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mercoledì 26 luglio 2017

Se questa è una Repubblica...

La sorpresa è grande. Ricordavo La Repubblica come un giornale aperto, di sinistra, poco convenzionale. La sorpresa è grande, per chi come me, da anni abita fuori del paese e perde i contatti coi quotidiani italiani. La sorpresa deriva dalla lettura dell’articolo, apparso su Repubblica del 25 luglio, col titolo significativo: L’esodo dei migranti dal Niger all’Italia. E i militari francesi fanno finta di nulla. Una sorpresa che l’articolo conferma e rafforza con una serie di affermazioni che da convenzionali si trasformano in pericolosa sintonia coi venti dominanti del sistema.

L’esodo, il contrasto della migrazione col pretesto del traffico umano, i numeri citati (291 mila migranti) e soprattutto il riconoscimento, dato per scontato, che le frontiere dell’Europa si trovino nel Niger. Questi sono i fattori che giustificherebbero, secondo il giornalista, il giudizio negativo sull’atteggiamento passivo dei militari francesi presenti nella zona. La sorpresa è grande. L’esodo è l’immagine biblica di possibili ‘invasioni’ sulle italiche sponde. L’assunzione della categoria di migranti ‘disperati’, passivi oggetti nelle mani di commercianti e soprattutto la naturalizzazione delle frontiere esteriori dell’Europa, tutto per suffragare il giudizio negativo sui militari francesi.

Le cifre, del tutto improbabili; chi mai ha contato ‘291 mila’ migranti nel 2016 e chi mai ha contato i ‘22 mila’ finora partiti, quando qui, adesso, la migrazione è diventata un atto criminale? Com’è possibile parlare di file di camion pieni di migranti quando nel frattempo, ad Agadez, gli autisti e i ‘passeur’ stanno scioperando per mancanza di lavoro? Perché i militari francesi dovrebbero controllare i transiti di coloro che rischiano strade più pericolose e più onerose a causa delle restrizioni dei viaggi ‘regolari’?

Dovremmo ricordare invece alcune cose che, rasentando la banalità, rappresentano comunque punti di riferimento che il fenomeno migratorio evidenzia. La sorpresa è grande:

- si parla dei migranti come oggetti in mano a trafficanti e non si dice nulla sulle motivazioni che possono spingere a migrare altrove, anche col rischio della vita;

- neppure viene sfiorata l’idea che emigrare ‘regolarmente’ è praticamente impossibile viste le condizioni attuali dei visti d’ingresso;

- la Francia, come l’Italia, bada ai propri interessi;

- c’è un diritto riconosciuto dalla dichiarazione universale dei diritti umani che riconosce il diritto alla mobilità, che implica la possibilità di lasciare anche il proprio paese;

- dovremmo saperne qualcosa, milioni di connazionali hanno lasciato l'Italia...

- il Niger integra lo spazio CEDEAO, l’Africa Occidentale, che prevede la libera circolazione di beni e persone, non ha il diritto di fermare i migranti ad Agadez o Arlit, molto lontano dalle frontiere con Libia e Algeria.

- non tutte le persone che migrano hanno intenzione di raggiungere l’Europa.

In conclusione riaffermo che la sorpresa è grande. E’ l’Europa che non ha capito che il tempo del colonialismo è terminato e che il ‘bastone e la carota’, sintomo della politica occidentale, come affermato dall’autore dell’articolo in questione, ha terminato la sua funzione. La conferma è deludente, non abbiamo capito la direzione della storia e il senso vero della Repubblica.

Niamey, luglio 017

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