Presentazione
Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
05/11/2014
Ribelli ‘moderati’ mollano in Siria l’ arsenale Usa
È accaduto già molte altre volte nella storia e tende a ripetersi: i generosi ‘aiuti’ americani a degli alleati molto poco motivati che finiscono nelle mani dei nemici molto più decisi nell’usare quelle armi.
Con l’aiuto dei consiglieri militari americani, le forze irachene si preparano a lanciare a primavera una grande offensiva contro i jihadisti dell’Isis nel Nord dell’Iraq. Ma - scrive Enduring freedom- i miliziani filo-al Qaeda del Fronte al Nusra hanno inflitto un colpo ai ribelli dell’esercito Siriano Libero impossessandosi delle loro armi. Ed è questo il problema. Tra le basi conquistate dal Fronte c’è il quartier generale del gruppo che sotto l’ombrello dell’Esercito Siriano Libero ha ottenuto la maggiore quantità di assistenza militare dagli Usa, compresi i primi missili anticarro Tow. Pessimo.
I ribelli, secondo quanto riferito da residenti della zona, hanno abbandonato le loro armi e sono fuggiti senza combattere. I miliziani di al Nusra hanno poi sconfitto anche un altro gruppo sostenuto dagli Usa, il Fronte rivoluzionario siriano, che ha consegnato le sue basi nella regione di Jabal al Zawiya. Un video postato su Youtube mostra i vincitori che entrano in possesso di un loro deposito di armi, a Deir Sunbul. Le conseguenze delle perdite nella regione settentrionale di Idlib, sostegno diversi analisti, potrebbero rivelarsi molto pesanti per i ribelli ‘moderati’ ma anche per il Pentagono.
Soprattutto ora che gli iracheni, col sostegno di centinaia di consiglieri militari americani, stanno pianificando l’offensiva di primavera per riconquistare Mosul e altri centri che collegano la regione alla Siria. Il piano richiede l’utilizzo e l’addestramento di tre nuove divisioni irachene, per un totale di almeno 20 mila soldati. Ci sono anche difficoltà di carattere politico-confessionale, ad esempio per l’utilizzo delle milizie sciite, o il numero ed eventuale impiego sul campo dei consiglieri militari Usa. Certo che per avere la meglio sull’Isis, ci vorrà comunque “uno sforzo di tre-quattro anni”
Parola di capo di stato maggiore dell’esercito Usa, generale Raymond Odierno, di decise origini italiane.
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