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06/11/2014

L’arsenale del mondo è stelle e strisce Russia Nano


Export militare: i dati 2014 di Usa e Russia forniti dalla Defense Security Cooperation Agency. Cifre da brivido: sempre in salita quelle statunitensi ora a quota 35 miliardi anno, in calo la Russia sotto embargo che non arriva a 15. I 29 miliardi spesi dall’Arabia Saudita per avere ben 84 F-15.

Secondo i dati forniti dalla Defense Security Cooperation Agency, nei primi nove mesi del 2014 le aziende statunitensi impegnate nel settore Difesa hanno esportato armamenti e servizi legati alla tecnologia militare per 31,2 miliardi di dollari. Considerando gli ulteriori accordi di cooperazione esterni al programma US Foreign Military Sales - ci tiene a precisare con puntiglio militare il colonnello Eugenio Roscini Vitali su ‘Analisi Difesa’- entro la fine dell’anno la cifra dovrebbe raggiungere i 34.2 miliardi di dollari. Risultato leggermente superiore a quello ottenuto nel 2013.

Ovviamente, come in ogni mercato, ci sono anche le ‘occasioni’ impreviste. Una guerra qua, una là, e l’industria degli armamenti campa. Ad esempio nel 2012, anno in cui l’export ha fatto ‘boom’ e ha toccato il tetto dei 60 miliardi di dollari grazie ai 29 miliardi spesi dall’Arabia Saudita per avere ben 84 Boeing F-15 Eagle. Comunque sia, nella sua ‘normalità’ il settore ha registrato una percentuale di crescita costante, passando dai 16 miliardi del 2006 ai 30 miliardi del 2013. Cifra che non è decisamente male anche se non racconta di prospettive rassicuranti sotto altri punti di vista.

Ma se vuoi trovarti paura guardati attorno. Fronte opposto. Secondo quanto diramato dal Federal Service for Military-Technical Cooperation, tra gennaio ed ottobre, il settore industriale russo della Difesa ha esportato armi per 9.8 miliardi di dollari. L’agenzia di stampa russa Novosti sottolinea che secondo le proiezioni, su base annua il dato rimane sensibilmente al di sotto dei 15.7 miliardi raggiunti nel 2013. Per gli analisti, il risultato inferiore alle previsioni del Cremlino è legato alle sanzioni Usa ed Eu contro la Russia sulla questione Ucraina. Di armi se ne usano di più ma se ne vendono di meno.

Aziende russe come la Oboronprom, la United Aircraft Corporation e la Uralvagonzavod hanno, infatti, subito notevoli restrizioni e limitazioni, vedendosi negata la possibilità di ricercare capitali finanziari sui mercati nord americani ed europei. L’Ue ha vietato la vendita di qualsiasi prodotto a tutte quelle società russe coinvolte nella progettazione e produzione di sistemi militari. Poi il caso delle portaelicotteri francesi Mistral. Rischio penale da 3 a 10 miliardi di euro. Centinaia di posti di lavoro in ballo. Per gli esperti militari non saranno le 2 navi a modificare la difesa della Russia.

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