Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

14/10/2014

In Provincia vince Franchi (Pd) con i voti di Forza Italia, ma la sinistra potrebbe avere un consigliere in più

Estremo equilibrio nelle elezioni provinciali, il presidente sarà Pd ma nel Consiglio probabilmente prevarrà l'unione delle liste civiche di sinistra e Rifondazione.

Alla fine il Pd ha vinto. Le percentuali dicono 52% a Franchi contro il 48% a Parodi, ma potrebbe essere una vittoria di Pirro. Partiamo dall'inizio. Molti si sono risvegliati in questi giorni chiedendosi perché si stesse votando per le Province se Renzi aveva detto che le avrebbe abolite. A parte che Renzi ne dice tante, con la legge 56/14 le Province non sono sparite, ma sono stati ridefiniti molti dei suoi compiti e, soprattutto, hanno cessato di essere organi elettivi. A fare parte delle nuove giunte provinciali e dei nuovi consigli, infatti, saranno i sindaci, gli assessori o i consiglieri eletti dei Comuni che appartengono al territorio sotto cui la giurisdizione della provincia rimane. Fra i principali compiti rimasti alle Province ci sono settori di importanza strategica come le scuole, le materie ambientali e i trasporti.

A Livorno tuttavia, dopo la sconfitta del Pd nelle elezioni comunali, questo voto ha assunto un valore soprattutto simbolico anche se non coinvolgeva gli elettori. Il Pd infatti non avrebbe potuto sopportare un'altra sconfitta e quindi è sceso a patti col diavolo pur di non perdere. O meglio, hanno seguito la strategia delle alleanze del loro capo Matteo Renzi, che a Roma porta avanti la sua contro rivuluzione liberista con i voti di Forza Italia.


Alla fine l'hanno spuntata per pochi voti. Si sapeva fin dall'inizio che più che una sfida fra Pd e liste civiche di sinistra sarebbe stata una sfida nelle mani dei non partecipanti, cioè Forza Italia e Movimento 5 Stelle. I primi avevano presentato solo la lista dei consiglieri ma non il presidente per non disperdere il voto e concentrarlo sul candidato Pd, mentre i secondi non avevano presentato né lista né presidente per ordine di Beppe Grillo e Casaleggio che, per supposta coerenza, non volevano partecipare alle elezioni di un organo che vorrebbero far sparire.

Alla fine Forza Italia ha votato compatta per il candidato Pd, specialmente nelle roccaforti elbane dove la destra è più forte, mentre per Parodi hanno votato in massa i grillini di Livorno, ma sono mancati una decina di voti dai grillini di provincia.

La lista Assemblea Democratica (Rifondazione+Liste civiche di sinistra) è stata però quella che ha preso più voti perché per il consiglio Forza Italia ha votato per la sua lista. Il risultato, sempre da ufficializzare, è che dei dodici consiglieri ne dovrebbero essere andati 6 ad Assemblea Democratica (dei livornesi dovrebbero essere passati Marco Cannito e Marco Bruciati), 5 al Pd e 1 a Forza Italia. Morale della favola, il Pd se vuole avere una maggioranza deve strutturalmente allearsi con Forza Italia per tutto il mandato. Ma attendiamo i risultati ufficiali per poter validare questi ragionamenti. Se il Pd prendesse il sesto consigliere invece potrebbe avere una maggioranza indipendente, perché il presidente voterebbe come settimo.

Redazione - 13 ottobre 2014

Vedi anche


Nessun commento:

Posta un commento