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martedì 18 dicembre 2018

Libano - I comunisti in piazza: “Ci ispiriamo ai Gilet gialli”


“Istruzione gratuita, aumento dei salari e blocco degli aumenti delle tasse, in tutti i Paesi si chiedono le stesse misure come se si trattasse di un movimento internazionalista”, ha dichiarato il segretario del Partito comunista libanese, Hanna Gharib, dopo una grande manifestazione per le strade di Beirut, paragonando le proteste in Libano a quelle dei “Gilet gialli” in Francia.

Migliaia di persone hanno partecipato ieri alla manifestazione organizzata dal Partito Comunista Libanese, l’Organizzazione popolare nasseriana, la Federazione Nazionale dei Lavoratori e dei dipendenti, altre organizzazioni di sinistra e gruppi di sostenitori per protestare contro la corruzione nelle istituzioni politiche, con lo slogan: “Per le strade contro la politica che porta al collasso”.

La manifestazione in cui hanno scandito slogan contro la corruzione e confessionalismo, davanti alla sede della Banca Centrale del Libano, nel quartiere di Hamra, si è diretta verso la piazza Riad el-Solh, nel centro della città di Beirut. I partecipanti hanno gridato slogan per “la fine dello stato di corruzione” e hanno anche cantato inni patriottici e rivoluzionari

Il segretario generale del Partito comunista libanese Hanna Gharib ha dichiarato che il movimento di ieri è un primo passo nel processo di lotte che crescerà e ha accusato la classe dominante per l’aumento del debito estero che ha raggiunto i 100 miliardi di dollari.

Gharib ha aggiunto che non è giusto che i poveri del paese paghino il 70% del valore del debito pubblico mentre gli “squali” solo il 30%

Il PCL chiede salari più alti nei settori pubblico e privato, l’introduzione di una tassa progressiva, la costruzione di centrali elettriche e la fine della legge sulla riservatezza bancaria. Da parte sua, Oussama Saad, presidente dell’Organizzazione Popolare nasseriana, ha sostenuto che la “crisi politica” che attualmente attraversa il Libano nel settimo mese del vuoto di governo “riflette la crisi del sistema libanese e non semplicemente una crisi di formazione di un nuovo governo”.



Saad ha aggiunto: “Continueremo a protestare fino a quando non otterremo i diritti del popolo per l’assistenza sanitaria, l’istruzione gratuita, occupazione, alloggio, previdenza e vita dignitosa per gli anziani, l’elettricità, l’acqua e la gestione trasparente per un paese onesto senza corruzione”. In un’intervista con il quotidiano Al-Akhbar, Hanna Gharib ha paragonato esplicitamente la protesta di ieri con il movimento dei “Gilet gialli” in Francia, che “rifiuta le misure destinate a essere imposte in Libano”, riferendosi al previsto conferenze economiche di Parigi I, II, III, nonché la conferenza “CEDRE”.

Il movimento di “Gielt gialli” ci ha incoraggiato a protestare perché abbiamo rivendicato per 30 anni “Educazione gratuita, aumento dei salari e blocco degli aumenti delle tasse”, ha aggiunto Gharib. “Oggi, in tutti i paesi, i cittadini chiedono misure simili, come se si trattasse di un movimento internazionalista”, ha sostenuto Gharib.

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