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domenica 23 dicembre 2018

Il governo è già in crisi di consensi ma non si vedono alternative

Da un sondaggio di queste ultime ore, viene fuori che il #governo, dopo quasi otto mesi di vita, riscuote solo un misero 39%. Tuttavia, alla domanda “chi votereste?” Il 61% risponde #M5S e #Lega.

Dunque, nonostante tutte le promesse fatte in campagna elettorale in gran parte disattese con questa manovra di bilancio, le due forze di governo, non perdono consensi perché tanti, nel disincanto e nell’assenza di offerte politiche alternative, riguardo ai due capisaldi gialloverdi – reddito di cittadinanza e quota 100 – penseranno “se non è zuppa, è pan bagnato”.

Certo, quando capiranno che il reddito di cittadinanza non è altro che un reddito di inclusione un po’ più largo e che la legge Fornero è rimasta intatta in tutto il suo splendore, forse, si incacchieranno un bel po’, perché il divario tra le aspettative create e la modestia dei provvedimenti approvati è enorme.

Ma ci vorrà del tempo perché l’ennesimo inganno si disveli in tutta la sua portata, rompendo il sapiente muro della propaganda messo in piedi da Lega e 5S.

Senza alcun dubbio questi al governo sono dei grandissimi cialtroni, perché non hanno mai avuto nessuna idea, nessun programna e nessun piano A, B o C riguardo l’affrancamemto dalla “schiavitù nei confronti dell’Europa delle banche”, cui hanno ceduto anche quel poco di sovranità popolare che era rimasta, espropriando il Parlamento di qualsiasi discussione sul documento di programmazione economica, facendosi scrivere il maxi-emendamento direttamente da Bruxelles.

Per quel che se n’è appreso pioveranno pietre: blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione; blocco dell’indicizzazione delle pensioni; tassa dei rifiuti nella bolletta della luce per i comuni in dissesto; scompare l’agevolazione per la classificazione sismica degli edifici. E dulcis in fundo: la clausola di salvaguardia sull’IVA viene sospesa per il 2019, ma poi scatterà un aumento di 23 miliardi nel 2020 e di 29 miliardi nel 2021 (aliquota agevolata, ora al 10%, passerebbe dal 2020 al 13%, mentre quella ordinaria, oggi al 22%, salirebbe nel 2020 al 25,2% e nel 2021 addirittura al 26,5%)!! E sempre dal 2020, ci sarà un aumento delle accise per un valore di 400 milioni di euro all’anno.

Numeri terrificanti ma perfettamente in linea con il Trattato UE sullla “stabilità”, ovvero, il famigerato “Fiscal Compact”. Per reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni vengono stanziati 4,6 miliardi in meno rispetto ai fondi inizialmente stanziati.

Dunque, tutto il can-can del grande “cambiamento” è servito solo per distribuire ancora delle mancette una tantum; né più, né meno di quanto fece Renzi, per di più, dopo aver scatenato una vergognosa e criminale guerra ai poveri ed ai migranti.

Una manovra, in sé e per sé, vuota di qualsiasi prospettiva che mantiene il paese un un limbo, che fa letteralmente a pugni con l’urgenza e la drammaticità dei suoi enormi problemi e che si mantiene saldamente entro i vincoli del cosiddetto “patto di stabilità”. Insomma, tanto rumore per nulla.

Ma allora come si spiega la permanenza di un ampio consenso nei confronti delle forze di governo (ma non più nel governo)? Solo in un modo: chi c’era prima ha solo prodotto solo massacri sociali, sottratto diritti e rubato a profusione ed è assai difficile immaginare che una frettolosa e posticcia operazione di restyling possa fare apparire quei signori come nuovi ed alternativi a quelli che governano ora.

Il fatto è che la vecchia #sinistra è defunta da un pezzo ed i suoi eredi non hanno più alcuna credibilità, sebbene continuino imperturbabili ad alimentare i molti sistemi e sotto-sistemi di potere che ancora sopravvivono a livello territoriale, nell’intreccio di apparati di funzionari politici e sindacali e clientele, mafie e massonerie locali. E non è certo da questa melma che può venir fuori un’#alternativa.

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