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lunedì 31 dicembre 2018

Vuoto all’Interno

di Alessandra Daniele

Salvini è sempre in maschera. Sempre in costume. È passato dalle felpe padane geolocalizzate, a quelle poliziesche paramilitari da golpista, con un breve intervallo in completo ministeriale dello stesso blu elettrico del suo nuovo logo “Noi con Salvini”.

Il costume è un esoscheletro. Un guscio. Un carapace.

Salvini è sempre in scena. Fa anche la pubblicità.

“Sono un tipo normale che fa cose normali”. Chi è davvero normale non ha bisogno di ripeterlo così ossessivamente.

Salvini È una maschera. E sotto la maschera, niente.

Non ha vere idee politiche, soltanto un paio di slogan razzisti da stadio.

È passato direttamente dal secessionismo di “Padania is not Italy”, al nazionalismo di “Prima gli italiani”.

Ha speso tutta la campagna elettorale a promettere meno tasse per tutti, e poi ha firmato una manovra finanziaria che le aumenta.

Sventola il Vangelo ai comizi, e respinge i profughi la notte di Natale.

Salvini È un guscio. Vuoto.

Non ha ideali, non ha competenze, non ha abilità, a parte attribuirsi le vittime della Dottrina Minniti come un mitomane, e ripetere ossessivamente ai suoi followers “Sono uno di voi”.

Salvini è un green screen su cui i suoi elettori proiettano la loro rabbia. E lo schermo l’assorbe e la neutralizza, così che si perda senza arrivare a nuocere davvero alle élite.

Si perda nel vuoto.

Salvini resterà in scena più di Renzi, perché i suoi elettori ne hanno un bisogno disperato, è la loro ultima, rabbiosa illusione di potere.

Ma alla fine la maschera cadrà, il guscio andrà in pezzi.

E non resterà che un oscuro, famelico vuoto.

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