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19/01/2024

Anche la Treccani indossa l’elmetto della disinformazione

In guerra, si dice spesso, la verità è la prima vittima e in questo vecchio adagio è caduta a quanto pare anche l’enciclopedia Treccani online.

Alla voce Bakhmut infatti, dopo un primo inquadramento della storia recente della città, si legge che la stessa è stata sottratta dall’esercito ucraino (“esercizio”, dice la voce, quasi come fosse una scrittura frettolosa) alle forze nemiche, ossia i russi, nel luglio del 2023.

Ora, da una parte, nell’informazione c’è una implicita assunzione di campo, essendo l’esercito russo connotato come l'”esercito nemico”, ossia opposto a quello per forza di cose “amico” rappresentato dall’esercito ucraino (e dalla Nato). Una scelta più politico-propagandistica che enciclopedica.

Dall’altra, si enuncia un falso storico allarmante nella sua gravità, essendo comprovato e di dominio pubblico il fatto che Bakhmut sia stata conquistata dall’esercito russo, e – se volete – anche con la presenza fondamentale del Gruppo Wagner, nel maggio del 2023 e durante la “controffensiva” ucraina, nonostante alcuni avanzamenti nelle colline circostanti, non sia mai passata in mano ucraina.

In questi due anni, con la guerra in Ucraina e il genocidio in corso a Gaza ad opera dello Stato d’Israele, il livello dell’informazione italiana si è appiattito in maniera preoccupante sulle veline dei organismi politici e militari che appoggiano e fomentano la guerra.

Ma se anche la Treccani indossa l’elmetto e si schiera al fianco dei peggio guerrafondai occidentali, la situazione forse è più preoccupante di quanto appare...

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