Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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12/06/2016

Florida, strage in locale gay: 50 morti e altrettanti feriti

Cinquanta morti e almeno altrettanti feriti. Questo il primo bilancio della sparatoria avvenuta alle 2 di notte (ora locale) in un gay club di Orlando, in Florida.

Ad aprire il fuoco è stato Omar Mateen, classe 1986, cittadino statunitense di Port St. Lucie, di genitori afgani. L’uomo, a quanto riportano fonti locali, sarebbe entrato nel club armato di un fucile, di una pistola e di un ordigno esplosivo addosso, mentre pare che una seconda bomba fosse nell’auto dell’uomo. Stando a una prima ricostruzione dei fatti, Mateen sarebbe entrato nel locale intorno alle 2 del mattino, mentre all’interno era in corso una serata a base di musica latina. L’uomo si sarebbe chiuso nella discoteca e avrebbe sostanzialmente sequestrato tutti i presenti.

Tre ore dopo, grazie all’intervento di polizia e Swat, il killer sarebbe stato freddato dagli agenti, ma dentro era già andata in scena la carneficina. Ancora in via d’accertamento i motivi che hanno portato il 29enne, di professione guardia giurata, a compiere la strage: l’Fbi lascia trapelare che potrebbe trattarsi di un atto di terrorismo – a tal proposito si mormora che l’uomo in passato abbia avuto contatti con alcuni gruppi islamisti radicali, anche se le voci non hanno ancora trovato conferme –, anche se l’ipotesi che va per la maggiore è che l’uomo abbia deciso di agire motivato dall’odio nei confronti della comunità omosessuale, proprio nel giorno in cui in tutto il mondo sono andate in scena i cortei del Pride.

Alla Nbc News, il padre di Mateen avrebbe sostanzialmente confermato questa ipotesi: «Il movente religioso non c’entra nulla, un paio di mesi fa ha visto due gay che si baciavano a Miami ed era molto arrabbiato. In questo momento siamo scioccati come il resto dell’America».

Unanime il cordoglio della comunità internazionale: oltre al presidente Barack Obama che ha espresso la propria vicinanza e ha chiesto di essere costantemente informato, parole di solidarietà sono arrivate anche dai principali leader mondiali, tra cui anche il presidente del consiglio italiano Matteo Renzi, che in un tweet ha parlato di «Solidarietà e commozione del governo italiano per l’atroce strage di Orlando in Florida. Il nostro cuore è con i nostri fratelli americani».

In attesa che si faccia chiarezza sul movente, appare chiaro che siamo davanti all’ennesima strage a mano armata compiuta negli Stati Uniti: soltanto nel 2016, infatti, da quelle parti le sparatorie registrate sono state ben 132, per un bilancio finale di 156 morti. Il paese della armi facili, ancora una volta, si scopre debole al suo interno: l’estrema facilità con cui è possibile procurarsi un fucile, una pistola o addirittura un’arma d’assalto si sta rivelato un nemico molto più pericoloso di tutti gli altri messi insieme.

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01/03/2016

Utero in affitto? No

Sento il dovere di esprimere ciò che penso sulla vicenda che riguarda Niki Vendola, non per esprimere giudizi sulle persone le loro scelte di vita, che vanno sempre rispettate. Ma perché c'è una dimensione pubblica che non può essere ignorata e sulla quale ci siamo impegnati e scontrati.

Sono assolutamente favorevole alle adozioni di figli da parte di coppie omosessuali e anche da parte di singoli e singole. Trovo una inaccettabile discriminazione che questo ancora non sia possibile.

Allo stesso modo sono contrario al mercato degli uteri e delle gravidanze, per tutte le coppie, etero e gay. L'utero in affitto è una mostruosità del mercato che sfrutta le donne ed il loro corpo. Ed è un violenza di classe, perché sono le donne povere che per necessità vendono e le coppie ricche che comprano. Io credo che la legge debba proibire e punire simile mercato. E soprattutto credo che la legge debba comunque riconoscere come autentica madre la madre cosiddetta surrogata, con tutti i diritti del caso. Meglio una famiglia con tre genitori che una con un figlio comprato. Si garantisca poi per legge la piena possibilità di adozione per i bambini GIÀ nati, senza discriminazioni. Ci sono milioni di orfani, si renda possibile le più facile l'adozione quelli per la miseria.

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27/01/2015

La giornata della memoria? "Non è stata istituita solo per gli ebrei"

«Il 27 gennaio sta diventando il giorno della falsa coscienza della retorica. Il limite principale, e il grande equivoco è di non aver capito, prima di tutto, che questa giornata non è stata istituita solo per gli ebrei. Il Giorno della Memoria doveva essere importante per una riflessione comune sull'Europa, sulle ragioni dello sterminio. Per rispondere alla domanda se tutto questo si è determinato per un incidente di percorso o se la degenerazione fosse iscritta nei geni dell'Europa. Parliamo della Germania ma magari ci dimentichiamo dei genocidi commessi dai fascisti italiani in Africa o della pulizia etnica nei paesi dell'ex Jugoslavia. La memoria ebraica non serve agli ebrei che lo sanno già ma dovrebbe essere un paradigma, un immenso edificio della memoria che possa servire anche agli altri».

[...] «Per questo, ripeto, la giornata deve diventare "delle Memorie" per rilanciare, attraverso l'edificio della memoria un'azione comune per portare pace, uguaglianza sociale e applicazione vera dei diritti. Una condizione universale dell'esistere dove ogni persona sia libera di circolare nel mondo senza restrizioni di diritti e di dignità»."

Moni Ovadia

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29/09/2013

Barilla è libero?

Rispetto alla polemica su Barilla e famiglie omosessuali, che sta diventando un caso internazionale perché all’estero piace la pasta ma non è ammessa l’omofobia, leggo ovunque che Barilla sarebbe “libero” di rivolgersi al target che preferisce per le sue campagne e di utilizzare il messaggio che ritiene più opportuno. Non sono affatto d’accordo.

Non sono d’accordo che uno dei principali investitori pubblicitari del paese sia libero di imporre quotidianamente, insistentemente, martellantemente una “comunicazione pubblica” basata su un messaggio solo apparentemente neutro, ma nella realtà dichiaratamente discriminatorio verso tutte le famiglie non “tradizionali”, famiglie omosessuali, monoparentali, solo mamme, solo papà, famiglie allargate, miste per nazionalità, coinquilini, persone sole per scelta o fatalità.

Come esiste una “responsabilità sociale d’impresa” tanto più esiste una responsabilità sociale nella pubblicità che entra nelle case a tutte le ore. Infatti, per esempio, la pubblicità ingannevole viene sanzionata, così come rigidi regolamenti evitano o limitano la pubblicità di prodotti nocivi. La conseguenza di ciò è che anche la pubblicità non è libera di cercare cinicamente solo il massimo profitto, lasciando morti e feriti alle sue spalle, ma deve sempre e comunque essere oggetto di riflessione, dibattito ed eventualmente correzione o sanzione. Ciò tanto più quando parliamo di un prodotto di così ampia diffusione.

Il Barilla reazionario (che non è un caso che trovi la pronta solidarietà dell’ultradestra neofascista, razzista e omofoba di Forza Nuova) che sceglie di rappresentare solo la famiglia cosiddetta tradizionale, e rifiuta di rappresentare la società nei suoi mille colori e sfaccettature, senza doversi per questo far carico di studi sociologici, contribuisce a favorire un clima culturale discriminatorio in un paese che avrebbe bisogno dell’esatto contrario.

Lo sprezzo con il quale afferma «se ai gay non sta bene possono mangiare un’altra pasta» e il suo proposito dichiarato di esaltare la centralità della donna come angelo del focolare, come fossimo ancora nel ventennio, non lascia alcuna possibilità di malinteso: da oggi in poi l’Italia civile #boicottabarilla. Sul mercato della pasta ce n’è per tutti i gusti. E poi… verrebbe voglia di domandare: ma a cosa ti serve produrre più di cento tipi diversi di pasta per una sola famiglia?

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