Il 29 dicembre l'ex presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter è morto all'età di 100 anni, quasi 44 anni dopo aver terminato il suo mandato nel gennaio 1981.
Dopo essersi laureato all'Accademia navale degli Stati Uniti nel 1946, Carter fu in servizio attivo nella Marina dal 1946 al 1953, prima di prestare servizio nelle riserve dal 1953 al 1961.
Una delle eredità più durature di Carter come presidente fu l'inizio del coinvolgimento militare degli Stati Uniti in Afghanistan, con la sua amministrazione che ha supervisionato l’armamento e l’addestramento dei ribelli islamici contro il governo alleato dei sovietici nel paese dal 1978, aprendo la strada all’ascesa dei talebani e di Al Qaeda e provocando Mosca a lanciare una costosa campagna
militare per sostenere il governo afghano contro la minaccia jihadista.
La strategia di destabilizzare i partner strategici di Mosca attraverso il sostegno ai gruppi islamici fondamentalisti sarebbe diventata un punto fermo della politica del blocco occidentale nei decenni successivi, inclusa la Jugoslavia negli anni ’90 e la Siria negli anni 2010 e 2020, in entrambi i casi con grande successo.
L'amministrazione Carter segnò anche l'inizio di relazioni ostili tra gli Stati Uniti e l'Iran, in seguito al rovesciamento della dinastia iraniana Pahlavi nel 1979 e alla formazione di una Repubblica islamica, con la Casa Bianca che formò una stretta partnership strategica con il nuovo governo iracheno del presidente Saddam Hussein che invase l'Iran nel 1980. Da allora le relazioni tra Washington e Teheran sono rimaste di basso livello, con l'anno 2024 che ha visto di gran lunga la più grande serie di scontri armati tra gli Stati Uniti e le risorse missilistiche e aeree iraniane nella storia.
Un'eredità meno nota dell'amministrazione Carter è che fu la prima a rivelare al mondo lo sviluppo di bombardieri stealth per l'aeronautica degli Stati Uniti. Il 22 agosto 1980 l’esistenza della tecnologia stealth fu annunciata dal Segretario alla Difesa Harold Brown, che dichiarò: “Non è troppo presto per dire che renderemo i sistemi di difesa aerea esistenti sostanzialmente inefficaci, ciò altera significativamente l’equilibrio militare”.
La decisione di annunciare lo sviluppo della nuova tecnologia è stata considerata una risposta alle critiche rivolte alla decisione dell'amministrazione nel suo primo anno di mandato di annullare lo sviluppo del bombardiere supersonico B-1, citata dagli oppositori politici per sostenere che il presidente Carter era compromettente per le difese americane.
La modernizzazione delle difese aeree sovietiche, tuttavia, aveva reso gli aerei come il B-1 progettati per penetrare nello spazio aereo del Patto di Varsavia effettivamente obsoleti, con l’amministrazione Carter che invece stanziò fondi per sviluppare il caccia d’attacco F-117 e il bombardiere strategico B-2. Entrambi questi programmi hanno aperto la strada a capacità stealth avanzate che hanno reso i velivoli più resistenti in guerra.
Sebbene Carter possa essere ricordato soprattutto per le azioni della sua amministrazione in Afghanistan, dove furono sperimentati metodi offensivi nuovi e altamente non convenzionali, il fatto che le capacità stealth siano oggi sinonimo di aerei da combattimento con equipaggio all'avanguardia rende la sua amministrazione significativa per aver portato le tecnologie attraverso i loro primi test di volo e in fasi di produzione in serie nell'ambito del programma F-117 in particolare.
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31/12/2024
03/06/2021
L’ambasciata cinese a Belgrado fu bombardata deliberatamente dagli Usa
Le relazioni tra Stati Uniti e Cina tendono ormai a diventare tesisissime nel presente e nel futuro. Ma è anche dal passato che emerge un nuovo scheletro nell’armadio sul quale fino ad oggi c’era stato una sorta di accomodamento per non disturbare le relazioni tra i due paesi.
L’agenzia Nova news, riferisce che una serie di articoli recuperati dal quotidiano giapponese Nikkei getta una nuova luce sul bombardamento dell’ambasciata cinese a Belgrado durante l’aggressione della Nato alla ex Jugoslavia nel 1999.
Gli Stati Uniti avevano sempre sostenuto che il bombardamento sull’ambasciata cinese fosse avvenuto per errore, e che le cinque bombe di precisione sganciate da un bombardiere stealth statunitense B-2 fossero destinate ad una vicina installazione industriale jugoslava.
La Cina, però, non ha mai accettato tale giustificazione, ed ha sempre sostenuto che il bombardamento, che uccise tre cittadini cinesi e ne ferì venti, fosse stato deliberato. Il bombardamento innescò vaste proteste antiamericane in Cina e in molte città del mondo dove è presente la diaspora cinese. Anche a Roma ci fu una sorprendente e imponente manifestazione di cittadini cinesi indignati.
Secondo gli articoli rilanciati da Nikkei, gli Usa bombardarono l’ambasciata per distruggere i resti di un loro cacciabombardiere stealth F-117 Nighthawk abbattuto circa un mese prima dalle Forze armate serbe. L’aereo abbattuto si era schiantato su terreno rurale, e alcuni dei rottami erano stati esibiti più tardi presso il Museo dell’aria di Belgrado. Pare però che una volta venuti a conoscenza dell’abbattimento del velivolo, agenti cinesi avessero acquistato più componenti possibili dai contadini vicini al luogo dello schianto, e li avessero immagazzinati presso l’ambasciata cinese a Belgrado, in vista del loro successivo trasporto in Cina per poterne studiare la tecnologia.
Gli Usa sarebbero venuti a conoscenza della presenza dei rottami grazie al segnale radio di una delle componenti del velivolo abbattuto, e avrebbero deciso di bombardare l’ambasciata per evitare che la Cina si impadronisse di tecnologie per la realizzazione di velivoli stealth, cioè invisibili ai radar.
Ai tempi della guerra Nato contro la Serbia, l'F-117 della Lockheed era – insieme al B-2 di Northrop entrato in servizio pochi anni prima – l’unico modello di aereo da combattimento “invisibile ai radar” al mondo. Stando alle ricostruzioni del Nikkei, però, il bombardamento Usa fu del tutto inutile: una delle cinque bombe sganciate sull’ambasciata cinese raggiunse il seminterrato dell’edificio, ma non esplose, lasciando intatti i rottami del velivolo. Gli analisti si interrogano ancora se lo studio sui resti dell’F-117 statunitense abbattuto nel 1999 in Serbia abbiano giocato un ruolo nella rapida evoluzione dell’industria aerospaziale cinese nei vent’anni successivi all’incidente.
La Cina infatti ha dedicato 10 anni a migliorare la sua tecnologia stealth per i propri aerei e ha condotto ricerche approfondite sui missili a guida laser. Un servizio dell’Associated Press del 2011 indica che la tecnologia per il caccia stealth cinese J-20 potrebbe provenire proprio dall’F-117 abbattuto nel 1999, anche se il giornale cinese Global Times nega questo versione.
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