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martedì 24 febbraio 2015

Toscana. Scontro nella Giunta regionale sulla deregulation nel paesaggio


Ha definito il Pd un “partito anti-ambientalista asservito a interessi particolari”. Non lo afferma un grillino o un militante dei movimenti ambientalisti, ma l' assessore della Regione Toscana Anna Marson. Infatti pare molto probabile che l'assessore non verrà riconfermata nella squadra del Pd per le prossime elezioni regionali. Aveva già tirato qualche calcio contro le riforma della legge sull’urbanistica, con il consumo di suolo zero, che qualcuno nel Pd toscano aveva considerato eccessiva ed infatti l’hanno aspettata al varco del piano sulle cave di Carrara e il nuovo “Piano del paesaggio”.

L’assessore Mason, intanto, ha fatto sapere che non si dimette, intende restare, fino a fine mandato, a difendere il suo piano del paesaggio che andrà in aula per l’approvazione definitiva il 10 marzo. Incalzata dalle associazioni ambientaliste e delle associazioni di difesa delle Alpi Apuane, annuncia di volersi mettere di traverso al fatto che, con il nuovo piano paesaggistico, l’estrazione del marmo a Carrara possa subire la “deregulation” intravista con gli emendamenti difesi dal capogruppo regionale del Pd, Ivan Ferrucci.

Il governatore della Regione Toscana Rossi ricorda all'assessore Marson “che è stato grazie al contributo del Pd che la Toscana ha potuto, prima in Italia, approvare una legge che blocca il consumo di suolo per nuove edificazioni. Ora si tratta di chiudere la legislatura con il lavoro fatto sul piano del paesaggio e la nuova legge sulle cave. Esasperare i toni è il miglior regalo che può essere fatto a coloro che vogliono far fallire questi obiettivi". Rossi getta acqua sul fuoco e invita quindi a "lavorare in commissione, confrontandosi con posizioni anche diverse ma legittime e ricercando soluzioni per conciliare ambiente e lavoro”.

Ma se Rossi, ipotizza una mediazione, per il Pd toscano è impossibile la mediazione fra le due visioni della politica ambientalista. Da tempo il Pd attribuisce ad Anna Marson e ai “professori universitari” una visione “ortodossa” dell’ambiente e poco realistica. Gli ambientalisti dal canto loro – e con una buona dose di illusione – sollecitano l’intervento di Renzi a tutela dell’originale piano del paesaggio, senza la liberalizzazione degli scavi del marmo o degli interventi sul litorale toscano.

Una bella rogna e proprio alla vigilia delle elezioni regionali, una congiuntura in cui quello molto spesso quello che si afferma oggi viene smentito il domani, e viceversa.

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