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24/09/2013

Egitto: fuorilegge i Fratelli Musulmani

Mano dura dei militari contro l'opposizione islamista. Un tribunale egiziano ha interdetto oggi le attività dei Fratelli Musulmani e ordinato la confisca dei beni della confraternita a cui appartiene il deposto presidente Mohammed Morsi, rovesciato con un colpo di stato militare il 3 luglio scorso.

La messa al bando dei Fratelli Musulmani è stata formalizzata oggi ma era stata ampiamente anticipata da diversi organi di stampa ed era prevedibile. La magistratura egiziana ha deciso anche la chiusura di tutte le sedi della confraternita.

Il ricorso contro la Fratellanza era stato presentato dal partito di sinistra, Tagammu, che ha accusato la fratellanza di detenere depositi di armi nei suoi uffici e di essere impegnata in attività illegali. Già in passato la Fratellanza era stata oggetto di ricorsi che, nel tentativo di vietarne le attività, sostenevano che non rispondesse ai requisiti della legge sulle ong.

La decisione del tribunale, alla quale potrà essere presentato ricorso, permette alle autorità di prendere di mira la rete del gruppo sui social media e di colpire così la base del sostegno al movimento, oggetto di una dura repressione da parte delle autorità e dei militari. La decisione del tribunale, a quanto scrive l’agenzia Mena colpisce “ogni istituzione collegata alla Fratellanza” Non è quindi escluso che ci siano ripercussioni anche per l’ala politica della Fratellanza, il partito Giustizia e libertà.

La Fratellanza ha trascorso in clandestinità gran parte della sua storia. Fondata nel 1928, è già stata messa fuori legge una volta nel 1954 dall’allora presidente Gamal Abdel Nasser. Da quel momento i suoi membri hanno lavorato in clandestinità alternando periodi di persecuzione politica ad altri di convivenza con il governo di turno, ad esempio ai tempi di Sadat. Nell’ultimo decennio del regime di Mubarak la situazione era leggermente migliorata, vista la tolleranza nei confronti di alcuni candidati definiti indipendenti eletti in parlamento grazie ai voti degli ambienti islamisti. Alle elezioni parlamentari del novembre 2005 i Fratelli avevano addirittura eletto 88 rappresentanti su 454. Ma poi l’anno successivo erano ripartite le persecuzioni e gli arresti. Poi l'exploit nel 2011, dopo la caduta del regime di Mubarak, quando la Fratellanza, che ha partecipato alle proteste, vince le elezioni e tenta di instaurare un nuovo regime, questa volta autoritario ed islamista, in particolare dal giugno del 2012 quando Morsi vince le elezioni presidenziali.

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