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27/07/2014

Gaza. Finita la tregua, piovono bombe

Il cessate il fuoco è durato solo 12 ore, nonostante i tentativi di estensione di altre quattro ore, fino alla mezzanotte di ieri sera. Dopo le 19 italiane, le forze israeliane hanno aperto il fuoco e ucciso, secondo il Ministero della Salute di Gaza, un uomo di 36 anni, Naem Abd al-Aziz Abu Thaher, 36, a Deir al-Balah. Bombe anche su Rafah.

La portavoce dell’esercito israeliano ha affermato che due missili sono stati lanciati dalle Brigate al-Qassam verso Tel Aviv alle 19.40, 40 minuti dopo la fine ufficiale della tregua. Le voci di un accordo di estensione di altre 4 ore non sono così state confermate. Contrastanti le voci su un’estensione di 24 ore della tregua di ieri: alcuni media riportano le dichiarazioni del portavoce di Hamas, Abu Zuhri, che si diceva d’accordo con un altro giorno di cessate il fuoco. Secondo altre fonti, il governo israeliano ha ordinato la ripresa dei bombardamenti dopo che Hamas non ha accettato l’estensione. Ieri sera il gabinetto di sicurezza israeliano aveva accettato il prolungamento della tregua di 4 ore su richiesta dell’Onu, ma le fazioni palestinesi hanno rifiutato definendolo non valido in quanto “i carri armati sarebbero rimasti dentro la Striscia e ai residenti non sarebbe stato possibile raggiungere le proprie case liberamente”.

Intorno alle richieste di Hamas, si sono stretti anche Jihad Islamica e Fronte Popolare che hanno dichiarato “inaccettabile un cessate il fuoco che non prevede il rispetto delle richieste della resistenza”.

Sale intanto il numero delle vittime palestinesi: dalle macerie delle case di Shajaiye e altre comunità che nei giorni precedenti sono state duramente colpite, i soccorritori hanno trovato oltre 150 corpi, facendo così salire il bilancio a oltre mille vittime. Quasi 6mila i feriti. Aumentano i morti anche tra i soldati israeliani: secondo fonti militari israeliane, sarebbero 43 i soldati uccisi durante l’offensiva contro Gaza.

E mentre tra le righe dei media israeliani, compare la notizia delle rivelazioni riportate dal corrispondente della BBC, Donnison (il portavoce della polizia israeliana, Micky Rosenfeld avrebbe rivelato che dietro il rapimento dei tre coloni il 12 giugno scorso non c’era Hamas, ma una cellula isolata), una piccola parte della società israeliana dice no all’attacco contro Gaza. Ieri sera a Tel Aviv 5mila persone hanno marciato nonostante i tentativi della polizia di impedire la protesta. Durante la giornata le forze di polizia hanno bloccato autobus provenienti da Haifa e Gerusalemme e minacciato di arrestare chiunque avesse preso parte alla manifestazione. Il movimento pacifista ha marciato comunque, con numeri molto elevati per una protesta a Tel Aviv, portando cartelli con su scritto “Basta occupazione” e “Stop al massacro di Gaza”. Quattro gli arrestati.

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