Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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12/11/2022

Cina - "Ottimizzazione" delle regole anti Covid-19

La Cina ridurrà il periodo di quarantena COVID-19 per i viaggiatori in arrivo da 10 a 8 giorni, annullerà l’interruttore per i voli in entrata e non determinerà più i contatti stretti secondari dei casi confermati, hanno affermato venerdì le autorità sanitarie.

Le categorie di aree a rischio COVID saranno adeguate ad alto e basso, dai vecchi standard terziari di alto, medio e basso, secondo un avviso che definisce 20 misure volte a potenziare le misure di controllo delle malattie.

Secondo l’avviso diffuso dal meccanismo congiunto di prevenzione e controllo del Consiglio di Stato, i viaggiatori internazionali saranno sottoposti a cinque giorni di quarantena centralizzata più tre giorni di isolamento domiciliare, rispetto all’attuale regola di sette giorni di isolamento centralizzato più tre giorni trascorsi a casa .

Prevede inoltre che i viaggiatori in entrata non debbano essere nuovamente isolati dopo aver terminato il periodo di quarantena richiesto nei loro primi punti di ingresso.

Il meccanismo dell’interruttore, che vieta le rotte aeree se i voli internazionali in entrata portano casi di COVID-19, sarà annullato. I viaggiatori in entrata dovranno fornire solo uno, anziché due, risultati negativi del test dell’acido nucleico presi 48 ore prima dell’imbarco.

Sono stati ridotti da 10 a 8 giorni anche i periodi di quarantena per i contatti stretti delle infezioni confermate, mentre non verranno più tracciati i contatti stretti secondari.

L’avviso afferma che la modifica delle categorie delle aree a rischio COVID ha lo scopo di ridurre al minimo il numero di persone che devono affrontare restrizioni di viaggio.

Le aree ad alto rischio, ha affermato, copriranno le residenze dei casi infetti e i luoghi che visitano frequentemente e sono ad alto rischio di diffusione del virus.

La designazione delle aree ad alto rischio dovrebbe essere vincolata a una determinata unità immobiliare e non dovrebbe essere ampliata in modo sconsiderato. Se non vengono rilevati nuovi casi per cinque giorni consecutivi, l’etichetta ad alto rischio insieme alle misure di controllo dovrebbe essere revocata tempestivamente.

L’avviso richiede anche l’aumento delle scorte di farmaci e attrezzature mediche COVID-19, la preparazione di letti per unità di terapia intensiva, il rafforzamento dei tassi di vaccinazione di richiamo soprattutto tra gli anziani e l’accelerazione della ricerca di vaccini ad ampio spettro e multivalenti.

Promette inoltre di intensificare la repressione delle pratiche scorrette come l’adozione di politiche valide per tutti o l’imposizione di ulteriori restrizioni, nonché di intensificare l’assistenza ai gruppi vulnerabili e ai gruppi bloccati nel mezzo di un’epidemia locale.

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25/10/2021

La quarantena va retribuita

Venerdì 15 ottobre il Consiglio dei Ministri ha varato un decreto legge in cui, tra le altre cose, riconosce che la quarantena ex Covid-19 deve essere retribuita al pari della indennità di malattia. Il testo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 21 ottobre, numero 146.

Avevamo ragione noi! Già il 25 agosto scorso avevamo scritto a Draghi e ad Orlando protestando contro il mancato rifinanziamento di questa misura, tanto che l’INPS con una sua circolare annunciava la sospensione del pagamento della quarantena, addirittura retroattiva, per i soggetti fragili a partire dal 1° di luglio mentre per tutti gli altri lavoratori fin dal 1° gennaio 2021.

USB è stato l’unico sindacato ad accorgersi di questa iniqua iniziativa e a pressare subito i ministri interessati, compreso il ministro delle Finanze Franco, fino ad organizzare il 2 settembre scorso un presidio al MEF. In quell’occasione abbiamo incontrato la sottosegretaria Sartore, alla quale abbiamo richiesto l’immediato ripristino del pagamento della quarantena.

Dopo ondeggiamenti vari, finalmente venerdì 15 ottobre il governo ha approvato con un decreto legge il rifinanziamento di questa indennità.

Fanno veramente tristezza gli atteggiamenti di quei sindacati, abituati ad essere ricevuti dal governo ma incapaci di mettere in atto le sia pur minime iniziative di mobilitazione, che si sono accorti del problema solo dopo le nostre, di iniziative. Qualsiasi tentativo da parte di Cgil Cisl Uil di attribuirsi questo risultato sarebbe veramente penoso.

USB Lavoro Privato

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16/08/2021

La quarantena per Covid non sarà retribuita

La quarantena per covid non è più considerata malattia.

L’Inps non pagherà i lavoratori “confinati” a casa nel 2021.

Tranne i “fragili”. Ma fino a giugno di quest’anno.

Gli altri sono “sfigati”.

Si sono protetti e hanno protetto gli altri ma, visto che non si sono ammalati lo hanno fatto a loro spese.

Fra ristori e ristoratori, il governo si è “dimenticato” di metterci i soldi.

Quindi se siete venuti a contatto con un presunto “untore” zitti e mosca.

Se vi salta la fantasia di isolarvi per tutelare la “salute pubblica” (la vostra in ogni caso ormai l’avete rischiata) sappiate che lo fate a spese vostre.

Vi siate vaccinati o no, pagate voi.

Avete o meno il green pass, pagate sempre voi.

Chi non ha ceduto alla fregola di andarsene al mare e ha ancora qualche giorno di ferie a disposizione può utilizzarlo.

Se no, busta paga dimezzata.

Tanto, passato il boom dei consumi estivi, a che vi servono i soldi.

A comprare un monopattino?

Ah... buon ferragosto.

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14/08/2021

Se il governo non rimette i soldi, la quarantena non viene più pagata come malattia

L’INPS al momento non considera più in malattia chi è costretto alla quarantena per un contatto con un positivo al Covid. In pratica, chi si ritrova a casa in isolamento obbligatorio potrebbe perdere una parte dello stipendio. Dal momento che con la quarantena si deve rimanere a casa fino a 14 giorni, la decurtazione potrebbe diventare notevole. Il presidente dell’Inps Tridico ha spiegato in una nota che: “Il legislatore non ha previsto un nuovo stanziamento per prorogare la tutela della quarantena”.

Con il messaggio del 6 agosto 2021, n. 2842, l’INPS conferma che, riguardo all’indennità previdenziale di malattia in caso di quarantena (art. 26, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18), procederà al definitivo riconoscimento degli importi dovuti per il 2020 basandosi sulle certificazioni attestanti la quarantena con isolamento fiduciario redatte dai medici curanti, anche nei casi in cui non sia stato possibile reperire alcuna indicazione sul provvedimento emesso dall’operatore di sanità pubblica.

L’INPS precisa però che: “poiché per il 2021 il legislatore non ha stanziato nuove risorse, l’indennità non potrà essere erogata anche per gli eventi avvenuti nell’anno in corso”.

Riguardo ai lavoratori “fragili”, la cui assenza dal lavoro è equiparata a ricovero ospedaliero (art. 26, c. 2 d.l. 18/2020), l’Istituto erogherà la prestazione relativamente ad eventi del 2020 e solo per quelli verificatisi fino al 30 giugno 2021, anche se il decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105 ha differito al 31 ottobre 2021 il diritto riconosciuto ai lavoratori fragili di svolgere l’attività lavorativa in smart working.

Con riferimento agli eventi certificati come malattia conclamata da Covid-19, (art. 26, comma 6, d.l. 18/2020), invece, le indicazioni ricevute da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali autorizzano il riconoscimento della tutela della malattia secondo l’ordinaria gestione.

Fino ad oggi era invece in vigore l’art. 26, comma 6, decreto-legge 18/2020 come modificato dalla legge 27/2020, secondo il quale se avevi contratto il Covid-19 in contesto extra-lavorativo o per cause non legate alla tua mansione, dovevi andare in isolamento (Circolare del ministero della Salute del 12 ottobre 2020) ed avevi diritto alle tutele previste dall’INPS per la malattia comune. Diversamente se ti sei contagiato sul lavoro sono previste le tutele Inail in materia di infortuni sul lavoro.

Intanto cominciano ad emergere le prime contraddizioni dell’applicazione del Green Pass sui luoghi di lavoro. In una fabbrica della provincia di Torino – la Hanon Systems di Campiglione Fenile – sono state indette due ore di sciopero con uscita anticipata su tutti i turni di lavoro. È il primo sciopero in Italia contro l’esclusione dei lavoratori sprovvisti di Green Pass dalla mensa aziendale, che il governo ha equiparato di fatto ai ristoranti. Mentre sull’obbligo del Green Pass per il personale scolastico alla vigilia della riapertura della scuola crescono le proteste di alcune organizzazioni sindacali e le esplicite riserve anche dei dirigenti scolastici.

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03/05/2020

Corona Regis

di Alessandra Daniele

– Magister, si dice che siate sopravvissuto alla Peste Nera – chiese Pedro, in tono reverenziale. Eymerich annuì.

– Dio aveva altri piani per me.

Pedro sorrise.

– E di certo li avete realizzati. Ditemi, vi siete curato da solo?

– Sì.

– Dev’esservi pesata la solitudine in quei momenti.

– No.

– Beh, ma voi avete una tempra unica. In tempo di pestilenza la quarantena è parte della pena – sospirò Pedro.

Eymerich fissò lo sguardo sull’orizzonte grigio.

– In realtà sono da sempre convinto che un certo grado d’isolamento, di distanziamento sia una condizione che giova non solo alla salute del corpo, ma anche dell’anima, e andrebbe mantenuto sempre.

– Anche in assenza d’un morbo in circolazione?

– C’è sempre qualche morbo in circolazione, Pedro, ce ne sono a centinaia.

– Sì, ma una mezza quarantena permanente non sarebbe sostenibile – obiettò Pedro – troppe attività ne soffrirebbero, il commercio, le arti...

Eymerich accennò un sorriso sarcastico.

– Il commercio, le arti – ripeté – pensiamo piuttosto a quanto se ne gioverebbero gli studi. I costumi. L’ordine. E la preghiera.

Pedro s’affretto ad annuire.

– Sì, certo. Però mi sembra difficile che una situazione del genere si realizzi mai, no?

– Non mettiamo limiti alla Provvidenza – rispose Eymerich, con un mezzo sorriso.

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