Ci furono le condanne da parte di Ruggeri e altri esponenti del PD regionale.
Riportiamo il virgolettato del consigliere comunale livornese: “Quanto
accaduto alla Caserma Bandini è un fatto di una gravità inaccettabile,
uno spregio ai cittadini toscani, ai valori fondanti della Repubblica,
della Regione e di tutti gli organi di difesa dello Stato italiano,
compresa la Brigata Folgore che ha sempre dato testimonianza di grande
adesione ai valori repubblicani, soprattutto nelle operazioni di ‘peace
keeping’ in cui è stata impegnata in questi ultimi anni”. A cui si
accodarono l’Anpi provinciale e quella regionale e altre forze politiche
Bè insomma, venne montato un bel polverone insieme alle mozioni in regione di condanna e ci fu l’approvazione di un ordine del giorno firmato da Marco Ruggeri
sulla questione nel quale si specificava che “presso la caserma Bandini
di Siena un gruppo di circa trenta soldati appartenenti al 186°
reggimento Folgore, alla presenza di civili e di un reduce della
battaglia di El Alamein, ha cantato un inno fascista ed ha concluso tale
“esibizione” al grido “A noi”, chiaro riferimento alle gesta degli
appartenenti alla repubblica sociale di Salò”.
Per fortuna anche la stessa Folgore si
rende conto che l’episodio non è tollerabile (dato che il video ha avuto
una diffusione pubblica) ed ecco la sua presa di posizione con una piccola giustificazione: I vertici della Folgore: "Amareggiati e mortificati, siamo i primi ad
essere danneggiati da questi gesti". Ma il coro potrebbe essere stato
intonato durante un raduno di ex paracadutisti.
Dunque lo Stato Maggiore apre
un’inchiesta, i risultati saranno passati alla procura militare o civile
(a seconda di quello che emergerà) tranquillizza il Tirreno. Sempre
nello stesso articolo Giulio Corsi sottolinea: “Tra i protagonisti del
coro, come si vede dal filmato ripreso con uno smartphone, c'è un
anziano col basco amaranto e la divisa bianca. L'uomo è sempre ripreso
di spalle ma si tratta di Santo Pelliccia, classe 1923, reduce della
battaglia di El Alamein, dove morirono nell’ottobre del ’42 quattromila
soldati della Folgore. La sua presenza, insieme a quella di altri
personaggi in abiti civili, lascia pensare che l'episodio sia accaduto
in un'occasione particolare, probabilmente durante un raduno di ex
paracadutisti.
Secondo il giornalista del Tirreno la
sola presenza di Santo Pelliccia deve far capire che l’occasione non era
certamente una cerimonia ufficiale, ma un goliardico incontro casuale
nel piazzale di Brigata tra vecchi amici.
Il Comando di Livorno però non tollera
l’episodio e il maggiore Marco Amoriello, capo ufficio stampa della
Folgore precisa: “Un gesto stupido, che ci amareggia e ci mortifica,
dando vita ad un'immagine che non ci appartiene e che col lavoro serio
che portiamo avanti tutti i giorni, in Italia e all'estero, pensavamo
cancellata. I primi ad essere danneggiati siamo noi, semplicemente
perché non siamo quelli rappresentati in quel video. E' in corso
un'indagine interna per individuare i responsabili e capire se tra
questi ci sono eventualmente appartenenti alla forza armata. Se ci
fossero saranno presi i provvedimenti del caso".
Le indagini interne devono essere andate
a buon fine. Probabilmente la Folgore ha anch’essa riconosciuto la
presenza di Santo Pelliccia e per “punirlo” lo ha invitato alla
commemorazione di El Alamein che si è svolta ieri presso la Caserma
Vannucci. Per esporlo ancora più al ridicolo, avranno pensato i vertici
militari, in questa celebrazione ufficiale lo facciamo vestire, come ci
conferma sul Tirreno di oggi sempre Giulio Corsi, con la divisa bianca
del regio esercito.
Non sappiamo se siano più gravi le prese
per il culo delle istituzioni che condannano un episodio (che avviene
regolarmente) solo quando finisce su youtube, se siano più gravi le
prese di posizione di circostanza come quelle del PD che invece hanno
sempre difeso a spada tratta la commemorazione di El Alamein a Livorno,
concedendo spazi pubblici fino anche allo stadio comunale di Livorno, se
sia più grave il fatto che personaggi fascisti e nostalgici come
Pelliccia, vengano invitati a commemorazioni ufficiali nonostante gli
episodi passati, o se non sia più grave che in un’Italia repubblicana,
nata dalla resistenza di cui ricorrerà il 70° anniversario della
Liberazione tra pochi mesi, nata dal sacrificio dei partigiani che hanno
perso la vita per un paese libero, si permetta a un vecchietto
nostalgico di presenziare a una commemorazione ufficiale di una
battaglia fascista, con una divisa regia.
E intanto le istituzioni tacciono e
l'anno prossimo rifaranno finta di niente. Compresi quelli come Ruggeri
che quando un episodio accade lontano da casa sua fa il battagliero in
consiglio regionale ma quando il problema si sposta a Livorno diventa un
agnellino o meglio, uno struzzo. Nogarin invece con questa gente voleva
anche fare un bel lancio col paracadute. Se lo dovesse fare non si
dimentichi a casa il fez e la camicia nera. Stendiamo un velo pietoso
sull'Anpi che spesso è andata alla caserma Vannucci a partecipare alla
commemorazione. C'erano anche quando La Russa esaltò la XMas?
Link: El Alamein a Livorno: continua rassegna nostalgica e fascista. E le istituzioni fanno finta di niente (galleria fotografica)
redazione, 2 novembre 2014
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