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29/10/2022

L’Algeria riconquista protagonismo nel mondo arabo

Se l’Occidente e il blocco euroatlantico pensavano ancora di essere i più furbi, i fatti si incaricano ancora una volta di smentirli.

Come noto l’Algeria aumenterà le esportazioni di gas verso l’Italia e l’Europa per sopperire alla fine delle forniture di gas russo dovuta alle sanzioni.

Assieme alla Cina, all’India e ad altri trentadue paesi, l’Algeria si è astenuta dalla risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che ha condannato l’annessione alla Russia di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia.

L’amministratore delegato della società statale algerina per l’energia, Sonatrach, ha rivelato che le esportazioni di idrocarburi nei primi cinque mesi del 2022 sono già aumentate del 70 per cento, raggiungendo un valore di 21,5 miliardi di dollari.

Tutti gli agenti della disinformazione euroatlantica in Italia come Open, Fact checker etc. si sono sbrigati a smentire che la società algerina per il gas, la Sonatrach, sia di proprietà della russa Gazprom.

E infatti non potrebbe esserlo perché la Sonatrach è la società statale algerina ed è proprietaria per conto dello Stato delle risorse naturali del paese. Ma che la collaborazione tra Sonatrach e Gazprom sia più che solida, è dimostrato non solo dal passato ma anche dal presente.

Rhourde Sayeh e Rhourde Sayeh Nord sono due grandi giacimenti inclusi nel territorio algerino di El Assel, dove i colossi del settore Gazprom e Sonatrach vogliono attivare le estrazioni nel 2025. Gazprom possiede il 49% contro il 51% di Sonatrach nella gestione esplorativa e di sfruttamento del giacimento di El Assel. Diversamente il giacimento di Hassi R’Mel verrà sfruttato interamente e solamente da Sonatrach.

Dunque in Algeria stanno arrivando un sacco di soldi in più per le maggiori forniture concordate con Italia e Unione Europea.

La newletter atlantista Affari Internazionali, fa sapere che nella bozza per la legge finanziaria del 2023 che le autorità algerine presenteranno al Parlamento entro fine novembre è prevista la crescita record delle spese militari, che passerebbero da 9 miliardi di dollari (circa 1300 miliardi di dinari) nel 2022 a ben 23 miliardi di dollari (3 mila miliardi di dinari). Insomma la Germania sembra aver fatto scuola. Storicamente, la spesa media annuale algerina per la difesa si attestava intorno ai 10 miliardi di dollari l’anno. Tale aumento di circa il 130% farebbe diventare l’Algeria uno dei paesi che spende di più in difesa al mondo.

Ma le nuove armi saranno in primis acquistate da Russia e Cina, storici fornitori di armi all’Algeria, scrive Affari Internazionali – ma anche da altri paesi come la Turchia e soprattutto, novità dell’ultimo periodo dall’Iran. Con questi ultimi due paesi ci sono interlocuzioni sui droni. L’Algeria, come altri paesi arabi (anche quelli di stretta osservanza sunnita) ha riavviato il dialogo con l’Iran, dopo anni di tensioni più o meno latenti, un riavvicinamento favorito dall’avvicinamento tra Marocco e Israele, che ha chiaramente messo in atto una serie di dinamiche geopolitiche con cui l’Algeria sta cercando di controbilanciare le conseguenze dell’allineamento tra marocchini e israeliani a seguito dell’Accordo di Abramo voluto dagli Usa ma sul quale è in corso un serio ripensamento di molti paesi arabi che lo avevano sottoscritto.

Ai primi di novembre l’Algeria ospiterà un vertice della Lega Araba che si annuncia molto diverso da quelli inutili e formali del passato. È vero che al vertice non potrà ancora partecipare la Siria. Nelle aspirazioni dell’Algeria questo 31esimo vertice voleva celebrare il ritorno della Siria nella Lega Araba dopo un decennio di esclusione, ma l’Arabia Saudita e l’Egitto hanno bloccato la mossa. L’Egitto ha dovuto però incassare un colpo perché la sua richiesta di rinviare il vertice della Lega Araba ad Algeri non è stata accettata. Inoltre non sarà presente il principe reggente saudita Mohammed Bin Salman “perché i medici gli sconsigliano viaggi all’estero”.

Ma l’Algeria arriverà al vertice della Lega Araba portando in dote l’accordo di riconciliazione tra tutte le organizzazioni palestinesi raggiunto proprio ad Algeri. Inoltre la tendenza alla normalizzazione delle relazioni arabo-israeliane ha creato un netto divario tra i firmatari dell’Accordo di Abramo e gli Stati arabi che finora si sono rifiutati di compiere questo passo. Infine, subito dopo il vertice si terranno esercitazioni congiunte russo-algerine, “Desert Shield 2022” .

La strategia euroatlantica fondata sull’ossessione antirussa e anticinese a quanto pare apre spazi e buchi per l’egemonia occidentale in molti altri quadranti.

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