Dura condanna di Amnesty International all’offensiva
israeliana “Margine Protettivo” lanciata la scorsa estate contro la
Striscia di Gaza controllata dal movimento islamico Hamas. Le
Forze Armate israeliane a Gaza si sono “apertamente fatte beffa delle
leggi di guerra con attacchi su case civili, mostrando una insensibile
indifferenza alle carneficine provocate”, denuncia Philip Luther,
direttore di Amnesty International in Medio Oriente, a commento del
nuovo rapporto pubblicato ieri dal gruppo che tutela i diritti umani nel
mondo. Luther inviata a leggere il rapporto di Amnesty per prendere coscienza di “esempi di attacchi” israeliani che indicano “disprezzo per la vita dei civili palestinesi, ai quali non è stato dato avviso nè possibilità di fuga”.
Un attacco molto duro al quale si unisce la decisione dell’Assemblea
nazionale francese di affrontare la questione del riconoscimento dello
Stato di Palestina, in linea con il voto a favore giunto a inizio
ottobre dal Parlamento inglese e con il passo storico compiuto in quella
direzione dal governo svedese (primo nell’Europa occidentale). Un
gruppo di deputati della maggioranza socialista si prepara a depositare
una proposta di risoluzione per invitare il governo francese “a fare
del riconoscimento dello Stato della Palestina uno strumento per
ottenere una soluzione definitiva del conflitto”.
L’attuale situazione, scrivo i firmatari, “è insostenibile e
pericolosa perché nutre le frustrazioni e la sfiducia crescente tra le
due parti”. Pertanto, aggiungono, c’è “l’urgente necessità di arrivare a
una soluzione definitiva del conflitto che permetta la costituzione di
uno Stato democratico e sovrano di Palestina, coabitante in pace e
sicurezza con Israele”.
Tra i promotori
dell’iniziativa c’è anche l’ex ministro dell’istruzione Benoit Hamon, che sulla sua pagina
Facebook scrive: “Il ruolo della Francia è fare di tutto per incitare le parti in causa a
riprendere negoziati concreti che portino alla creazione di uno Stato
palestinese”, il riconoscimento della Palestina, “sarebbe un
atto politico forte per dimostrare la determinazione della comunità
internazionale a trovare uno sbocco pacifico e durevole al conflitto
israelo-palestinese”.
La probabile approvazione della mozione in ogni caso non sarebbe
vincolante per il governo francese, ma potrebbe spingere il presidente
Hollande e l’esecutivo a prendere una posizione più netta in materia.
Nei mesi scorsi, il ministro degli esteri Laurent Fabius si era detto
possibilista su un riconoscimento della Palestina.
Il governo Netanyahu non ha commentato la mozione al parlamento
francese. Il ministero degli esteri invece ha risposto al rapporto di
Amnesty definendolo uno “strumento di propaganda per Hamas e per altri gruppi terroristici”.
Secondo Israele il rapporto “non produce alcuna prova” in merito e
Amnesty “ignora crimini di guerra ben documentati compiuti da Hamas”.
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