In una recente e attesa conferenza a Francoforte, un signore distinto e ben vestito improvvisamente si impegna in una affermazione decisa. Ovvero che ci sono "forze che cospirano per tenere bassa l'inflazione". Il mondo non solo è vasto ma è pieno di gente curiosa, anche distinta e ben vestita che vive di fantasie e linguaggi del complotto. Si può benissimo passare oltre. Solo che questo signore si chiama Mario Draghi e di mestiere fa il presidente della Bce. Letteralmente la frase di Draghi pronunciata a Francoforte è “there are forces in the global economy today that are conspiring to hold inflation down”.
Si è aperta, per il pontefice della moneta europea, un conflitto tra scuole di interpretazione sul significato di questa frase. Se tradurre la parola magica di "conspiring to hold inflation down" in cospirare o concorrere. L'Ansa ha sparato subito cospirazione, il nostro è paese di complottismo, ma dipende tutto da quale è il soggetto del "conspiring". Se il soggetto è definito (ad esempio precisi indicatori economici o aziende o istituzioni in un contesto chiaro) si può tradurre in "concorrere". Draghi ha invece usato, come soggetto, il più allusivo ed oscuro "forces" ed ecco così che appare la cospirazione da guerre stellari. Nelle guerre finanziarie, come in quelle sul campo, anche la sfumatura di una traduzione può essere assassina.
Però nonostante Draghi abbia rappresentato una cospirazione qui le forze non sono per niente oscure. Facciamola (molto) semplice: la Cina e i mercati emergenti stanno affondando. A Wall Street molti hanno bisogno di continuare una stagione a basso costo per fare affari (o meglio bolle finanziare). Cosa ti accade in pochissimi giorni? Che il dollaro fa la più spettacolare caduta degli ultimi 20 anni, e che le autorità federali americane cominciano a far filtrare la notizia che la stagione del prestito alle borse di denaro a costo zero potrebbe continuare. Due fatti che 1) aiutano la Cina e i paesi emergenti a ridurre, all’improvviso, il proprio debito che è valutato in dollari 2) servono a Wall Street per sapere che potrebbe avere più soldi a costo zero. Poi ovviamente 3) L’economia americana può così spuntare un po' di competitività col cambio favorevole.
Per l’Europa una situazione così è un dramma. Il Telegraph se ne è accorto subito che il tentativo di salvare la Cina dal dollaro alto, per non farla scoppiare di debiti, mette in difficoltà seria l’Europa
Anche qui semplifichiamo: l’euro si apprezza. L’economia trova così meno sbocchi per l’export e resta al palo di una deflazione che blocca il mondo finanziario, specie quello legato a bond e fondi pensione. Quindi altro che forze oscure del complotto: è il normale funzionamento del capitalismo quando entra nella logica del ribasso per affamare il concorrente. Uno scontro sul valore delle monete che impoverisce chi finisce fuori mercato, con valori di cambio troppo alti. Draghi, nel suo discorso, ha fatto capire di avere bisogno di tante cose. E soprattutto di un po' di ribasso dell’euro, per poter far circolare merci e un po' d'inflazione. E l’inflazione, regolata, distrugge un po' di debito pubblico e, alla fine della fiera, fa ripartire i tassi alti. Così alla fine del giro hanno guadagnato, sulla carta, un po’ tutti in Europa: economa reale, debito pubblico, operatori finanziari. Il problema è che anche gli altri sistemi economici, altro che forze oscure del complotto, cercano di praticare la stessa politica. Per cui si innesca una gara al ribasso della propria moneta che comporta solo squilibri di sistema globale.
Anche perché, sul piano di comando del capitale che è la finanza, in prospettiva in Europa, dopo il ribasso euro ci sarebbero fondi di investimento, di dimensioni finanziarie ben superiori ai Pil degli stati, o fondi pensione che avrebbero bisogno della passo successivo. Ovvero bisogno di tassi di interesse più alti per sopravvivere. E che già oggi fanno di tutto perché sia così. Muovendosi sul mercato, nelle istituzioni e nella stessa Bce (ci sono fondi tedeschi ad esempio che hanno queste necessità e "parlano" con i membri del board Bce). Causando, nel frattempo, alti e bassi impressionanti e repentini negli indici di borsa, nei quali gli speculatori si sanno muovere. Giusto il Manifesto, per mano di Alfonso Gianni, può però credere che Draghi stia lottando contro "le forze dell'austerità". Draghi è intrappolato, come gli altri banchieri centrali, nelle necessità della finanza che sono fuori dal mondo. Da una parte nella finanza globale c’è il bisogno di tassi alti, per pagare rendimenti certi, esempio per le pensioni dei fondi, dall’altra, negli stessi soggetti, di avere denaro a buon mercato per investire. E’ come se uno andasse dalla propria banca e pretendesse di avere due conti correnti. Uno nel quale può ritirare denaro illimitato a interesse zero. L’altro dove può depositare, magari gli stessi soldi, a interesse alto. La finanza globale si muove secondo queste esigenze. Sinistrando il pianeta.
Una situazione globale di stallo e drammatica assieme. Che va presa sul serio nel momento in cui questo paese può veder saltare allegramente il proprio sistema bancario e trovarsi inoltre in una spirarle di austerità, deflazione e depressione economica. Non è che ci divertiamo a fare Cassandra, anche perché non è piacevole andare a giro e vedere la gente che fa gli scongiuri quando passi, solo che questo paese sta correndo rischi enormi mentre, sostanzialmente, si trastulla in cavolate. Un esempio?
Unicredit ha visto passare il proprio rating da neutral a high risk (alto rischio).
Qualcuno dirà e allora? Unicredit è la banca italiana troppo grande per fallire. Saltasse lei, in qualche modo il paese dovrebbe trovare le risorse per rimetterla in piedi pena veri e propri cortocircuiti sistemici. Quanto potrebbe costare il salvataggio di Unicredit, anche in modo da trovare luce verde nella Ue? Il costo di una, due leggi finanziarie. Con qualsiasi formula, una roba da stendere un paese. Che sta guardando la crisi bancaria distrattamente, senza punti di riferimento. Oltretutto mentre una grande banca europea, come Deutsche Bank, è in "caduta libera" (parole della Handelsblatt, il principale quotidiano economico tedesco). La sua esplosione sarebbe la prossima Lehman Brothers. Nel cuore dell'Europa. E così forze oscure ci sono si, ma per gli effetti che rischiano di causare. Per il resto la loro natura e composizione è assai chiara.
Siamo in una situazione, continentale ed italiana, che ricorda la vigilia del 1992, il cui botto valutario creò una situazione da cui la curva dei redditi pro capite non si è mai ripresa da allora, o il 2007, anno precedente a Lehman, o la primavera del 2011 che portò alla emergenza degli spread e poi all'austerità di Monti. Ci siamo di nuovo. Ma è il capitalismo non una cospirazione. Ed è oscuro solo per chi ha interesse a non pronunciare il corretto nome delle cose che ha davanti.
Redazione, 5 febbraio 2016
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