Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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23/07/2021

Genova 2001. “Tutta colpa di quel calcinaccio”

Genova, 20 luglio 2001, pistola già puntata ad altezza d’uomo, estintore ancora a terra. Alle 17:27 Carlo Giuliani viene raggiunto da due colpi di pistola sparati dal Carabiniere Mario Placanica. Poi la camionetta dei carabinieri passa due volte sul corpo di Carlo, in retromarcia, schiacciandolo, per poi ripartire.

Tutto documentato negli archivi dei processi da contro inchieste, nelle immagini che i fotografi riuscirono a salvare dalla furia distruttrice dei carabinieri.

Tra questi c’era Eligio Paoni, il primo ad aver fotografato il corpo a terra di Carlo. La sua Leica fu poi distrutta mentre un poliziotto prendeva un sasso e lo scaraventava ripetutamente sulla fronte di Carlo e, insanguinato, lo lasciò lì vicino ma prima, un altro agente trascinò Paoni e gli premette la faccia su quella insanguinata di Carlo ancora vivo.

“Non so se sia stato colpito con un sasso – raccontò Bruno Abile, fotoreporter francese, collaboratore dell’agenzia Sipa Press, a Repubblica, presente in Piazza Alimonda – Di sicuro, perché l’ho visto con i miei occhi, un poliziotto o un carabiniere lo colpì con un calcio in testa quando era già morto. Ho fotografato l’ufficiale nell’istante di ‘caricare’ la gamba, come quando si sta per tirare un calcio di rigore”. Le sue due macchine fotografiche vennero distrutte dagli agenti.

Chi non ricorda quel video in cui il vicequestore Adriano Lauro, subito dopo lo sparo, non appena si rese conto di essere ripreso da una telecamera, si mise ad inseguire un manifestante che era lì vicino, urlando “Sei stato tu ad ucciderlo! Pezzo di merda! L’hai ucciso tu, con il tuo sasso!“, mentre dal Tg5, il giornalista Toni Capuozzo, ex Lotta Continua, ne commentava l’azione giubilante?

In questi giorni lo hanno rimandato in onda tantissime volte. Lauro, intanto, ha fatto carriera: nominato questore a Pesaro e, come sappiamo, non sarà il solo.

Ieri sera, su La7, Enrico Deaglio, già direttore del quotidiano Lotta Continua, dal 1977 al 1982, ha sposato la “tesi del proiettile deviato dal calcinaccio“, ovvero, la conclusione dei giudici di Genova con cui prosciolsero il carabiniere Mario Placanica in fase istruttoria dall’accusa di omicidio colposo: legittima difesa.

Nell’atto di archiviazione si citò la perizia che sosteneva che il proiettile, prima di colpire Giuliani, venne “deviato da un calcinaccio tirato in aria“. Un calcinaccio.

Quanto tempo è passato dai tempi de “La strage di Stato“.

Fonte

20/07/2016

Carlo Giuliani: Facebook censura ZeroCalcare ma non il Coisp

Dopo aver oscurato Ilaria Cucchi perché aveva osato pubblicare una foto del corpo martoriato del fratello Stefano, morto nelle mani delle forze dell’ordine e dei medici nel 2009, ora Facebook censura anche il popolare fumettista Zerocalcare. E’ lui stesso a spiegare in un post, pubblicato sulla sua pagina personale, quanto è accaduto:
“Nella giornata di ieri ho postato la locandina dell’iniziativa che si terrà a Genova il 20 luglio, che non contiene oltre che nessun’offesa neanche nessun riferimento a presunti eroismi, giudizi, attacchi, una cosa proprio low profile. Questo post ha scatenato una serie di commenti immondi, che andavano dalla gioia per il buco in testa a Carlo Giuliani a invettive varie e promesse di non comprare mai più i fumetti miei e roba del genere. Un sacco di gente giustamente ha commentato “vabbé, ma che la roba di zerocalcare non l’avete mai letta? Che lo scoprite ora come la pensa?”, qualcun altro s’è lamentato del fatto che i lettori pretendono di decidere i temi su cui un autore può o non può esprimersi… Ecco, è tutto molto giusto, ma ‘sti ragionamenti non colgono quello che è successo. (…) Eccetto una minima parte, che ha espresso peraltro in maniera piuttosto pacata il proprio dissenso ma senza alcuna sorpresa, tutto quel macello e quei toni (comprese le segnalazioni che hanno portato alla chiusura della pagina e alla rimozione del post) l’hanno fatto altri, venuti su quella pagina apposta, che di sicuro non sono le mie categorie principali di lettori: nazisti e/o poliziotti (ex o attuali o simpatizzanti o sindacatini o associazioni). Stop”.

Il post oggetto della lapidazione virtuale – che ha goduto anche stavolta della copertura del social network – avvisava che oggi il fumettista avrebbe partecipato ad una delle tante iniziative in programma in questi giorni a Genova in occasione del quindicesimo anniversario dei fatti del 2001. Nello specifico Zerocalcare è stato invitato a partecipare ad una iniziativa in Piazza Alimonda dedicata alla memoria di Carlo Giuliani, ragazzo ucciso dal carabiniere Mario Placanica nel corso degli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.

Nonostante i trascorsi politici e personali del fumettista, che si trovava a Genova nel 2001 ed ha più volte espresso la sua schierata opinione su quei tragici eventi, il post in questione si limitava a comunicare la sua presenza a “NondimentiCarlo”, come è stato ribattezzato l’incontro. Ma tanto è bastato a scatenare la furia di troll per lo più in odore di estrema destra o divisa che hanno cominciato a segnalare la pagina fan ai gestori di Facebook e a riempire la bacheca di insulti: “Torna a fare i disegnetti”, “Giuliani se l’è cercata” perché “aveva un estintore in mano e ha cercato di uccidere i carabinieri”, “Mi piace ricordarlo con un buco in testa” e così via.

”Non mi stupisce più nulla di quello che viene detto sul G8 – ha dichiarato Zerocalcare – ormai il dibattito si è sclerotizzato. Ma non accetto che in una pagina sotto la mia responsabilità si scateni questa violenza, senza rispetto per i morti e per i vivi”. E poi: “Gli insulti a me e al mio lavoro non mi interessano, chiunque può dire quello che vuole, ma in questo caso siamo di fronte a qualcosa di ben diverso. Si parla di un ragazzo ammazzato e di persone che dopo 15 anni sono ancora in carcere o subiscono misure restrittive mentre altri sono stati promossi e hanno fatto carriera”.

Il fumettista preso di mira chiarisce, di nuovo, che non sono certo i suoi lettori coloro che lo hanno letteralmente linciato: “Qui si tratta di persone che avevano un obiettivo preciso, appartenenti o ex appartenenti alle forze dell’ordine che sono arrivate sulla mia pagina solo per scagliare fango ancora una volta su Genova e su quello che è accaduto”.

L’autore ha deciso di cancellare lui stesso i commenti più violenti, ma non è bastato e alla fine Facebook ha dato ragione ai guastatori con un odioso atto di censura: Facebook ha oscurato per alcune ore non solo la pagina ma anche il profilo personale di Zerocalcare, senza neanche avvisarlo. Quando è riuscito a riattivare le sue pagine il post preso di mira era automaticamente stato rimosso.

Un trattamento ben diverso viene riservato dal popolare ma sempre più soffocante social network alla provocatoria iniziativa organizzata sempre oggi, proprio a Genova, dal Coisp, piccolo ma attivo sindacato di destra della polizia.

All’incontro, dal titolo che non lascia dubbi – “L’estintore quale strumento di pace” – è stata annunciata la partecipazione non solo di vari esponenti politici di Forza Italia, Fratelli d’Italia ed Ncd, e del direttore del ‘Giornale’ Alessandro Sallusti, ma anche di Mario Placanica, l’ex carabiniere che quel 20 luglio del 2001 sparò il colpo di pistola che uccise Carlo Giuliani. Il post che annuncia l’iniziativa circola liberamente su facebook, così come una sfilza di truculenti commenti a proposito dei manifestanti di Genova, di Giuliani, dei suoi genitori, di chi osa ricordare la Diaz e Bolzaneto. Eppure la censura di Facebook non è scattata.

Ieri il segretario regionale del Coisp Matteo Bianchi si è lamentato che l’iniziativa, in programma alle 16 di oggi in un Hotel, è stata assunta “anche a fronte dei divieti imposti e delle diffide attuate dal Questore pro tempore di Genova, volti ad evitare la nostra presenza in piazza Alimonda. Diniego che vieta anche l’unica conferenza stampa prevista addirittura una settimana prima rispetto ai vari eventi commemorativi organizzati in quella stessa piazza”.

E’ così strano che neanche i loro superiori e colleghi abbiano accettato di autorizzare una così benevola iniziativa organizzata proprio in piazza Alimonda e proprio nell’anniversario dell’uccisione di Carlo Giuliani? Ai più sono bastati i colpi di spugna sulle responsabilità di Placanica e dei torturatori della scuola Diaz e della caserma Bolzaneto, le prescrizioni, le assoluzioni, addirittura le promozioni. Qualcun altro, tra questi il Coisp, pretende invece di strafare...

Fonte

21/07/2015

20 luglio, a Genova in piazza per Carlo Giuliani


20 luglio 2001, Genova. I “grandi del pianeta” si vedono per uno dei tanti G8. Fuori centinaia di migliaia di manifestanti, aggrediti premeditatamente. Un ragazzo viene ucciso da un carabiniere. Un colpo di pistola da un metro di distanza, nel bel mezzo di scontri che fin lì erano andati avanti – durissimi – tra lacrimogeni, idranti, sassi e patetiche imbottiture di gommapiuma.

Seguirono la Diaz e Bolzaneto, le torture esercitate sulla massa dei manifestanti caduta nelle mani delle cosiddette “forze dell'ordine”, guidate da una cupola politica in sala operativa (Gianfranco Fini, ecc.) e dalla creme de la creme della polizia; gente che poi ha fatto una brillante carriera nonostante le indagini, le incriminazioni, i processi e le condanne definitive.

Vedi http://contropiano.org/interventi/item/25380-tu-che-straparli-di-carlo-giuliani-conosci-l-orrore-di-piazza-alimonda

Oggi ben pochi giornali e nessuna televisione ricordano quei fatti. Tantomeno l'appuntamento di oggi, alle 15, in piazza Alimonda, teatro dell'omicidio. Lì, alle 15, tanti compagni individualmente, forze politiche, sindacali, collettivi di movimento daranno vita alla manifestazione “Per non dimentiCARLO”. Interventi e musica, a chiusura di una tre giorni in cui sono stati presentati libri (“La madre dell’uovo” di Giulio Laurenti), allestite mostre, promossi dibattiti, tenuto concerti.

Tutto come gli altri anni?

Non proprio. Il sindacato poliziesco Coisp – quello che ha perseguitato per anni ad personam la madre di Federico Aldrovandi – intendeva mettere in atto una vera e propria provocazione politica, presentandosi in piazza Alimonda per imporre la rimozione del cippo che ricorda Carlo Giuliani, proprio nell'anniversario del suo assassinio. Poi la questura ha opposto il suo divieto, ma non sembra che ciò sia stato sufficiente a far cambiare idea ai cosiddetti “sindacalisti” che intervengono – e con successo, bisogna dire – contro il Parlamento che ha messo all'ordine del giorno una timida e assolutamente inefficace legge per istituire finalmente il reato di tortura anche in questo paese (c'è stata una condanna europea, per questo, proprio a partire dal caso della scuola Diaz).

A Catanzaro, per esempio, il Coisp ha chiamato in piazza anche i familiari di Mario Placanica, il carabiniere catanzarese che sparò materialmente il colpo di pistola omicida.

Una nota del “sindacato” chiama infatti alla “mobilitazione nazionale” perché “Non è ipotizzabile, né accettabile che Carlo Giuliani passi per martire e venga considerato un esempio per i giovani e per tutta la comunità”. L'esempio, evidentemente, dovrebbe venire dal suo assassino...

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