Health Perspectives ritiene che il PCBs non sia direttamente responsabile nel causare autismo, ma possa tranquillamente essere aggiunto ai fattori di rischio.

Altri studi effettuati negli Stati Uniti affermano che i Disturbi dello Spettro Artistico, ma anche tumori e malformazioni, possono essere la conseguenza, nei bambini, dell’agente Orange (contente diossina): usato durante la guerra in Vietnam come defoliante ha colpito milioni di bambini vietnamiti e migliaia di soldati americani.

Su Molecular Psychiatry (2014) è stato pubblicato uno studio che valuta e investiga l’associazione tra esposizione perinatale di diossina e “tratti” autistici in bambini di circa tre anni, in aree contaminate del Vietnam. Va specificato che per perinatalità si intende il periodo che precede e segue la nascita, e va dalla 29 settimana di gestazione fino a sette giorni dopo il parto.

Livelli elevati di diossina nel latte materno sono stati ritrovati in madri residenti nelle aree vicino alle basi aeree contaminate, in Vietnam, ciò ha causato l’esposizione perinatale dei bambini. Si evidenzia così, in questo studio, uno specifico impatto perinatale della tetraclorodibenzo-p-diossina (TCDD) sui “tratti” autistici dei bambini.

In Italia: sappiamo che metà della frutta commercializzata è contaminata da residui di pesticidi, e così una buona parte delle verdure; non vanno inoltre dimenticati pasta, olio e altri prodotti alimentari.

In Francia, un decreto legge ha stabilito che per gli agricoltori il Parkinson è una malattia professionale; ha chiaramente stabilito, in questo modo, il collegamento tra i pesticidi e Parkinson.

Neurology, giornale dell’American Academy of Neurology, ha pubblicato (2013) uno studio italiano, di ricercatori della fondazione dell’ospedale San Matteo e del Centro per la malattia del parkinson di Milano, che dimostra il collegamento tra esposizione a pesticidi, solventi e l’elevata possibilità di sviluppare il Parkinson.

Nel 2005 l’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA) ha incluso nell’elenco delle neurotossine, (oltre al PCB, alle Diossine, ai ritardanti di fiamma, al Piombo e al Mercurio), i pesticidi; e nel 2013 ha pubblicato un rapporto in cui si afferma che “il 90% delle persone che vivono nelle città dell'Unione europea (UE) è esposto a livelli di inquinanti atmosferici ritenuti nocivi per la salute dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS)”.

La rivista scientifica PLOS COMPUTATIONAL BIOLOGY JOURNAL pubblica (2014) dei dati, raccolti da più di 100 milioni di cittadini americani, in cui si evidenzia come l’autismo, lo Spettro Autistico, sia una patologia che, oltre a fattori genetici, includa anche fattori ambientali.

La forte influenza dell’inquinamento ambientale, come l’esposizione prenatale ai pesticidi, è attualmente dimostrata anche se c’è ancora molto da studiare e valutare. Per i ricercatori, autori dello studio (Università di Chicago negli Stati Uniti), l’esposizione della madre, durante il periodo della gravidanza, a sostanze inquinanti come i pesticidi, può rappresentare un elevato rischio per il feto di contrarre l’autismo.

Il professor Andrey Rzhetsky, Department of Medicine Section of Genetic Medicine and Department of Human Genetics, University of Chicago, ha detto nel programma statunitense Fox News che alcune molecole, microscopiche particelle “[...]come quelle di farmaci, di prodotti plastificanti, di pesticidi, possono alterare il normale sviluppo del feto”.

Non solo piombo, mercurio, arsenico dunque, ma anche pesticidi e, da aprile 2014, negli Stati Uniti lo U.S. Center for Disease Control and Prevention, informa che un bambino su 68 risulta colpito dai Disordini dello Spettro Autistico (nel New Jersey salgono a un bambino su 45).

La “pandemia silenziosa”, sono chiamati così gli “avvelenamenti” da piombo, mercurio, arsenico e pesticidi dai ricercatori del Mount Sinai School of Medicine di New York.

Nel 2012, il Mount Sinai Chldren’s Environmental Health Center ha pubblicato la lista delle dieci sostanze più sospettate di essere causa di Autismo e problemi di intelligenza e apprendimento nei bambini. Le sostanze sono:

1)Piombo

2) Metilmercurio

3) PCBs

4) Pesticidi organofosforici

5) Pesticidi organoclorurati

6) Endocrine disruptors

7) Automotive exhaust

8) Idrocarburi policiclici aromatici

9) Brominated flame retardans

10) Composti Perfluorurati (PCF).

Endocrine disruptors sono sostanze che interferiscono e distruggono il nostro sistema endocrino. Queste sostanze, artificiali e non, possono provocare gravi danni alle popolazioni esposte e non hanno una tossicità acuta. Tra questi vi sono i problemi legati allo sviluppo, tumori, deformazioni corporee, problemi nello sviluppo sessuale, del cervello, seri deficit e disturbi dell’attenzione. Inclusi in queste sostanze vi sono gli idrocarburi policiclici aromatici di cui fanno parte anche gli inquinanti ambientali.

Gli Automotive Exhaust sono invece, molto schematicamente, i gas di scarico delle autovetture che producono, come ben si sa, effetti avversi alla nostra salute; tra questi il monossido di carbonio, il diossido di azoto e di zolfo, le particelle sospese PM-10 (particelle di meno di 10 micron), il Benzene, la Formaldeide, gli Idrocarburi Policiclici.

Brominated flame retardans sono, in pratica, ritardanti di fiamma che vengono commercializzati come ritardanti chimici; i brominati sono la varietà più usata e vengono comunemente utilizzati nei prodotti elettrici e elettronici (computer, telefoni cellulari) per e ridurne l’infiammabilità. I brominati (BRFs) sono composti organo-bromidici adoperati anche in molti oggetti di uso comune con componente plastica e in mobili, vestiti, cuscini, materassi. Il brominato è potenzialmente neurotossico.

Per quanto riguarda i pesticidi ricordo, per esperienza personale, il caso di una donna di Velletri (Roma); avevo sospettato che il suo grave problema di salute derivasse dalla cronica inalazione sia di pesticidi, sia dall’inalazione di fumi di sostanze plastiche.

Nella perizia medico-legale (2012): “Va detto che la signora xxx, (sostenuta anche dai sanitari dell’Ospedale di Velletri), imputa il suo stato dovuto soprattutto all’inalazione continua dei pesticidi gettati su terreni vicini al suo, nonché ai fumi di sostanze plastiche bruciate sempre nelle vicinanze…

Nel 2006, ad agosto, riferisce che, mentre tornava dal lavoro nei campi, aveva la febbre alta e per questo veniva portata in Pronto Soccorso a Velletri; riferisce inoltre che in seguito al rialzo febbrile (40°) cui si associò epigastralgia, con nausea e vomito, fu ricoverata presso l’Ospedale di Velletri. Nel corso del ricovero la signora manifestò deficit di forza all’arto inferiore sinistro, ingravescente, con difficoltà di svuotamento vescicale”.

Negli Stati Uniti i Disordini dello Spettro Autistico mostrarono, tra il 2008 e il 2012, un improvviso aumento di circa il 30%; negli Stati Uniti un bambino su sei ha sviluppato Disabilità Mentale (dalle forme meno gravi fino all’Autismo).

Fonte