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31/03/2018

Da sindacati ad agenzie assicurative. La “triplice” cambia ragione sociale


La lenta inesorabile mutazione del sindacalismo complice italiano.

Prima hanno offerto la loro complicità nell’opera di distruzione sistematica del Sistema Previdenziale Pubblico (leggi: Pensioni) in cambio degli enti bilaterali con cui co-gestire insieme ai padroni quei fondi pensione "chiusi" da rimpinguare con i TFR dei lavoratori da gettare in pasto alle speculazioni borsistiche delle holding finanziarie.

Poi hanno fatto da docile sponda allo smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale (Leggi: Sanità) ed hanno inserito nei contratti i fondi sanitari integrativi ovviamente anche questi in co-gestione con i padroni.

Ora, tra una firma a perdere e l’altra, sono usciti allo scoperto e dopo aver definitivamente archiviata la funziona di difesa collettiva e generale dei diritti dei lavoratori, si stanno dedicando “anema e core” alla medesima attività che svolge proficuamente, da tre anni circa, il loro nume tutelare, guida spirituale, guru, idolo e modello irraggiungibile: Raffaele Bonanni, una pensione d’oro da 336.000 euro annui ed una splendida carriera da broker assicurativo.

Certo, arrivare ad eguagliare le performance di Bonanni sarà molto difficile anche per i suoi epigoni più talentuosi. Tuttavia, male che vada, per i più bravi a far danni, c’è sempre un posto pronto da deputato o senatore della Repubblica, ovvero, il meritato premio del sindacalista che ha dato il suo prezioso apporto al raggiungimento di due grandi obiettivi storici del padronato italiano: i salari più bassi d’Europa ai lavoratori deprivati ormai dei più elementari diritti e la consegna del welfare ai gruppi finanziari privati.

E i sindacati a questo punto a cosa servono più?

Ma certo, a mandare in giro “delegati” per appioppare polizze assicurative ai lavoratori, a percentuale. Dopo aver distrutto il più grande movimento dei lavoratori d’occidente, ora se ne contendono le spoglie per tirar su qualche quattrino nelle ore di permesso sindacale o di assemblea in cui vi presenteranno le “offerte più vantaggiose” del mercato assicurativo.

E se vi capitasse di parlare di sindacati italiani con un qualsiasi lavoratore di un qualsiasi paese europeo, state attenti: vi rideranno in faccia.

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