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martedì 30 luglio 2019

Immigrati pericolosi? Forse i nazisti ucraini...

Mai come ora il dibattito sui migranti è stato politicizzato, tuttavia si tende a trascurare un aspetto importantissimo inerente la sfera ideologica, cioè l’orientamento politico dei migranti.

Molti tendono a considerare i migranti come una categoria omogenea e completamente spersonificata, come se fossero incapaci di esprimere una propria visione politica. Nulla di più sbagliato. I migranti e le comunità in cui si riuniscono devono essere valutati caso per caso sul piano ideologico e su quello pratico.

L’esempio dei migranti ucraini è emblematico, ce ne sono moltissimi che sono ottime persone, mentre altri sono l’esatto contrario. Nel nostro paese ci sono numerose comunità ucraine, alcune delle quali – da cinque anni a questa parte – si sono fatte portatrici di valori ultra-reazionari e fascistoidi, arrivando anche a recuperare fardelli del nazismo. In Italia vediamo regolarmente manifestazioni di ucraini in cui si sventolano i vessilli rossi e neri dell’era collaborazionista con il Terzo Reich o in cui si ostenta il ritratto del protagonista di quella fase storica, il nazista Stepan Bandera.

Alcune comunità ucraine (spesso in combutta con la rappresentanza diplomatica) arrivano a fare di peggio, cercando di coprire i crimini compiuti da fanatici ucraini. I casi più emblematici e prossimi sono l’aggressione avvenuta sulla metropolitana di Roma o la battaglia in difesa di un soldato ucraino recentemente condannato in Italia per l’omicidio di un giornalista che si trovava in Donbass (Andrea Rocchelli).

Ci sono dei migranti per cui in Italia non ci sarà mai posto: i fascisti. Noi abbiamo sconfitto il fascismo nel 1945 e da allora lottiamo incessantemente per non farlo tornare. Sul fascismo non si possono accettare compromessi, neanche in nome dell’accoglienza.

Va segnalata una esagerata asimmetria tra (il giusto) allarme per i terroristi islamici che potrebbero arrivare in Italia con i flussi migratori di mussulmani, rispetto alla totale noncuranza per l’evenienza che tra gli emigrati ucraini ci possano essere dei nazisti responsabili di orribili crimini ed efferatezze.

L’Ucraina è un paese fallito, prossimo al collasso e pertanto la popolazione si riversa in massa all’estero. Le statistiche ufficiali raccontano che nel paese ci siano oltre quaranta milioni di persone, ma verosimilmente ne sono rimaste poco più di venticinque milioni.

La diaspora ucraina ha guardato molto all’Italia, ufficialmente qui ci sono oltre 240mila ucraini e dovrebbero essere il quinto gruppo etnico (i primi sono i rumeni, con oltre 1,2 milioni). Tuttavia il dato è ampiamente sottostimato, in quanto molti ucraini sono in Italia senza registrazione o sotto falsa identità rumena per poter liberamente circolare nella UE (andando cosi a dare una spiegazione all’esorbitante numero di rumeni).

Il numero di ucraini in Italia è destinato a crescere ulteriormente anche per via del fatto che sono state introdotte nuove agevolazioni all’ingresso in territorio UE. Si tratta di un modo per rafforzare i legami con Kiev all’interno dello scontro geopolitico in atto.

L’Italia è la terza destinazione per importanza della diaspora ucraina, dopo Russia e Polonia. Ovviamente quei fascisti ucraini che vogliano emigrare difficilmente prenderebbero in considerazione l’idea d’andare in Russia o in Polonia, due stati verso cui il nazionalismo ucraino prova un odio profondo. Quindi ci troviamo con il concreto rischio che un gran numero di nazisti, compresi i combattenti dei battaglioni punitivi, arrivino in Italia.

Ciò può essere accelerato anche da eventuali cambi negli assetti politici ucraini, cioè nell’ipotesi in cui i nazisti vedano compressi i propri spazi d’agibilità. Già nelle elezioni legislative tenutesi due domeniche fa, i partiti fascisti hanno raccolto dei consensi risibili e non si sono neanche avvicinati alla soglia di sbarramento fissata per poter ottenere dei seggi. Sebbene questi gruppi abbiano un consenso popolare limitatissimo, dispongono di un’eccellente apparato militare e pertanto sono in grado di tenere in ostaggio l’Ucraina. Ciò genera una contraddizione che potrebbe presto deflagrare.

In definitiva, se in Italia si volesse affrontare coerentemente la questione dei migranti, andrebbe tenuta in debita considerazione la sfera politica e non limitarsi a quella umanitaria o securitaria. Noi abbiamo una buona Costituzione e dobbiamo pretendere che sia rispettata (in ogni suo punto) da chiunque voglia venire nel nostro Paese.

Un simile discorso si può estendere anche al resto della UE, sperando oltretutto che per gli ucraini vengano rivisti i meccanismi d’ingresso recentemente adottati. Se così non sarà, si andrà incontro ad un rischio tanto grave quanto grande.

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