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21/08/2022

Germania - Indagine contro Abu Mazen per “istigazione all’odio"

Un ulteriore segno del recente deterioramento delle relazioni del governo socialdemocratico tedesco di Olaf Scholz con l’Autorità Palestinese (o dei legami ancora più stretti di Berlino con le autorità di occupazione e il primo ministro provvisorio israeliano Yair Lapid) è leggibile nella decisione della polizia tedesca di avviare venerdì le indagini in “istigazione all’odio” contro il presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen).

Le indagini prendo spunto dalle dichiarazioni del leader palestinese su “50 olocausti contro i palestinesi” da parte delle autorità occupanti dopo l’inizio della “Nakba” (la pulizia etnica della Palestina da parte degli israeliani) nel 1949. Le dichiarazioni di Abbas sono state rilasciate a Berlino mercoledì sera, in una conferenza stampa di un’intervista congiunta con il leader tedesco, ma sono state condannate nel modo più forte 24 ore dopo, a causa delle proteste delle autorità israeliane.

“Dal 1947 ad oggi, Israele ha commesso 50 massacri in 50 villaggi e città palestinesi, 50 massacri, 50 olocausti, e ancora oggi abbiamo la morte quotidiana da parte dell’esercito israeliano”, ha detto Abu Mazen.

Un portavoce della polizia giudiziaria tedesca a Berlino ha annunciato venerdì che la polizia aveva accettato una denuncia contro Abbas per “relativizzazione dell’Olocausto”. Il Dipartimento speciale della Polizia giudiziaria ha quindi avviato un’indagine, per la quale prevede di informare “presto” la Procura, che deciderà se procedere o meno, ha spiegato all’Afp un rappresentante della polizia.

Il ministero degli Esteri tedesco ha chiarito che, sebbene la Germania non riconosca i Territori Palestinesi come stato, il leader palestinese gode dell’immunità dalle indagini delle autorità giudiziarie tedesche perché si è recato in visita ufficiale nel Paese.

Più di 130 paesi riconoscono la Palestina come stato, ma non la Germania. Berlino, invece, ha stabilito relazioni diplomatiche con l’Autorità Palestinese.

Reazioni come quelle della Germania rafforzano le atrocità delle forze di occupazione israeliane, che quasi ogni giorno uccidono e arrestano anche adolescenti.

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