Ho ascoltato questo pezzo in chiusura d'una giornata surreale, come lo sono spesso i giorni tersi d'inverno, soprattutto quelli in cui quasi tutti sono in festa (spesso forzata) e quei pochi (fortunati) che tornano dal lavoro, sì muovono per le strade con più garbo del solito, forse per rispetto d'una tranquillità troppo sopra le righe, che calzerebbe a pennello in una sceneggiatura di Dario Argento.
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