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30/08/2022

Israele liberi Khalil Awawdeh, in sciopero della fame da 6 mesi

Aumentano le richieste a livello internazionale per il rilascio del prigioniero palestinese Khalil Awawdeh mentre si avvicina a sei mesi di sciopero della fame contro la sua continua detenzione senza accusa da parte di Israele.

Awawdeh, 40 anni, padre di quattro figlie, è stato arrestato dall’esercito israeliano dalla sua casa di Ithna, nella Cisgiordania meridionale occupata da Israele, nel dicembre 2021 e tenuto sotto la cosiddetta “detenzione amministrativa” israeliana.

È uno dei circa 670 palestinesi nelle carceri israeliane detenuti secondo la politica israeliana, che consente la detenzione a tempo indeterminato senza processo o accusa sulla base di “prove segrete” che né i detenuti né i loro avvocati possono vedere.

Le autorità israeliane inizialmente hanno arrestato Awawdeh con l’accusa di essere un “operativo” della Jihad islamica palestinese, un’accusa che il suo avvocato ha negato, ed ha affermato che la detenzione amministrativa è necessaria per “motivi di sicurezza”. I gruppi per i diritti umani affermano che è una forma di punizione collettiva e una violazione del diritto internazionale.

La Jihad islamica aveva chiesto il rilascio di Awawdeh come parte delle condizioni di un accordo di cessate il fuoco del 7 agosto che pose fine ai tre giorni di bombardamento israeliano su Gaza, in cui furono uccisi 49 palestinesi, inclusi 17 bambini.

Tuttavia, le autorità israeliane hanno finora rifiutato di rilasciarlo e il 21 agosto la Corte Suprema israeliana ha respinto un ricorso presentato dal suo avvocato per il suo rilascio immediato. Le condizioni di Awawdeh sono critiche, ora pesa solo 38 kg.

Le immagini di un Awawdeh estremamente emaciato, condivise da sua moglie domenica, un giorno dopo aver visitato la sua stanza d’ospedale, hanno portato a crescenti richieste per il suo rilascio, anche da parte della delegazione dell’Unione europea (UE) in Palestina la quale ha chiesto che a meno che non venga accusato immediatamente, deve essere rilasciato!

In risposta alla dichiarazione dell’UE sulle condizioni di Awawdeh, diversi attivisti e operatori per i diritti umani hanno chiesto all’organismo di compiere azioni concrete verso Israele piuttosto che semplici parole.

Al Jazeera ha diffuso un tweet di Kamel Hawwash, attivista accademico e per i diritti britannico-palestinese: “Presumibilmente questo è quanto l’#UE “scioccata” si spingerà in questa materia. Quest’uomo #palestinese sta morendo perché #ApartheidIsrael... può fare tutto ciò che vuole verso gli abitanti #palestinesi e non dovrà affrontarne conseguenze”. “L’UE è così complice dei suoi crimini perché le fornisce copertura”, ha aggiunto Hawwash.

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