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05/11/2014

El Alamein, nostalgia fascista. E le istituzioni livornesi stanno a guardare

Soltanto 3 mesi fa era stato diffuso in rete un video in cui alcuni militari della Folgore, insieme al reduce di El Alamein, Santo Pelliccia, cantavano l’inno fascista “se non ci conoscete”. Il tutto avveniva nel cortile della caserma Bandini di Siena. La cosa creò scandalo e disapprovazione, soprattutto in chi non sa, o fa finta di non sapere cosa avviene nel mondo militare, e della Folgore in particolare.

Ci furono le condanne da parte di Ruggeri e altri esponenti del PD regionale. Riportiamo il virgolettato del consigliere comunale livornese: “Quanto accaduto alla Caserma Bandini è un fatto di una gravità inaccettabile, uno spregio ai cittadini toscani, ai valori fondanti della Repubblica, della Regione e di tutti gli organi di difesa dello Stato italiano, compresa la Brigata Folgore che ha sempre dato testimonianza di grande adesione ai valori repubblicani, soprattutto nelle operazioni di ‘peace keeping’ in cui è stata impegnata in questi ultimi anni”. A cui si accodarono l’Anpi provinciale e quella regionale e altre forze politiche

Bè insomma, venne montato un bel polverone insieme alle mozioni in regione di condanna e ci fu l’approvazione di un ordine del giorno firmato da Marco Ruggeri sulla questione nel quale si specificava che “presso la caserma Bandini di Siena un gruppo di circa trenta soldati appartenenti al 186° reggimento Folgore, alla presenza di civili e di un reduce della battaglia di El Alamein, ha cantato un inno fascista ed ha concluso tale “esibizione” al grido “A noi”, chiaro riferimento alle gesta degli appartenenti alla repubblica sociale di Salò”.

Per fortuna anche la stessa Folgore si rende conto che l’episodio non è tollerabile (dato che il video ha avuto una diffusione pubblica) ed ecco la sua presa di posizione con una piccola giustificazione: I vertici della Folgore: "Amareggiati e mortificati, siamo i primi ad essere danneggiati da questi gesti". Ma il coro potrebbe essere stato intonato durante un raduno di ex paracadutisti.

Dunque lo Stato Maggiore apre un’inchiesta, i risultati saranno passati alla procura militare o civile (a seconda di quello che emergerà) tranquillizza il Tirreno. Sempre nello stesso articolo Giulio Corsi sottolinea: “Tra i protagonisti del coro, come si vede dal filmato ripreso con uno smartphone, c'è un anziano col basco amaranto e la divisa bianca. L'uomo è sempre ripreso di spalle ma si tratta di Santo Pelliccia, classe 1923, reduce della battaglia di El Alamein, dove morirono nell’ottobre del ’42 quattromila soldati della Folgore. La sua presenza, insieme a quella di altri personaggi in abiti civili, lascia pensare che l'episodio sia accaduto in un'occasione particolare, probabilmente durante un raduno di ex paracadutisti.

Secondo il giornalista del Tirreno la sola presenza di Santo Pelliccia deve far capire che l’occasione non era certamente una cerimonia ufficiale, ma un goliardico incontro casuale nel piazzale di Brigata tra vecchi amici.

Il Comando di Livorno però non tollera l’episodio e il maggiore Marco Amoriello, capo ufficio stampa della Folgore precisa: “Un gesto stupido, che ci amareggia e ci mortifica, dando vita ad un'immagine che non ci appartiene e che col lavoro serio che portiamo avanti tutti i giorni, in Italia e all'estero, pensavamo cancellata. I primi ad essere danneggiati siamo noi, semplicemente perché non siamo quelli rappresentati in quel video. E' in corso un'indagine interna per individuare i responsabili e capire se tra questi ci sono eventualmente appartenenti alla forza armata. Se ci fossero saranno presi i provvedimenti del caso".

Le indagini interne devono essere andate a buon fine. Probabilmente la Folgore ha anch’essa riconosciuto la presenza di Santo Pelliccia e per “punirlo” lo ha invitato alla commemorazione di El Alamein che si è svolta ieri presso la Caserma Vannucci. Per esporlo ancora più al ridicolo, avranno pensato i vertici militari, in questa celebrazione ufficiale lo facciamo vestire, come ci conferma sul Tirreno di oggi sempre Giulio Corsi, con la divisa bianca del regio esercito.

Non sappiamo se siano più gravi le prese per il culo delle istituzioni che condannano un episodio (che avviene regolarmente) solo quando finisce su youtube, se siano più gravi le prese di posizione di circostanza come quelle del PD che invece hanno sempre difeso a spada tratta la commemorazione di El Alamein a Livorno, concedendo spazi pubblici fino anche allo stadio comunale di Livorno, se sia più grave il fatto che personaggi fascisti e nostalgici come Pelliccia, vengano invitati a commemorazioni ufficiali nonostante gli episodi passati, o se non sia più grave che in un’Italia repubblicana, nata dalla resistenza di cui ricorrerà il 70° anniversario della Liberazione tra pochi mesi, nata dal sacrificio dei partigiani che hanno perso la vita per un paese libero, si permetta a un vecchietto nostalgico di presenziare a una commemorazione ufficiale di una battaglia fascista, con una divisa regia.

E intanto le istituzioni tacciono e l'anno prossimo rifaranno finta di niente. Compresi quelli come Ruggeri che quando un episodio accade lontano da casa sua fa il battagliero in consiglio regionale ma quando il problema si sposta a Livorno diventa un agnellino o meglio, uno struzzo. Nogarin invece con questa gente voleva anche fare un bel lancio col paracadute. Se lo dovesse fare non si dimentichi a casa il fez e la camicia nera. Stendiamo un velo pietoso sull'Anpi che spesso è andata alla caserma Vannucci a partecipare alla commemorazione. C'erano anche quando La Russa esaltò la XMas?


redazione, 2 novembre 2014

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