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20/10/2022

L’Ucraina “ringrazia” l’Italia per i nuovi aiuti militari. Ma gli italiani restano contrari

Il Giornale di Odessa del 18 ottobre riferisce la notizia che l’Italia ha fornito all’Ucraina un nuovo pacchetto di assistenza militare.

Secondo il ministro della Difesa ucraino, Oleksiy Reznikov, questo pacchetto aiuterà l’Ucraina ad “aumentare significativamente la sua capacità di difesa contro l’aggressione russa”.“Siamo molto grati al governo della Repubblica italiana e al ministro della Difesa Lorenzo Guerini per aver fornito un nuovo pacchetto di aiuti militari”, ha affermato il ministro ucraino.

Secondo Reznikov, questo pacchetto aiuterà l’Ucraina ad “aumentare significativamente la sua capacità di difesa contro l’aggressione russa”.

Sul tipo di armamenti che l’Italia ha inviato all’Ucraina pesa il segreto imposto dal governo. Dobbiamo quindi fare affidamento su notizie da altre fonti come il giornale statunitense Politico, il quale a luglio ha intervistato il Primo ministro olandese, Mark Rutte, e questo si è lasciato sfuggire qualcosa.

Alla domanda se l’Italia avrebbe inviato anche gli obici Panzerhaubitze 2000 di fabbricazione tedesca, che ha nelle sue scorte, Rutte ha risposto che “dobbiamo ancora vedere” se saranno i Panzerhaubitze, ma ha aggiunto che “loro [gli italiani ] hanno affermato che oltre a ciò che stanno facendo i Paesi Bassi e la Germania, forniranno materiale simile”.

Come noto il ministero della Difesa italiano ha rifiutato di commentare una potenziale consegna di obici, affermando che “in Italia, l’elenco del materiale per l’Ucraina è classificato”.

Secondo il Center for European Political Analysis, finora, si ritiene che l’Italia abbia fornito all’Ucraina 150 milioni di euro di mitragliatrici pesanti, armi portatili anticarro e antiaeree, munizioni e dispositivi di protezione, che sono stati inviati in due tranches. Il nuovo pacchetto promesso dal governo italiano all’inizio di maggio è stato consegnato e più recentemente è stato consegnato un quarto pacchetto di aiuti militari. Come notoa il decreto Ucraina non prevede sedute o discussioni in Parlamento sugli ulteriori invii di armi all’Ucraina dopo quello iniziale. Sebbene l’elenco ufficiale sia classificato, secondo il sito specializzato Decode39, queste nuove tranches di armamenti includono un numero non divulgato di obici FH-70 da 155 mm trainati, missili antiaerei portatili “Stinger” e, possibilmente, uno stock di veicoli corazzati multiruolo “Lince”.

Il governo uscente (Draghi) e quello entrante (Meloni) continuano dunque a coinvolgere pesantemente l’Italia in una guerra che la maggiorazione della popolazione continua a contrastare apertamente e convintamente.

Anche a ottobre l’Ipsos ha rilevato come solo un italiano su quattro ritiene che si debba continuare con l’invio di armi a Kiev, mentre poco meno di un terzo spingerebbe l’Ucraina a fare concessioni territoriali per porre fine al conflitto. La metà degli italiani non prende le parti né della Russia né dell’Ucraina e il supporto a Kiev è in calo. Se è minima la parte di italiani che rivela di parteggiare per la Russia (7%), esiste la percezione che siano oltre due volte tanto quelli che stanno con Mosca (19%). In crescita chi ha posizioni «equidistanti» e sotto quota 50% il sostegno all’Ucraina.

Ma anche un recentissimo sondaggio pubblicato da istituti di “ispirazione atlantica” come l’Istituto Affari Internazionali insieme al Laps, rilevano che il 57% degli italiani si dichiara contrario all’invio di armi all’Ucraina da parte del governo italiano e che appena il 58% degli italiani pensa che Putin sia il principale responsabile del conflitto. Il 68% della popolazione concorda con l’affermazione secondo cui “Siamo in guerra anche noi perché mandiamo le armi in Ucraina”; la percentuale si assesta al 65% quando agli intervistati viene precisato che questa affermazione è di Silvio Berlusconi, a testimonianza di quanto si tratti di una posizione comunque ampiamente maggioritaria. Indicativo che soltanto nell’elettorato del centrosinistra (60%) e del terzo polo (72%) i favorevoli al sostegno militare sono la maggioranza.

Meglio che il PD e i seguaci di Calenda e Renzi si tengano ben lontani dalle manifestazioni per la pace. All’ipocrisia e all’opportunismo c’è un limite.

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