Presentazione
Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
13/09/2014
Al Qaeda contro IS. Come si schiera la jihad integralista
Al Qaeda contro lo Stato Islamico e il rebus delle alleanze. Dall’Africa al sud est asiatico, passando per Siria, Iraq e India. Il tentativo di disegnare la mappa del terrorismo jihadista sul pianeta e vedere quali gruppi sono alleati di Al Qaeda e quali dello Stato Islamico. Alleanze variabili.
Tre premesse alle complicazioni del dopo.
1) Le formazioni jihadiste nel mondo sono moltissime, e spesso di dimensioni minime.
2) Le differenti condizioni politiche ed economiche tra Medio Oriente, Asia Centrale e Sudest Asiatico.
3) Sia Al Qaeda soa lo Stato Islamico appartengono all’Islam sunnita. Facile comprendere la fragilità di alleanze legate alla volontà dei singoli leader che prestano giuramento all’organizzazione. Morto un leader, il suo successore può affiliarsi alla organizzazione concorrente. Fu così per Isis, precursore dello Stato Islamico, nei confronti di al Qaeda.
Chi sta con Al Qaeda
1) Al Qaeda nella Penisola Araba (AQAP, che opera soprattutto in Yemen),
2) Al Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM, soprattutto nel Nord Africa),
3) Al-Shabab (soprattutto in Somalia),
4) Jabhat Al-Nusra (operativo in Siria, momentaneamente alleato di IS nella lotta contro Assad),
5) Le formazioni talebane che rispondono al Mullah Omar (in Afghanistan e Pakistan).
Chi sta con lo Stato Islamico
1) Jemaah Islamiyah (Indonesia, dove Abu Bakar Bashir ha tradito l’alleanza con Al Qaeda).
2) Gli scissionisti di Abu Sayyaf (o al-Harakat al-Islamiyya, nelle Filippine).
3) Ansar Bayt al-Maqdis (ABM, in Egitto, mancano dichiarazioni formali).
4) Boko Haram (Nigeria, Abubakar Shekau vuole un Califfato indipendente).
5) Ansar al-Sharia, in Africa e sopratutto in Libia e Tunisia, vuole un suo Califfato Islamico.
Sostanzialmente le due realtà integraliste dell’Islam sunnita divergono nell’approccio dell’azione violenta: Al Qaeda si comporta come un’organizzazione terroristica, mentre lo Stato Islamico agisce come un vero e proprio esercito, che intende vincere la guerra nella regione scelta per lo scontro. Siria e Iraq dimostrano che l’IS si propone come una vera e propria forza armata con finanziamenti, logistica e strategie molto professionali. Il che porta a ritenere che, almeno nella sua parte irachena, il Califfato sia costituito da una grossa base di ex militari ed ex membri del partito Baath iracheno.
La guerra di reclutamento tra le due formazioni jihadiste attualmente leader nel mondo, è oggi al suo massimo storico e ciò - temono molti analisti - potrebbe preludere da un lato a nuove ondate di attentati dimostrativi (esibizione delle decapitazione da parte di IS ne sono un esempio), dall’altro portare a una saldatura di alleanze provvisorie e a una radicalizzazione di numerose battaglie in altre parti del pianeta. Fatto assai preoccupante dal momento che, all’Islam sunnita in guerra aperta con se stesso, si sovrappone il massacro senza quartiere con gli sciiti, deflagrante per il pianeta.
Fonte
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