La crisi russo-ucraina, con un conflitto sul campo arrivato praticamente all’improvviso e una guerra finanziaria che è vista come un fenomeno tutto da decifrare, ha spiazzato l’opinione pubblica ed evidenziato con maggior forza l’inconsistenza delle forze politiche nazionali.
Mentre si diradano le nubi sul tipo di guerra sul campo che si sta giocando – come sostiene il generale Mini si tratta di un conflitto doloroso ma per adesso limitato – è meglio chiarire che sul piano della guerra finanziaria gli effetti già oggi non sono limitati e possono essere molto dolorosi.
Il caso del prezzo del nichel è esemplare e merita di essere riassunto. Prima di tutto vediamo il grafico sull’andamento del prezzo del nichel negli ultimi undici anni per capire come la guerra in Ucraina abbia terremotato l’andamento delle materie prime. Scatenando una guerra finanziaria per il posizionamento dalle azioni alle materie prime e altri generi di conflitti non meno evidenti e dannosi.
Il grafico di investing.com e di Wolfstreet, un sito specializzatosi in bolle immobiliari, ci racconta d’improvvisi balzi in avanti del prezzo del nichel, persino fino al 93 per cento in un solo giorno, portando questa materia prima a più del doppio del massimo storico degli ultimi undici anni.
Qui il concetto di guerra finanziaria non è utilizzato a caso: subito alla notizia delle sanzioni occidentali contro la Russia, che toccano l’esposizione delle banche verso il paese ex-sovietico, i fornitori e il mondo dello shipping, la speculazione si è gettata sui futures (contratti legati alle previsioni di prezzo di una materia) legati al nichel ottenendo l’effetto aumento spettacolare del prezzo di questa materia prima. Questa mossa ha messo in difficoltà, prima di tutto, fornitori e shipping, costretti a fare i conti con prezzi molto più alti, e le banche a loro sostegno.
Il nichel è impiegato soprattutto per la produzione di acciaio, in subordine per le batterie. In questo modo i prezzi di queste produzioni divengono non facilmente sostenibili specie se si considera l’aumento generalizzato dei prezzi nei settori di mercato legati al trasporto. La Russia, produttore leader di nichel agli inizi del decennio scorso, rappresenta oggi il 6% del mercato. “Questo caos”, come Wolfstreet definisce l’impennata dei prezzi del nichel dovuti alle sanzioni alla Russia, non genera solo effetti di paralisi economica. Ma anche altri, potenzialmente più devastanti, nella sfera finanziaria. Quella nella quale la guerra finanziaria, il suo volto della predazione di ricchezza in tempo di crisi, può riprodursi nella spettacolare carenza di liquidità del mercato del nichel creando ulteriori, e più estesi, danni sul piano economico e sociale.
Cosa sta accadendo? Mentre una guerra “limitata” si presuppone drammatica ma controllabile, almeno per adesso, sul piano militare; mentre le sanzioni si presuppongono “mirate” e quindi in grado di colpire principalmente i soggetti sottoposti a queste misure, il piano dei conflitti finanziari generato da questa guerra è già oltre il controllo. È il caso della borsa dei metalli di Londra, la maggiore al mondo, che per la scarsità di liquidità legata alla crescita del prezzo del nichel “sta andando fuori controllo” rischiando di contagiare, nella dinamica di caos, gli altri mercati delle materie prime. Insomma, la dinamica attuale è quella di una guerra limitata sul campo che produce guerra senza limiti nei conflitti finanziari. Siamo ancora agli inizi di questa dinamica e speriamo di fermarci presto, ovvio.
Diversi anni fa, l’anarcoliberista Rothbard elaborava una teoria della “guerra giusta” che coincideva con il modo con il quale i media rappresentano il comportamento delle autorità ucraine. Rothbard era un ultraliberista che, visto quello che sta accadendo, non ha avuto tempo di vedere come la guerra giusta (almeno quella ai suoi occhi vista come tale) generi la distruzione del comportamento spontaneo dei mercati che definiva sostanzialmente come il sale della buona salute delle società.
L’ideologia, si sa, fa brutti scherzi specie in chi è convinto di detenere il lume della realtà perché elogia i mercati.
Fonte
Nessun commento:
Posta un commento