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16/11/2021

Perù - Un presidente senza fermezza e un governo di “topi roditori”

Traduzione, a cura di Genova City Strike, dell’intervista a Roger Taboada, direttore del quotidiano El Puka, rilasciata a Resumen Latinoamericano. Sull’attuale corso politico in Perù

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Il Perù è in una situazione di grave impasse, non solo per le continue pressioni della destra di Fujimori ma anche per le ripetute battute d’arresto e la svolta ideologica dello stesso governo. Per parlarne, abbiamo intervistato, in Perù, Roger Taboada, direttore del quotidiano El Puka(1).

Sappiamo che c’è un nuovo ministro pronto a dimettersi e ad andare via, il ministro della Difesa. Vediamo che la situazione è grave, l’azione del Governo è molto debole.

Infatti è così. Ci sono molte debolezze da parte del governo, dovute alla mancanza di certezze. Dobbiamo essere abbastanza chiari. Nel nostro giornale El Puka abbiamo una posizione di appoggio critico nei confronti del governo. Sosteniamo la parte buona, ma siamo anche contro i corrotti che restano ancorati al potere, contro quei gruppi inetti che hanno circondato il presidente. Oggi Pedro Castillo ha sfrattato dal governo Peru Libre, il gruppo che lo ha portato alla presidenza della Repubblica. Oggi governa con il Nuovo Perù, il gruppo di Verónika Mendoza, governa con il Frente Amplio, il gruppo di Cura Arana, scomparso dalla scena politica, e un gruppo chiamato “Los Chotanos”, che proviene dalla provincia di Chota, da dove viene lo stesso Pedro Castillo . È un gruppo di persone in cui le affinità geografiche contano più delle affinità politiche. Non importa che siano di sinistra, di destra, di centro, opportunisti, criminali, tutto questo non importa, importa che siano di Chota. Le amicizie, le relazioni, i legami di parentela sono quelli che prevalgono in questo gruppo. Quindi, ci sono tre gruppi: Nuovo Perú, Frente Amplio e “Chotanos”. I primi due della cosiddetta “sinistra al caviale (espressione per definire una sinistra leggera) e i “Chotanos” sono un miscela di tutto.

Chi sono i referenti di questo gruppo di “Chotanos”?

Il principale è lo stesso presidente Castillo con il ministro della Giustizia, Anibal Torres, che è un uomo con un passato fujimorista, che è stato membro della commissione dell’Università d’America, l’Università Nazionale di San Marcos, dove sono stati licenziati 1500 lavoratori nel 1992. Tra tutte le università sono stati licenziati in totale 2.500 lavoratori, io ero tra quelli. Ma solo a San Marcos si sono accaniti contro 1.500 colleghi, docenti e universitari. È lui che guida la persecuzione del Ministero della Giustizia contro Peru Libre e contro Vladimir Cerrón. Torres è quindi il carnefice. Ma è anche il ministro che non pronuncia “neppure un fischio” contro la corruzione, sul caso Odebrecht (2), sul caso Lava Jato (3), etc. tutto il marciume che esiste nel Ministero della Giustizia, nei Ministeri Pubblici, appare intoccabile e con lo stesso potere, con gli stessi vantaggi, stanno continuando a fare il loro lavoro, vendendo sentenze, con un Ministero della Giustizia paralizzato, indebolito e dedito a perseguire Perù Libre. Come i servizi di intelligence, fornisce informazioni al governo, perseguita i leader della sinistra e non ha cambiato la logica di comportamento che ha avuto negli anni della dittatura di Fujimori. Questo è quello che abbiamo nel governo. Come ha detto questa settimana l’ex premier Guido Bellido (4) in modo molto duro e crudo, Pedro Castillo è ancora barcollante e ha torto, perché è circondato da topi. Lo ha detto molto chiaramente, facendo appello al suo carattere di origine andina, è stato chiaro e drastico in quello che esprime. Questo sta accadendo. Come è possibile che abbiamo vinto le elezioni e abbiamo avuto come ministro degli Interni un personaggio legato alle bande armate che assaltano le cooperative dello zucchero sulla costa nord, sostenute dal deputato Bermejo, questo è quello che è successo. Questo è quello che abbiamo avuto con questo (Luis) Barranzuela (5). Accadeva anche con l’ex ministro dell’Interno (Juan) Carrasco (6), questi fatti non possono essere messi a tacere. Com’è possibile che abbiamo un vicepresidente, ministro dell’Inclusione Sociale, che sta dando 6 milioni di soles alla stampa per fare propagandare un fondo di 350 soles, per i poveri peruviani. Si spendono 6 milioni di soles, cioè un milione e mezzo di dollari in pubblicità. È inconcepibile.

Ascoltandoti, la situazione appare più grave di quanto si immagini per un governo così recente.

Questi eventi si sono verificati a causa della mancanza di fermezza. Si sono verificati nello spazio politico di Vladimiro Cerrón e Peru Libre(7), ma niente di tutto ciò giustifica il comportamento di Pedro Castillo. Per quanto riguarda le proposte fondamentali di Peru Libre, si è rinunciato alla questione dell’Assemblea Costituente e, inoltre, alle trattative sul costo del gas, fondamentali per un governo che aveva come caposaldo la riduzione del prezzo di questa essenziale materia prima. Lo ripetiamo sempre: siamo la terza potenza per riserve di gas dopo Venezuela e Bolivia. Abbiamo 13 miliardi di metri cubi di gas che potrebbero essere usati per dare gas gratis a 32 milioni di peruviani per 100 anni. Tuttavia, abbiamo il gas più costoso di tutta l’America Latina. Il giorno in cui Guido Bellido avrebbe cominciato a parlare di gas e a trattare la questione, se le condizioni non fossero state soddisfatte, non avrebbe negoziato e quel giorno lo avrebbero fatto dimettere. A quel tempo e fino ad oggi, non sono arrivati praticamente a nulla perché c’è una politica del Fondo monetario attuata da Pedro Franke (8) con Verónika Mendoza al Ministero dell’Economia. Così, la logica del comportamento del capitale che privilegia il profitto sul benessere collettivo non cambia affatto. Lo si evince dalla struttura del bilancio nazionale della Repubblica predisposta da Pedro Franke per il prossimo anno, con tiepidi finanziamenti a sanità e  istruzione mantenendo però i pagamenti del debito estero, mantenendo cioè gli aspetti centrali della logica capitalista materializzata all’interno del bilancio generale della Repubblica. Cioè un comportamento che non infrange i canoni di una politica filo FMI nella gestione economica e con un’annunciata seconda riforma agraria che è stata assolutamente inutile, senza misure concrete e senza nulla per evitare la super concentrazione della terra che continua ad essere prodotta oggi, nonostante il continuo abbandono dei piccoli fondi agricoli.

Intanto la destra continua ad attaccare.

Sul lato destro della politica si sta cospirando. Ciò avviene mentre il governo, con quelle persone che lo circondano, i roditori del potere, come diceva Bellido, ha commesso gravi errori anche in questo caso, per quanto riguarda le promozioni all’interno delle Forze Armate. Ecco un caso curioso: il Presidente, come Comandante Supremo delle Forze Armate, può decidere chi promuovere o meno senza violare, come è stato detto, la costituzionalità il merito e le caratteristiche specifiche che hanno le forme armate. Sappiamo anche che vengono pagate tangenti, ci sono vendite di favori, etc. Ma ci sono comandanti che non hanno dovuto consultarsi con il comandante generale dell’esercito o con il comandante generale delle forze aeree, perché si poteva fare qualsiasi cosa. Ciò che succede è che Pedro Castillo non usa le sue prerogative e invia emissari per favorire persone in modo clientelare. Avrebbe dovuto disporre, secondo i mezzi e le capacità del popolo, e porre fine a quei patronati e vantaggi che ancora prevalgono nelle tre forze armate. Oggi i militari vogliono sorprenderci dicendo che sono puliti, che sono persone che gestiscono le cose in modo decente e questo è completamente falso. A parte questo, l’errata gestione che è stata fatta ha dato luogo a uno scandalo e c’è un ministro della Difesa (9) interrogato a tal proposito, che non conosce il settore, che non conosce i problemi della difesa del Paese.

I media nazionali e internazionali non escludono che possa verificarsi la richiesta di dimissioni presidenziali.

C’è un’altra crisi di cui si parla al Congresso, ed è il posto vacante presidenziale (10). Perché lo stesso Pedro Castillo è stato denunciato dall’ex comandante in capo dell’esercito di aver voluto influenzare le promozioni, e questo si chiama “spaccio di influenza ed esercizio improprio d’ufficio”. Ne parlano, ma non hanno ancora tutti i voti. All’interno dell’estrema destra vogliono reintrodurre il Fujimorismo al Congresso attraverso Rinnovamento Popolare e Avanza País. Abbiamo anche il settore del centro, che è un settore corrotto, per esempio Somos Perú, Alianza para el Progreso e Podemos, dove è presente Acuña Peralta per la quale sono stati richiesti molti anni di carcere. Ma i partiti negoziano i loro voti in base agli importi del budget. Vi racconto un caso che stiamo denunciando nell’ultimo numero di El Puka: un’opera di irrigazione del valore di 200 milioni di dollari nel nord, dove il governo è gestito dal leader regionale Acuña Peralta, dell’Alleanza per il progresso. Tuttavia, Odebrecht con tutta la sua sporcizia, poi Alan García (11) e il miserabile traditore Ollanta Humala (12), aumentarono il costo di quel lavoro e lo sopravvalutarono di 700 milioni di dollari. È uno scandalo: da 200 a 700 milioni di dollari e vogliono che il bilancio della Repubblica approvi quei 700 milioni di dollari. Il peggio è che lo stanno approvando sul serio e questo è il costo del valore dei voti dell’Alleanza per il progresso, ecco perché hanno votato per l’inaugurazione e per il sostegno del nuovo governo. E che vogliono essere mantenuti in quanto verrà approvato un budget di 700 milioni di dollari dove si registra un aumento praticamente del 250% sulla sua valutazione, già scandalosamente sopravvalutata. Questo è il cosiddetto centrodestra, questa è Acuña Peralta, questa è l’Alleanza per il Progresso. Mi dai così tante cose e vantaggi, che non hanno nulla da invidiare a quelli concessi dal Fujimontesinismo (13), o da qualsiasi altro partito di destra. Questa è la realtà, se continuiamo così, la figura di Pedro Castillo sarà sempre più vicina a infrangersi su una scogliera.

A tutto questo bisogna aggiungere l’imbarazzante dichiarazione del ministro degli Esteri Oscar Maúrtua (14) sulla questione del Nicaragua, dove si è schierato con l’OSA di Luis Almagro e con quanto propone Washington...

Maúrtua è un alcolizzato, probabilmente un cocainomane. Non è stato spiegato come abbiano potuto nominare un cancelliere alcolizzato. Che oggi firma una cosa e domani, se ordinano qualcos’altro, firma e sottoscrive anche il contrario. È un uomo di destra, dell’estrema destra peruviana e il governo non dice nulla, il presidente non dice nulla. Ciò significa che il governo convalida quell’allineamento con la destra internazionale, non dice nessuna parola, quando in questo caso il Nicaragua vorrebbe che, almeno, si invii solidarietà ai nostri compagni e fratelli sandinisti. I voti che hanno eletto Pedro Castillo appartengono a quella tradizione, non bisogna rovinare tutto.

Castillo avrebbe dovuto sostenere le proposte e gli approcci delle persone che lo hanno portato sulle proprie spalle a formare questo governo. Molti di noi hanno lottato per il suo trionfo. Eppure non dice niente.

Davanti a questo stato di cose che cosa dicono le persone comuni, quelle che hanno messo i propri corpi, con i loro martiri, affinché Castillo diventasse presidente?

La popolazione, specialmente nelle montagne meridionali e centrali del Perù, si sta rendendo conto che questo non è il governo per cui abbiamo votato. Chi si mantiene con le logiche del favoritismo, della corruzione, per ottenere un favore o un privilegio, chiude gli occhi e non critica questo governo. Che però o si riarma e si ricostruisce, cosa che io vedo molto difficile, o va a infrangersi. Nessuno scenderà in piazza per difendere Pedro Castillo.

Così si perderà un’altra occasione storica perché coloro che ci hanno derubato per 200 anni, coloro che hanno saccheggiato il Perù durante la nostra vita repubblicana, ad eccezione del generale Velasco Alvarado (15), riprenderanno il governo.

Note a cura di Genova City Strike

1) El Puka è un nuovo quotidiano nato recentemente in Perù, di orientamento marxista.

2) Società di costruzioni brasiliana al centro di uno scandalo riguardante tangenti per ottenere appalti. Il sistema era diffuso da più di 30 anni in molti paesi del Sud America.

3) Il Caso Lava Jato è collegato alla figura di Odebrecht e alla Petrobras Brasiliana. Si tratta di uno scandalo internazionale legato a riciclaggio di denaro, tangenti, corruzione, finanziamenti illeciti. Il caso è importante in Perù in quanto Odebrecht opera in nel paese dal 1979. Tra coloro che sono stati indagati, oltre a una serie lunghissima di Presidenti, ministri, politici, anche il brasiliano Lula da Silva, recentemente però scagionato dalle accuse che gli hanno impedito di ricandidarsi alle elezioni poi vinte da Bolsonaro.

4) Guido Bellido di Perù Libre è stato il primo Presidente del Consiglio incaricato da Castillo. Si è dimesso recentemente in disaccordo con il Presidente. Attualmente il Governo, senza la fiducia di Perù Libre, è guidato da Mirtha Vasquez esponente del Frente Amplio. La Vasquez, avvocato femminista, è una esponente della sinistra moderata che guarda al centro e cerca di isolare Perù Libre e il suo leader Vladimiro Cerron

5, 6) I due ministri sono stati scelti da Castillo. Carrasco si è dimesso a ottobre, Barranzuela è durato in carica pochi giorni

7) L’intervistato si riferisce al fatto che i due ministri dell’interno erano esponenti di Perù Libre. Ed erano stati nominati con il consenso di Vladimiro Cerron

8) Attuale ministro dell’economia. Persona molto nota in Perù anche prima dell’incarico governativo. Vicino al partito Juntos Por Perù di Veronika Mendoza

9) Il Ministro in questione si chiama Walter Ayala. Il 9 novembre 2011 ha consegnato il mandato nelle mani del Presidente Castillo

10) L’attuale costituzione del Perù prevede che, in caso di dimissioni del Presidente, dovute a varie motivazioni, il posto vacante debba essere assunto da un reggente eletto dal Congresso. Recentemente si è verificato molte volte che sia stata necessaria questa procedura.

11, 12) Alan Garcia è stato uno dei Presidenti del Perù più noti a livello internazionale. Più volte rieletto (1985-90, 2006-2011), leader del movimento politico APRA, star internazionale della politica quando era a capo dell’Internazionale Socialista. Ollanta Humala è stata invece presidente del Perù per 5 anni dal 2011 al 2016: eletto come leader populista e considerato come emulo di Hugo Chavez tradì tutte le aspettative.

13) Ci si riferisce alle politiche di Alberto Fujimori e a quelle di Vladimiro Montesinos che fu capo dei servizi segreti durante i mandati di Fujimori. Caduto in disgrazia lasciò il paese ma fu condannato per diversi reati. Il suo nome è legato alla durissima repressione della guerriglia, condotta con metodi alquanto discutibili

14) Maurtua ha sostituito Bejar che era stato inizialmente designato da Castillo. Bejar fu costretto a dimettersi in quanto accusato di simpatie verso la guerriglia di Sendero Luminoso. Il casus belli fu una dichiarazione in cui sostenne che nella guerra civile condotta in Perù tra i vari governi e la guerriglia, il ruolo più nefasto fu dovuto all’azione dei paramilitari e dei militari corrotti. Maurtua, esponente della destra filoatlantica, ha cominciato il proprio mandato ordinando (in spregio alla Costituzione e contro ogni logica umanitaria) la cremazione obbligatoria delle spoglie di Abimael Guzman subito dopo la morte del leader di Sendero Luminoso avvenuta in carcere.

15) Velasco Alvarado fu Presidente del “Governo Rivoluzionario delle Forze Armate del Perù” dal 1968 al 1975. Autore di una politica di espropri ai latifondisti, nazionalizzazioni e altre politiche a favore dei più deboli. Fu sconfitto da un colpo di Stato. La sua figura è un riferimento per la sinistra rivoluzionaria in Perù.

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