Da una parte il generale Haftar e Fayez Al-Serraj impegnati, almeno apparentemente, in trattative sul referendum e sulle elezioni. Dall’altra, la possibilità di una ripresa degli scontri su larga scala.
Fonti locali, riportate da alcuni organi di informazione, parlano di movimenti di milizie legate ad Haftar nell’area di Sirte e nella regione centrale del paese.
La situazione al momento è calma, ma l’ipotesi di nuovi scontri su larga scala pone alcuni dubbi sulla possibilità di giungere ad un accordo che stabilizzi il paese.
Il 2019 dovrebbe essere l’anno per le nuove elezioni, parlamentari e forse anche presidenziali. In ballo anche il referendum costituzionale: si era parlato di febbraio, ma la commissione elettorale libica ha fatto sapere di non avere a disposizione abbastanza denaro per finanziare tutti gli appuntamenti elettorali.
Una road map vaga, ma che rappresenta l’unico percorso di stabilizzazione, al momento. Una ripresa delle operazioni militari e quindi del conflitto farebbe di fatto tramontare anche questa incerta prospettiva.
In questo quadro, c’è comunque chi riesce a fare buoni affari con la Libia.
L’Enav, l’ente controllato dal Ministero delle Finanze che opera come fornitore di servizi per l’aviazione civile in Italia, ha stipulato un accordo da due milioni di euro – con l’opzione per altri interventi aggiuntivi per 900.000 euro – con la Libyan Civil Aviation Autority.
Oggetto dell’accordo, interventi di ammodernamento sul controllo del traffico aereo.
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19/12/2018
22/11/2011
Peggio di Tangentopoli
Si allarga lo scandalo che ha colpito l'Enav. L'inchiesta, che ha portato all'arresto dell'a.d. Guido Pugliesi, rischia di travolgere anche Finmeccanica. Posizione critica per il Presidente Guarguaglini e per la moglie Marina Grossi (a.d. di Selex Sistemi Integrati), entrambi indagati, che potrebbero esser costretti a lasciare i rispettivi incarichi.
Cosa ne pensa del caso Enav?
"La vicenda Enav è in pieno svolgimento e secondo me dobbiamo tenerci pronti per sviluppi anche clamorosi, perché a questo punto pare, almeno da quello che riferisce Borgogni, che siano coinvolti politici di sinistra, centro e destra.
Bisogna tenere presente che la vicenda Enav è uno sviluppo del filone su cui indaga la procura di Napoli da tanto tempo, per il quale era stato chiesto l'arresto di Milanese, quindi da Finmeccanica poi si arriva alla controllata Enav. Da quello che sembra di capire, dovrebbe essere un'inchiesta esplosiva, forse da Tangentopoli in poi arriviamo veramente al nodo della corruzione complessiva.
I politici tirati in ballo non sono più gente di seconda fila, ma si parla di La Russa, Giovanardi, Letta, Romani . Sono nomi di primo piano, ex Ministri, gente collocata ai vertici della politica e quindi a questo punto forse siamo davanti veramente al nodo della corruzione post Tangentopoli."
La corruzione è il male più grave del nostro Paese?
"Sicuramente, insieme all'evasione è il male che tiene al collo l'economia italiana. Debellarla mi sembra piuttosto complicato, le inchieste giudiziarie non bastano perché come vediamo nasce un'inchiesta relativa a una vicenda, e poi se ne scoprono altre 20 di corruzione. Ci vuole una riforma complessiva del paese, non può essere strettamente affidata a questo governo di tecnici, è la famosa questione morale che ritorna ciclicamente. Abbiamo vissuto la vicenda Penati che è ancora peraltro in corso e fa tremare i polsi perché a questo punto non ci sono più i buoni e i cattivi a livello politico, diciamo che tutto diventa una melma nella quale è difficile mettere le mani.
Come si risolvono in Italia la corruzione e la questione dell'evasione fiscale? Da una parte ci sono i magistrati che lavorano, ma secondo me avranno molto, molto da fare ancora in futuro su questo aspetto, dall'altra ci vuole una politica che intervenga direttamente, ma non com'è stato fatto finora: quello che è emerso a livello di evasione è sempre pochissimo, se pensiamo che l'evasione ha toccato il 30% nel nostro paese, vuole dire che su 10 di noi 7 pagano le tasse e sono in genere lavoratori dipendenti, e gli altri no."
La crisi ha aiutato la corruzione?
"Indubbiamente la crisi incide molto, perché aumenta la corruzione e rimescola le carte della politica. Ci vorrebbe un uomo nuovo, un politico però fuori dai giochi e mi sembra che è difficile vederne, mi viene in mente soltanto Vendola perché è l'unico che è fuori in questo momento dai giochi parlamentari, ma per il resto se aspettiamo che la politica si autoriformi e i politici si autoriformino possiamo aspettare secoli, e non ci possiamo affidare soltanto alla Magistratura. Purtroppo l'abbiamo visto, lì è stato un colpo di maglio alla corruzione, ma nel giro di pochissimi anni la corruzione è ricominciata a livelli addirittura superiori. Tangentopoli è stata soprattutto una questione di finanziamento ai partiti, qui andiamo oltre, qui probabilmente ci sono anche arricchimenti personali. Perfino la Lega che si faceva vanto di essere un partito con le mani pulite, quello che voleva far fuori i corrotti, ha votato contro l'arresto di Milanese, quindi di fatto purtroppo sono tutti implicati."
C'è differenza fra corruzione politica e corruzione mafiosa?
"Sono fenomeni comunque distinti. Forse a un livello minimale, di Comuni, di Regioni, può esserci una relazione, ma a livello nazionale non abbiamo ancora politici armati, non abbiamo la violenza soprattutto. Il sistema dei favori però è lo stesso, faccio un favore a te, tu ne fai a me e soprattutto in questa storia della corruzione c'è la vecchia storia degli enti di Stato, quella che era la maxi tangente Enimont, la prima che mi viene in mente, oggi è la tangente Finmeccanica. Quest'ultima non è più un'azienda di Stato, è semplicemente un collettore di tangenti, di favori, di posti in Consiglio di Amministrazione, di presidenze, di amministratori delegati. La differenza sostanzialmente è questa, la politica pur sviluppando la stessa corruzione della criminalità, riesce, nonostante questo, a mantenere ancora la faccia pulita, sono tutti quanti eletti, anche se eletti con un sistema un po' balordo senza le preferenze, ma sono rappresentanti del popolo."
Fonte
Scommettiamo che queste vicende diverranno un valido incentivo per mettere all'asta Finmeccanica?
Tanto chi doveva pappare ha pappato, le briciole si lasciano ai lavoratori, meglio se operai (vedi Ansaldo Energia).
Cosa ne pensa del caso Enav?
"La vicenda Enav è in pieno svolgimento e secondo me dobbiamo tenerci pronti per sviluppi anche clamorosi, perché a questo punto pare, almeno da quello che riferisce Borgogni, che siano coinvolti politici di sinistra, centro e destra.
Bisogna tenere presente che la vicenda Enav è uno sviluppo del filone su cui indaga la procura di Napoli da tanto tempo, per il quale era stato chiesto l'arresto di Milanese, quindi da Finmeccanica poi si arriva alla controllata Enav. Da quello che sembra di capire, dovrebbe essere un'inchiesta esplosiva, forse da Tangentopoli in poi arriviamo veramente al nodo della corruzione complessiva.
I politici tirati in ballo non sono più gente di seconda fila, ma si parla di La Russa, Giovanardi, Letta, Romani . Sono nomi di primo piano, ex Ministri, gente collocata ai vertici della politica e quindi a questo punto forse siamo davanti veramente al nodo della corruzione post Tangentopoli."
La corruzione è il male più grave del nostro Paese?
"Sicuramente, insieme all'evasione è il male che tiene al collo l'economia italiana. Debellarla mi sembra piuttosto complicato, le inchieste giudiziarie non bastano perché come vediamo nasce un'inchiesta relativa a una vicenda, e poi se ne scoprono altre 20 di corruzione. Ci vuole una riforma complessiva del paese, non può essere strettamente affidata a questo governo di tecnici, è la famosa questione morale che ritorna ciclicamente. Abbiamo vissuto la vicenda Penati che è ancora peraltro in corso e fa tremare i polsi perché a questo punto non ci sono più i buoni e i cattivi a livello politico, diciamo che tutto diventa una melma nella quale è difficile mettere le mani.
Come si risolvono in Italia la corruzione e la questione dell'evasione fiscale? Da una parte ci sono i magistrati che lavorano, ma secondo me avranno molto, molto da fare ancora in futuro su questo aspetto, dall'altra ci vuole una politica che intervenga direttamente, ma non com'è stato fatto finora: quello che è emerso a livello di evasione è sempre pochissimo, se pensiamo che l'evasione ha toccato il 30% nel nostro paese, vuole dire che su 10 di noi 7 pagano le tasse e sono in genere lavoratori dipendenti, e gli altri no."
La crisi ha aiutato la corruzione?
"Indubbiamente la crisi incide molto, perché aumenta la corruzione e rimescola le carte della politica. Ci vorrebbe un uomo nuovo, un politico però fuori dai giochi e mi sembra che è difficile vederne, mi viene in mente soltanto Vendola perché è l'unico che è fuori in questo momento dai giochi parlamentari, ma per il resto se aspettiamo che la politica si autoriformi e i politici si autoriformino possiamo aspettare secoli, e non ci possiamo affidare soltanto alla Magistratura. Purtroppo l'abbiamo visto, lì è stato un colpo di maglio alla corruzione, ma nel giro di pochissimi anni la corruzione è ricominciata a livelli addirittura superiori. Tangentopoli è stata soprattutto una questione di finanziamento ai partiti, qui andiamo oltre, qui probabilmente ci sono anche arricchimenti personali. Perfino la Lega che si faceva vanto di essere un partito con le mani pulite, quello che voleva far fuori i corrotti, ha votato contro l'arresto di Milanese, quindi di fatto purtroppo sono tutti implicati."
C'è differenza fra corruzione politica e corruzione mafiosa?
"Sono fenomeni comunque distinti. Forse a un livello minimale, di Comuni, di Regioni, può esserci una relazione, ma a livello nazionale non abbiamo ancora politici armati, non abbiamo la violenza soprattutto. Il sistema dei favori però è lo stesso, faccio un favore a te, tu ne fai a me e soprattutto in questa storia della corruzione c'è la vecchia storia degli enti di Stato, quella che era la maxi tangente Enimont, la prima che mi viene in mente, oggi è la tangente Finmeccanica. Quest'ultima non è più un'azienda di Stato, è semplicemente un collettore di tangenti, di favori, di posti in Consiglio di Amministrazione, di presidenze, di amministratori delegati. La differenza sostanzialmente è questa, la politica pur sviluppando la stessa corruzione della criminalità, riesce, nonostante questo, a mantenere ancora la faccia pulita, sono tutti quanti eletti, anche se eletti con un sistema un po' balordo senza le preferenze, ma sono rappresentanti del popolo."
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Scommettiamo che queste vicende diverranno un valido incentivo per mettere all'asta Finmeccanica?
Tanto chi doveva pappare ha pappato, le briciole si lasciano ai lavoratori, meglio se operai (vedi Ansaldo Energia).
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