C’era da attenderselo: negli Usa si è aperta una importante call per finanziare prodotti tecnologici che, fin da subito, siano in grado di contrastare l’emergenza Covid. La call è stata pubblicata da ARM Institute,
una società USA mista pubblico-privato, che si occupa di sviluppo della
robotica in generale e in particolare di robot collaborativi (quelli progettati per cooperare tra loro e con umani). Qui non è tanto
interessante l’entità del finanziamento ma la direzione di ricerca:
secondo un post di Robo Report sono diversi, e tutti con un
grosso futuro davanti, i settori nei quali si cerca una immediata
evoluzione tramite la robotica. E si tratta proprio di settori nei quali
è possibile incidere per i prossimi anni.
Una breve sintesi di questi piani sui quali si vuol investire:
1) contromisure mediche al Covid;
2) produzione di materiali appartenenti a una filiera produttiva
delicata;
3) mappatura dell’epidemia;
4) uso delle tecnologie che
facilitano la capacità di resilienza dello Stato e delle comunità locali;
5) distribuzione materiali;
6) formazione lavoratori.
È evidente che su tutti questi piani sia negli Usa che, di riflesso, in Europa il Covid servirà da elemento di accelerazione della ricerca
applicata in campi che cambieranno la nostra vita sociale e politica. A
maggior ragione se si svilupperanno terreni dove i droni, per i loro compiti, fanno a meno dell’intervento umano.
Le mutazioni politiche, già in call come quella di ARM, dedicata
anche alla politica e alle comunità locali, sono quindi cercate e
stimolate. In questo scenario si sviluppano così pensieri come quello
della intelligenza artificiale compassionevole.
Ma di cosa stiamo parlando? Secondo Amit Ray, l’intelligenza artificiale compassionevole è qualcosa che “è sensibile rispetto all’ambiente che abita“,
in grado di permearlo e di adattarvisi. C’è però da stare attenti: il
nucleo filosofico di questo genere di teoria non è lontano dal compassionate conservatism, un pensiero di destra ben attento a promuovere una solidarietà che mantiene la disuguaglianza.
Questo per dire che nel mezzoo di questo genere di mutazioni legate allo sviluppo della robotica, l’intelligenza artificiale è permeata di pensiero politico:
a causa dei problemi che è chiamata a risolvere (nel lavoro, nella
allocazione delle risorse ecc.).
Il covid è un fenomeno destinato ad
accelerare questo tipo di problemi: quelli che stanno tra sviluppo della
ricerca, mutazioni sociali e criteri di funzionamento dell’intelligenza artificiale etici e immancabilmente politici.
Di qui una prima elementare domanda, l’intelligenza artificiale è in grado di cambiare il futuro della politica?
Fonte

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