Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

12/07/2014

Spiragli dal mondo reale: vedi il Banco do Espirito Santo e poi muori

Luogo comune vuole che le borse non tengano conto dell'economia reale. Verissimo ma solo se si resta ancorati ad un concetto di realtà dove il mercato azionario sale quando si espandono i processi produttivi, i prodotti interni lordi e i commerci. L'idea che le borse siano componenti, in fondo, di un mondo a parte è nata con il crack di Wall Street del 1987, riassorbito senza danni apparenti nell'economia reale. Sfruttando un vecchio pregiudizio filosofico spesso si pensa che la dimensione finanziaria non sia reale perché non è razionale, riproducendosi di bolla in bolla distruggendo la ricchezza creata, e perché non legata alla razionalità produttiva. Si dovrebbe piuttosto stare attenti al fatto che essendo reale, presente in ogni istante nel mondo fenomenico, la dimensione finanziaria è razionale, anzi ha una propria razionalità interna. Peccato che questa razionalità interna faccia effetto sul globo. Dal 2007 in poi diviene impossibile, anche per le culture politiche più autoreferenziali, parlare di mercati finanziari sganciati dalla realtà. Casomai è la realtà che non riesce a sganciarsi da un universo di algoritmi, di transazioni digitali, di sinistra creatività giuridica in grado di determinarla seriamente. Eppure, rifacendosi all'antichissimo Hilferding, ripubblicato meritoriamente un paio di anni fa, non è così difficile capire cosa stia accadendo da un quarto di secolo a questa parte: il livello di comando del capitale è passato, dopo il crollo del sistema di Bretton Woods istituito 70 anni fa, alla sfera finanziaria.

Ultimo episodio della lunga serie della razionalità intrinseca delle bolle che esplodono è rappresentato dalla vicenda del Banco do Espirito Santo. Si tratta del secondo principale istituto di credito portoghese che è stato, negli scorsi giorni, definito la "Lehman Brothers del Portogallo", con una perdita complessiva del titoli pari al 30 per cento in non molte settimane. Vista con gli occhi di una certa razionalità, diciamo produttivista, il Banco do Espirito Santo rappresenta un episodio di completa irrazionalità. Un istituto di credito facente parte di un paese, il Portogallo, che è commissariato da Fmi-Commissione Europea-Banca centrale Europea dopo l'esplosione del debito sovrano. Debito esploso, in quel paese, anche per  salvare le banche locali, anzi con sede giuridica in loco, quando l'onda lunga del botto americano di Lehman è arrivata in Europa. In estrema sintesi il salvataggio di un paese, e del suo sistema bancario, funziona a questo modo: si estraggono risorse mettendo ad estremo rigore il bilancio pubblico di uno stato, si fanno arrivare capitali da altri paesi (tra cui l'Italia) per permettere alle banche, con sede giuridica locale, di ripagare i debiti contratti con gli altri istituti con sede estera.

Fino a non molto tempo fa circolavano analisi sul fatto che, in Portogallo, il dispositivo funzionasse. Nonostante che il paese, assieme a parte delle sue istituzioni, avesse dato segno di profonda insofferenza verso la solita cura che getta l'economia nel disastro. Con l'avvio del processo di vigilanza bancaria europea, complesso quanto ben più importante per l'Italia della riforma del Senato e praticamente sconosciuto all'opinione pubblica nazionale, il Portogallo e le sue banche parevano, all'osservatore distratto, o qualcosa di lontano o un tema obsoleto di un mondo bancario-finanziario già regolato. Ovviamente non è così, perchè nel mondo reale, quello dove la ricchezza finanziaria si riproduce di bolla in bolla, la regolazione, la mitica razionalità della legalità esistono solo nei tg e nella mente degli ultimi mohicani provenienti dalla fu sinistra radicale.

Eppure il Banco do Espirito Santo, a partire dagli anni della crisi Lehmann, è stato per cinque anni consecutivi in testa nelle classifiche di qualità della rivista Global Finance. Non solo, accontentando anche la dimensione del politicamente corretto, il Banco, almeno fino a poco tempo fa, lo si trova nel FTSE4Good Index. L'indice dei titoli dove l'istituto emittente è certificato come agente secondo criteri di responsabilità sociale in Usa, Gran Bretagna, UE e mercato giapponese. Il problema è che, in un modo finanziario inondato, fino ad adesso, di liquidità immessa dalle banche centrali, il Banco do Espirito Santo non ha certo, nonostante agisca da un paese commissariato, terminato di investire in derivati ed in capitale di rischio. Infatti, se leggiamo il Wall Street Selector, che orienta i piccoli risparmiatori americani nel prendere le distanze quanto possibile dai titoli tossici, si capisce che il Banco si è trovato invischiato nel crollo dei titoli ad alto rischio, i soliti Cds, allo stesso modo in cui, alla fine, è rimasta definitivamente incastrata Lehman Brothers nel 2008.

Ma non solo, il Banco è stato definito, da diversi osservatori americani, come "troppo grande per fallire" in Portogallo visto il suo ruolo strategico nella circolazione di moneta per i servizi e le imprese. Proprio come è accaduto negli Usa qualche anno fa e nonostante anni di politiche di regolazione di Commissione Europea, Fondo monetario Internazionale, Banca Centrale Europea. A dimostrazione di due fenomeni non necessariamente alternativi: o le politiche di austerità non servono a nulla o alimentano nuove bolle finanziarie. Da notare infine come la sospensione della quotazione del titolo del Banco abbia provocato almeno il due per cento del segno meno a Milano. Come mai? Andiamo a vedere la struttura proprietaria del Banco do Espirito Santo


Senza fare troppi grafici di scatole cinesi societarie, si notano due cose. La prima è che nel Banco la parte del leone proprietario la fa Crédit Agricole. E che le banche francesi sono le più esposte in Europa, a parte le banche dello stivale, in materia di credito sovrano italiano. La seconda è che Blackrock, immenso fondo speculativo, negli ultimi tempi è stata protagonista di acquisti in Italia nel bancario e nel debito sovrano. Infatti cosa ti accade quando il Banco vede sospese le quotazioni? Che lo spread Italia-Germania risale e che perdono, di brutto, i titoli bancari italiani. Proprio i due settori dove gli "esteri" appena accennati, l'analisi dettagliata sarebbe molto più interessante, hanno investito in Italia.

Un noto venditore di divani nelle televendite, oggi presidente del consiglio, va in giro per il paese, meglio sarebbe dire per le tv, a dire che la "ripresa dell'Italia dipende dall'Italia". Siccome di banchieri e di finanzieri Renzi ne frequenta (da Bini Smaghi a Davide Serra) non possiamo non pensare che menta sapendo di mentire. Basta un piccolo paese dell'eurozona per farci capire che la nuova bolla può arrivare da qualsiasi luogo, da qualsiasi situazione "risanata", in qualsiasi momento. E che la "ripresa", come abbiamo visto dal 2007 perdendo un quarto della produzione industriale da Lehman Brothers in poi, con le bolle non avviene. Certo ad un trader le parole "bolla che può arrivare in qualsiasi momento" non dicono nulla. Ma alla politica l'esempio del Portogallo e del Banco dovrebbero far capire bene che siamo maledettamente sulla strada sbagliata.

La dimensione della politica deve rendersi conto, una volta tanto, di due piccoli assiomi: il primo è che ciò che è reale è razionale, e la finanza è dannatamente reale mentre la sua razionalità procede per produzione di bolle. Il secondo è che questa realtà non cessa di agire quando proviamo a metterla tra parentesi. E il mondo fenomenico da tempo dice che la realtà la fanno i mercati finanziari e il resto arranca paurosamente. Mentre la politica parla di formule che sembrano, sempre più inutili tentativi di uno sciamano che sta perdendo il controllo della tribù ormai attratta e impaurita da altri e inspiegabili fenomeni. Poi sappiamo tutti che la bolla finanziaria è un prodotto della crisi dell'estrazione del valore a livello produttivo. Ma questo non sposta di un millimetro l'entità dei problemi che abbiamo davanti.

per Senza Soste, nique la police

11 luglio 2014


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