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27/05/2022

Zollverein ed Unione Europea: la prima volta come tragedia, la seconda pure

Il 26 maggio, era il 204esimo anniversario della creazione dell’Unione doganale prussiana... conosciuta come Zollverein. E chissenefrega?

La storia non si ripete mai, nel senso letterale del termine, ma le diverse formazioni sociali hanno delle tendenze che possono aiutarci a capire il nostro mondo. Parlare dell’integrazione economica tedesca nel XIX secolo significa interrogarsi sulle forme dell’integrazione economica europea odierna: “solo un interesse della vita presente ci può muovere a indagare un fatto passato” diceva Croce.

Se tale Unione e il successivo Zollverein ci dicono qualcosa, quel qualcosa è che i processi materiali sono più forti di qualsiasi volontà politica astratta. Una ristretta integrazione doganale, a livello economico e geografico, è stato l’innesco di una inevitabile valanga che poco più di 50 anni dopo avrebbe dato vita al Secondo Reich di Bismarck e Guglielmo I. Una necessità economica dettata dalla frammentazione politica della Germania settentrionale avrebbe piano piano condotto alla nascita di un sentimento e una cultura nazionale, di una borghesia tedesca e di un moderno sistema industriale, con un peculiare sistema politico che non aveva nulla a che vedere con quello inglese o francese, e tuttavia era compiutamente una formazione capitalistica capace di gareggiare nel panorama mondiale.

E in 50 anni questo processo passò attraverso i colpi di una grande potenza in declino, ma pur sempre una grande potenza, come era l’Austria. Passò attraverso le rivolte dei settori sociali strozzati dalla nuova fase, come in Slesia, e le resistenze di altri gruppi alla lunga perdenti ma ancora al centro della politica, come gli Junker, destinati ad adattarsi a dover condividere il potere se non volevano vederselo rubare definitivamente. Affrontò strappi in avanti falliti e osteggiati persino dalla classe dirigente che si sarebbe poi fatta fautrice dell’unificazione tedesca nell’arco di appena 15 anni, così come avvenne tra le rivoluzioni del 1848-50 e la guerra austro-prussiana del 1866 (la classe dirigente non voleva debiti con settori sociali un po’ troppo progressisti, nonostante il processo fosse incontrovertibile).

Tante fasi intermedie che avrebbero inevitabilmente condotto, per necessità stesse della forza irresistibile del capitale, all’unificazione politica che doveva sostenere gli interessi dei vari Krupp & Co. All’orizzonte vi era una nuova fase del modo di produzione capitalistico, in cui la Germania, come entità politica, era l’ultima arrivata, e nonostante questo ne sarebbe stata tra le protagoniste: simbolicamente, è proprio con la Conferenza di Berlino che si identifica l’inizio dell’era degli imperialismi. Una tendenza dipanatasi per decenni in maniera non lineare, che assunse forme peculiari ed irripetibili, ma pur sempre irreversibile fino a rendere la Germania il più pericoloso nemico dell’indiscussa egemonia della corona britannica, fino all’estrema e inevitabile guerra mondiale, sbocco naturale delle contraddizioni del capitale.

Qualcuno nel 1818 avrebbe potuto prevedere cosa sarebbe stata la Germania nel 1918, tanto più l’avvento della Repubblica? Ovviamente no, anche perché la guerra rimescola le carte, ma il tema non è prevedere, quanto saper leggere le tendenze e combatterle. Che sarebbe successo se ci fosse stata una “Comune di Berlino”, o se la Repubblica bavarese dei Consigli avesse resistito alla controrivoluzione dei Freikorps e del socialdemocratico Noske?

Nessun facile paragone con la situazione europea di oggi, ci mancherebbe, ma la questione è se la lotta di classe che mettiamo in campo sia in grado di rivolgersi al nemico principale, di aprire una frattura nelle sue dinamiche, di dare spazio a forze emancipatrici mettendo in crisi il proprio imperialismo.

Oggi la UE è il nemico principale, la sua cornice sovradetermina le politiche dell’intero continente e procede a grandi passi nel tentativo di diventare una compiuta entità imperialista. Che ciò avvenga dipende anche da noi.

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