Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

17/07/2014

Iraq - Baghdad fuori dall’empasse: nominato il presidente del parlamento

L’Iraq ha un nuovo presidente del parlamento. Dopo un mese di stallo e fratture interne alla compagine politica nazionale, i parlamentari iracheni – eletti con il voto di fine aprile – hanno nominato il presidente, responsabile di affidare il mandato di formare il governo. È il sunnita Salim al-Juburi, nei giorni scorsi indicato dalle fazioni sunnite come il proprio candidato. Vice presidenti sono lo sciita Haider al-Abadi, membro di Stato di Legge, il partito del premier Al Maliki, e il curdo Aram al-Sheikh Mohammed.

Dopo due fumate bianche, la classe politica irachena pare uscire dall’empasse e si dirige verso la formazione di un nuovo esecutivo, mentre un terzo del paese resta sotto il controllo delle milizie islamiste dell’Isil. Secondo la costituzione irachena, in due settimane il presidente del parlamento deve nominare il presidente del paese e in un mese il primo ministro. I parlamentari si complimentano e plaudono alla rapidità della decisione, memori di quanto accadde nel 2010 quando impiegarono nove mesi per formare un governo. Si è complimentato anche il segretario di Stato Usa Kerry che ha chiesto di non perdere l’occasione per proseguire nella battaglia nazionale contro l’Isil.

Ora di fronte i primi scogli: da una parte la richiesta di referendum curda, avanzata da Barzani, e dall’altra la rinomina o meno dell’attuale premier Maliki, da molti additato come il principale responsabile della divisione interna dell’Iraq. Inoltre, le fazioni sunnite chiedono un’amnistia che liberi le decine di migliaia di detenuti, arrestati senza accuse né processo.

Sul terreno proseguono intanto gli scontri: teatro di violenze anche la capitale, dove ieri due autobomba hanno provocato 14 morti nel quartiere sciita di Sadr City. Otto i morti in un attentato a Samarra e altri otto a Maadan. Avanza invece l’esercito governativo a Tikrit, città natale di Saddam Hussein, parzialmente occupata dall’Isil le scorse settimane. Le milizie islamiste avevano preso il controllo dell’università, divenuta loro quartier generale, di numerosi edifici governativi e di interi quartieri. Nonostante le dichiarazione ottimistiche dell’esercito iracheno, Baghdad controllava solo la strada che conduceva alla città. Ieri, le truppe hanno però lanciato un attacco alle postazioni jihadiste, riassumendo il controllo della zona sud di Tikrit.

Il governatore della provincia di Salah-a-din, una delle quattro sotto il controllo dell’Isil (insieme a Ninawa, Diyala e Anbar), ha annunciato il via dell’operazione per riprendere la città natale del rais, importante a livello strategico ma anche dal punto di vista simbolico. Secondo fonti militari, l’esercito ha preso anche il controllo di un’accademia di polizia e di un ospedale, oltre ad alcuni edifici governativi.

Fonte

Nessun commento:

Posta un commento