Ieri pomeriggio si è svolta la presentazione del progetto Esselunga per Livorno all'interno della sala della ex Circoscrizione 1 in Corea.
Partiamo da un punto fermo: della presenza di un altro ipermercato, Livorno non se ne sentiva proprio il bisogno e lo avevamo già scritto, motivandolo nel dettaglio più di un anno fa, partendo da un approccio che esulava dalle diatribe tra Coop ed Esselunga che per molti non fanno altro che gettare altra benzina sul fuoco nella diatriba fra Pd e M5S. Per dare un giudizio su questo progetto, infatti, non serve parteggiare per uno dei due schieramenti.
Di Esselunga il sindaco Nogarin ne aveva promesso l’apertura in campagna elettorale, anche se allo stesso tempo aveva escluso che aprissero altri ipermercati in città. In questo anno e mezzo abbiamo visto, in una fase che ha visto chiudere a ritmi serrati moltissime piccole e medie attività, l’apertura della Coop di Porta a Mare, quella di Parco Levante (Nuovo Centro) e tra un mese, anche se ridotta rispetto al suo vecchio formato, quella della Coop della Rosa. Toccherà poi, probabilmente dal 2018 dopo almeno 18 mesi di cantieri, ad Esselunga. Se la "concorrenza" farà sicuramente (?) scendere i prezzi di circa il 10%, gli effetti di questa ennesima apertura non saranno certo tutti positivi, né per il quartiere ma nemmeno per la città.
All'incontro in circoscrizione la giunta comunale è stata presente con un veloce saluto dell’assessore Aurigi. Poi è stata la volta dell’ingegner Canessa, progettista di Esselunga per l’area, che ha illustrato dettagli tecnici sul fabbricato e ha parlato tra le varie cose della crisi immobiliare della provincia di Livorno che è passata dalle 6.380 transizioni immobiliari del 2004, alle 1578 del 2015. Per questo al momento non hanno intenzione di costruire nuovi appartamenti che, da quanto è stato esposto, si limitano solo alla Corte Ferraris, adiacente all'area ex Fiat che prevede l’ultimazione di 36 appartamenti: 18 andranno al costruttore e i restanti 18 in concessione al Comune che probabilmente li utilizzerà in affitto concordato o per social housing. Ma su questo torneremo in futuro perché gli accordi non sono ancora stati definiti, né per la durata della concessione, né per i tempi e l’utilizzo.
L’architetto Beccarelli ha poi illustrato il progetto del supermercato, specificando che il tutto non è ancora definito e che dovrà ovviamente passare dal consiglio comunale. E’ stato specificato che l’area è di incidenza strategica. È prevista un’area di parcheggio sotterranea a due piani che potrà ospitare fino a 700 posti e la creazione di un parco pubblico di 5.000 mq che si affaccerà sull’Aurelia. L’area di vendita Esselunga (poi ognuno può scegliere se chiamarlo supermercato, superstore o ipermercato, ma per avere una misura va considerato ad esempio che l’area di vendita della storica Coop della Rosa, quella vecchia prima della ristrutturazione, era di circa 2.500 mq) sarà di 4.000 mq a cui poi si devono aggiungere i magazzini e altri piccoli locali commerciali per una superficie più o meno della stessa grandezza. Il supermercato sarà arretrato verso l’interno, dietro all’area verde.
È stato poi analizzato il problema dell’incidenza sul traffico della nuova struttura. L’incremento è stimato del 65%. Sono state effettuate rilevazioni per due giorni, un venerdì e un sabato. Ci paiono davvero molto pochi, anche perché il traffico a Livorno raddoppia in caso di pioggia visto l’elevato numero di ciclomotori. Dovranno essere costruite due rotatorie per l’ingresso al supermercato, che avverrà dalle traverse dell’Aurelia di Via Torino e Via Ferrigni. Per non gravare troppo su quest’ultima che ha già un incrocio che permette di immettersi in direzione sud dell’Aurelia, sono state proposte due soluzioni per via Ferrigni: un semaforo e una rotatoria (di diametro interno di 32 metri che abbraccerebbe le due corsie dell’Aurelia). Tutte queste soluzioni ci sono parse molto deboli come studio soprattutto perché un ennesimo incrocio pochi metri dopo quello di via Torino rallenterebbe moltissimo il traffico che ricordiamo è l’arteria principale di accesso per l’ospedale.
In ultima istanza sono state promesse un minimo di 140 assunzioni a tempo pieno ed è stata fornita una statistica che per quanto ne sappiamo noi, vede il rapporto completamente invertito. Ma con i numeri forniti oggi, è stato detto che a Livorno c’è 1 addetto ogni 35 mq di vendita mentre in Toscana 1 ogni 70 mq. Su questo dato quindi abbiamo molti dubbi. Un ultimo accordo tra Esselunga e Amministrazione è stato quello di rifornirsi di pesce, frutta e verdura dal mercato locale. Ma anche qui attendiamo i dettagli. Al mercato ortofrutticolo arrivano camion da tutta Italia: quali saranno le attività che ne beneficeranno?
Poi c'è la questione della "compensazione con il quartiere". Non chiamiamola moneta locale per favore. In questo caso Esselunga si è detta disponibile sia alla possibilità di utilizzare buoni spesa nei negozi limitrofi sia la possibilità di poter spenderci la fidelity card. Ma anche qui per ora non ci sono dettagli da poter commentare con precisione. Secondo i rappresentanti di Esselunga, i luoghi dove hanno aperto i loro ipermercati non hanno visto la chiusura di attività ma una crescente vitalità dei quartieri. Basta andare in giro o leggersi qualche studio per sapere che non è vero, sempre che loro non si riferiscano alle attività (poste, negozi, bar, tabaccai) che nasceranno all'interno del loro perimetro, ma è un altro discorso. Vedremo se le "convenzioni" con i negozi del quartiere ci saranno e quali risultati porteranno. Sicuramente questo è un punto che deve essere sviluppato bene per evitare l'ennesima desertificazione di uno spazio e il crollo conseguente dei legami sociali.
Rimane da sfatare un mito. Quello dei posti di lavoro. Certo, 140 posti full-time sarebbero un bello schiaffo a Coop e sicuramente ben accetti. Ma bisogna sfatare il mito che la grande distribuzione porti lavoro e sviluppo, specialmente quando è già presente in massa in una città. I posti di lavoro nel settore vanno misurati a saldo, cioè quanti ne rimangono al netto di quelli persi. Perché non si sta parlando di produzione industriale o servizi che portano posti di lavoro quasi sempre al netto, ma si parla di consumi. E la mole di consumi in un città è misurata dalla ricchezza che circola, quindi un nuovo investimento in questo settore porta via sicuramente fatturato ad altri. Attendiamo i dettagli su dove faranno gli acquisti e quali compensazioni daranno al quartiere per poterne prevedere l'impatto.
Questo quanto esposto oggi, restano i nostri dubbi sull’operazione che è un'altra puntata della guerra Coop-Esselunga con i margini di guadagno sempre più stretti in una città quasi satura di grande distribuzione. Probabilmente, anche solo per sbandierare un “ve lo avevamo detto”, i prezzi verranno tenuti bassi anche a rischio di mandare in passivo la sede Esselunga di Livorno e farsi così una buona pubblicità. Poi il tempo ci racconterà le conseguenze di questa ennesima apertura.
Naturalmente non ci dimentichiamo che a monte di questo possibile disastro c'è l'operazione Nuovo Centro, ennesima cattedrale del consumo che ha esasperato la polarizzazione della città fra Porta a Terra-Porta a Mare e Nuovo Centro creando il deserto nel centro. Forse molti si ricorderanno che Esselunga aveva offerto a Fremura più soldi di Coop per aprire nel parco commerciale del Levante. Per motivi politici, ammessi dallo stesso Fremura, fu fatto l'accordo con Coop. A causa di quella situazione forzata e distorta ora dobbiamo subire un altro ipermercato dentro la città ed in mezzo ad un quartiere. Le sventure non vengono mai da sole.
Redazione, 4 febbraio 2016
Fonte
Nessun commento:
Posta un commento