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23/03/2018

Sarkozy incriminato per corruzione. E due!

Ieri, 22 marzo, Nicolas Sarkozy è stato incriminato per corruzione passiva, finanziamento illegale della campagna elettorale del 2007 e occultamento di distrazione di fondi pubblici libici. Uno dei giudici incaricati dell’istruttoria lo aveva già rinviato a giudizio nell’affaire Bygmalion, che riguarda la sua campagna elettorale del 2012.

Ma Sarkozy ha molte altre pendenze con la giustizia francese. Il 1° luglio 2014 lui e il suo avvocato sono stati incriminati per «corruzione attiva», «abuso d’ufficio» e «occultamento di violazione del segreto professionale» grazie all’intercettazione di conversazioni su una linea telefonica che Sarkozy, allora presidente della Repubblica, aveva intestato a «Paul Bismuth».

Sarkozy è sospettato di aver tentato di ottenere da Gilbert Azibert, giudice della Corte di Cassazione, notizie coperte da segreto che lo riguardavano, promettendo, in cambio, di favorire il trasferimento a Monaco dell’alto magistrato. Per questo i giudici hanno chiesto, nell’ottobre 2017, che l’ex capo dello Stato sia giudicato da un tribunale. Inoltre, l’arbitrato grazie al quale Bernard Tapie ha ottenuto dallo Stato, nel 2008, un indennizzo di 404 milioni di euro per il danno subito con la vendita di Adidas nel 1993 è stato dichiarato nullo. Tapie dovrà rimborsare la somma. I giudici non escludono lo zampino di Sarkozy in quell’arbitrato.

Sarkozy è stato ascoltato come testimone, nel febbraio 2014, dai giudici che indagano sulle tangenti versate per la vendita d’armi al Pakistan e all’Arabia Saudita nel 1995, parte delle quali – le cosiddette retro-commissioni – avevano finanziato la campagna presidenziale di Edourd Balladur, di cui Sarkozy, già ministro del Bilancio nel suo governo, era portavoce. La giustizia francese si interessa anche al contratto di 2 miliardi di euro fra il Kazakistan e l’impresa Eurocopter per la vendita di 45 elicotteri, oggetto di « retro-commissioni », che consistono nel gonfiare la fattura per versare al mediatore una commissione più grossa, parte della quale torna segretamente al venditore. Sarkozy, all’epoca presidente della Repubblica, ha partecipato alla trattativa e l’inchiesta è in corso per determinare se sia corresponsabile di corruzione.

Sei persone della cerchia di Sarkozy, quando era all’Eliseo, sono state incriminate, insieme al sondaggista Ipsos, per attribuzione irregolare di commesse di sondaggi del valore di 9,4 milioni di euro. Finora Sarkozy è stato protetto dall’immunità presidenziale. L’ex presidente è stato accusato anche di aver approfittato dello stato di debolezza di Liliane Bettencourt, erede del gruppo L’Oréal. Interrogato, incriminato per circonvenzione d’incapace, abuso d’ufficio e ricettazione, è stato prosciolto, dato che i giudici non hanno potuto raccogliere prove sufficienti a suo carico.

Nel novembre scorso, infine, si è conclusa un’altra inchiesta sui viaggi di Sarkozy in jet privato fra il 2012 e il 2013, fatturati alla società Lov Group del suo amico Stéphane Courbit. L’ex presidente non è stato incriminato.

Fonte

Ennesimo tassello che manda a benedire la vulgata tutta provincialista per cui sono la nostra classe dirigente fa schifo. 

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