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30/10/2020

Francia - Avignone. Se il terrorista è nazista, non fa notizia…

Ieri mattina, la Cattedrale Notre-Dame di Nizza è stata teatro di un attacco terrorista durante il quale un uomo ha aggredito con un coltello diverse persone, causando tre morti e diversi feriti. La Procura Nazionale Anti-Terrorismo ha subito aperto un’indagine per “omicidio in relazione a un atto terroristico” e “associazione criminale terroristica”.

Il Primo Ministro, Jean Castex, ha annunciato all’Assemblée Nationale che il piano di sicurezza Vigipirate è stato elevato al livello di “attacco d’emergenza”, per garantire un’eccezionale mobilitazione di tutte le risorse.

Lo stesso che ci vorrebbe per la sanità pubblica, piegata dalla seconda ondata di contagi...

L’autore dell’attacco è stato arrestato dalla polizia ed è subito partito l’identikit, ripreso da tutti i quotidiani nazionali francesi e poi internazionali. Nella sua conferenza stampa, il procuratore antiterrorismo Jean-François Ricard ha dichiarato che l’attentatore aveva con sé “un documento della Croce Rossa Italiana”, ma che l’uomo era sconosciuto ai servizi di informazione francesi e le sue impronte digitali non erano nello schedario dei ricercati.

Subito i media mainstream hanno cominciato a titolare che “il killer è sbarcato a Lampedusa”, facendo scattare la reazione disperata di Matteo Salvini, in cerca di massima capitalizzazione della circostanza, che ha prontamente affermato di voler chiedere “le dimissioni del Ministro degli Interni Lamorgese, se per l’attentatore di Nizza sono confermati lo sbarco a Lampedusa a settembre, il passaggio da Bari e poi la fuga” in Francia.

Non ci vogliamo soffermare ulteriormente sui tragici fatti di ieri e per quanto riguarda un’analisi della recrudescenza dell’estremismo islamista, specialmente contro la Francia, in relazione alla crisi dei regimi secolaristi alleati dell’Occidente e alle guerre degli USA e dei loro alleati in Medio Oriente, rinviamo all’articolo di Alberto Negri.

Invece, vogliamo riportare un altro fatto, accaduto ad Avignone, sempre nella mattinata di ieri, ritenuto inizialmente collegato all’attacco terrorista di Nizza, ma subito dopo sparito dall’attenzione di quasi tutti i media francesi.

In Italia, alcuni hanno inizialmente riferito di un “doppio attentato”, senza andare alla verifica dei fatti, puntando solo sull’effetto del rimbombo mediatico.

Le prime indiscrezioni parlavano infatti di un altro attacco islamista ad Avignone. Niente di tutto ciò. Secondo le informazioni di Mediapart, e quanto riportato successivamente anche dal quotidiano Le Monde, un uomo di 33 anni è stato ucciso dalla polizia dopo aver minacciato con una pistola un commerciante maghrebino.

L’uomo indossava una giacca blu, con il logo “Defend Europe” del gruppo di estrema destra Génération identitaire, al quale lo stesso assalitore ha affermato di appartenere.

Nell’aprile 2018, equipaggiati con le loro giacche blu “Defend Europe”, i militanti di Génération identitaire avevano bloccato il passo del Col de l’Échelle (Hautes-Alpes) utilizzato dai migranti per giungere in Francia passando per l’Italia.

Questi soggetti fascisti da anni godono di tutto lo spazio di agibilità e visibilità desiderato, senza alcuna ripercussione giudiziaria o amministrativa, confermandosi come sempre al servizio delle logiche dominanti e del potere.

La Procura Nazionale Anti-Terrorismo ha deciso che non intende aprire alcun dossier a riguardo, così come accaduto nel caso dell’attacco alla moschea di Bayonne da parte di un ex candidato del Front National nell’ottobre 2019.

“Abbiamo più a che fare con una persona squilibrata, che sembra vicina all’estrema destra e che ha seguito delle cure psichiatriche. Non ci sono rivendicazioni”, ha detto il procuratore Philippe Guemas. Sarà dunque polizia giudiziaria ad occuparsi del caso.

Le aggressioni e le violenze da parte di individui e gruppi fascisti non sono degne di attenzione nei media mainstream, i quali intendono concentrare l’intera opinione pubblica sugli attacchi dell’integralismo islamico, con l’intento di fomentare l’idea del “nemico” della sicurezza interna e di rafforzare gli appelli alla “unità nazionale” contro la “minaccia islamista”.

E soprattutto guai ad accostare le due notizie: a Nizza, come a Conflans, si è trattato di pericolosi estremisti islamici che vogliono creare e diffondere paura; i fascisti di Génération identitaire, per il governo francese, sono “bravi ragazzi” che ogni tanto “sbroccano”.

Come in Italia, insomma...

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