Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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02/07/2025

Fratelli d’Italia all’attacco di autori ed editori di “Trame del tempo”. USB solidarizza con loro

L’attacco della parlamentare torinese di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli al manuale di Storia per il Triennio “Trame del tempo” segna un ulteriore punto di interventismo delle destre di governo sugli apparati culturali e scolastici. L’attacco della Montaruli, condannata di recente per peculato, avendo usato fondi della Regione per usi privati, è strettamente collegato a quel che accade su cinema, teatri, musei, fondazioni.

Cosa è accaduto?

Le ultime pagine della nuova edizione del manuale di storia a firma di Carlo Greppi affrontano il nodo decisivo dell’identità storica del partito di Giorgia Meloni e riscontrano in maniera piuttosto oggettiva la mancata discontinuità con la base fascista, insieme all’uso disinvolto della decretazione securitaria che in questi giorni sta peraltro subendo pesanti rilievi della Corte di Cassazione per gli elementi di incostituzionalità palese, nel metodo e nel merito, che contiene.

E qui c’è il vero nodo storico-politico del presente: i passaggi a un quadro post-costituzionale e post-democratico.

Un nodo da affrontare in pieno per chi fa storia contemporanea, con la chiarezza che le pagine oggetto di attacco utilizzano e che dobbiamo sapere usare contro i fascisti al governo ma anche contro gli antifascisti di maniera (leggi campo largo) che nell’ultimo trentennio poco si sono discostati da certe politiche su immigrazione, sicurezza, ripudio della guerra, subordinazione alla UE e alla Nato.

La scuola non si imbavaglia, la cultura non si imbavaglia, solidarietà ad autori ed editori e insieme apertura di una riflessione che dal mondo della scuola affronti a 360 gradi condizioni, strumenti e prospettive degli studi storici e degli studi in generale per le nuove generazioni di un mondo in subbuglio.

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20/11/2023

Per il PD Leila Khaled è una “terrorista”

Fino a poco tempo fa Leila Khaled teneva conferenze in mezzo mondo, Regno Unito, Svezia e altri Paesi occidentali, ed era considerata il “Che Guevara al femminile”, per la sua strenua e tenace lotta a favore del popolo palestinese.

Poi sono arrivati i filo-sionisti nostrani ed è diventata una “terrorista”.

“Terrorista all’università di Torino, il questore impedisca il comizio”. Così la vicepresidente del parlamento europeo Pina Picierno (PD): «Le università non sono porti franchi per disseminatori d’odio».

Gli studenti: «Terrorista per chi? Anche i partigiani venivano definiti così». Gli studenti che hanno occupato l’Università statale di Torino avevano invitato giovedì scorso Leila Khaled, storica attivista palestinese

E così la Picierno, ha chiesto l’intervento del questore di Torino per impedire l’incontro: “Chiedo alle autorità competenti, dal questore di Torino al ministro dell’Interno se sia ragionevole che un personaggio, dal passato e dal presente assai discutibile, venga invitato a un evento pubblico e gli sia consentito di propagandare liberamente l’odio antisemita», ha ‘stonato’.

A fare da ottima compagnia alla Picerno anche il senatore Enrico Borghi, presidente del gruppo Italia Viva-Il Centro-Renew Europe del Senato che, a ruota, ha stigmatizzato la presenza di Lelia Khaled al dibattito organizzato dagli studenti universitari.

Gaudenti per la fantastica sponda, dal centrodestra hanno subito rilanciato: «Finalmente la sinistra inizia a scandalizzarsi rispetto all’occupazione a Palazzo Nuovo. Quello che a sinistra forse non sanno che i soggetti coinvolti oggi sono sempre gli stessi che compaiono quando nell’ateneo di Torino si verificano problemi», afferma in una nota Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.

«Se prima non lo sapevano da adesso non potranno più dichiararsi inconsapevoli, si sta parlando di soggetti che fino a ieri venivano difesi e da cui oggi, finalmente, prendono le distanze. Non è mai troppo tardi per cambiare idea, ne siamo felici. Non vorremmo però che solo pochi casi isolati siano protagonisti di questa consapevolezza. Hanno davvero finalmente aperto gli occhi?».

La Montaruli. Come si suol dire, pure le pulci hanno la tosse.

La risposta dei comitati studenteschi non si è fatta attendere: «Cosa vuol dire essere terrorista e per quali Stati si viene considerati così? Per alcuni Stati l’atto di esistere della Palestina è tacciato di terrorismo. La definizione di terrorismo è del tutto arbitraria».

Per gli studenti «la resistenza palestinese non ha mai avuto la pretesa di esser pacifica così come non lo sono stati i partigiani. Ogni lotta contro colonizzatori per definizione non è pacifica. Non c’è alcuna contraddizione, basta vedere la storia italiana.

La pace passa attraverso il conflitto quando c’è un popolo oppresso. Non è guerra ma si chiama resistenza, se si è di fronte a uno Stato colonizzatore. La sproporzione di forze e mezzi è senza uguali. Israele ha il nucleare, in Palestina usano le fionde».

A questo punto attendiamo fiduciosi la scomunica da parte del PD anche di Arafat e di tutta l’autorità nazionale palestinese, oltre di quel pazzo estremista di Shimon Peres.

E, perché no?, anche di Mazzini e del partigiano Johnny.

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