Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

04/09/2023

G20, un consesso che eprde pezzi

di Guido Salerno Aletta

Lo sgretolamento delle convergenze internazionali, che si era determinato con la dissoluzione dell'URSS, è iniziato nel 2008, quando il conflitto in Georgia ha determinato una incrinatura nei rapporti tra gli Stati Uniti e la Russia che si è andata sempre più approfondendo.

Risale al 2014 l'esclusione formale della Russia dal G8, il consesso cui era stata invitata a partecipare allargando il precedente formato a sette, a seguito della crisi in Ucraina e dell'annessione della Crimea: un segnale di divaricazione ormai irrecuperabile.

La necessità di definire un contesto più ampio nel confronto internazionale era stata riconosciuta dall'Italia che nel 2009, subito dopo la crisi georgiana, allargò il G7 dell'Aquila ad una sorta di G14: fu una iniziativa non particolarmente gradita agli USA che non volevano assolutamente allargare il G7, ma che poi si convinsero della necessità di coinvolgere comunque la Russia e la Cina creando un contenitore specifico, il G20, che ne diluisse il peso.

G7 e G20 sono due format distinti: mentre il primo rimane il "Club esclusivo degli Occidentali"; il secondo serve loro per aggregare altri Paesi, scelti accuratamente in modo da estendere la propria presa globale ma isolando per quanto possibile Russia e Cina.

Nel frattempo, si è costituito il gruppo dei BRICS, inizialmente formato da Brasile, Russia, India e Cina, cui dieci anni fa si è aggiunto il Sudafrica. Nel suo ultimo vertice, appena conclusosi, è stata accettata la domanda di adesione di altri sei Paesi: Arabia Saudita, Argentina, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia ed Iran. Un consesso che sarà operativo a partire dal prossimo 1° gennaio, con la Presidenza di turno della Russia.

Nel frattempo, per via della guerra in Ucraina, il G20 è entrato progressivamente in crisi: l'anno scorso, a Bali, l'unanimità fu raggiunta a stento, solo per via dell'assenza "diplomatica" del Ministro degli esteri russo, Lavrov, rientrato a Mosca prima della conclusione dei lavori. Quest'anno, che spetta all'India ospitare il G20, non solo non è prevista la presenza del Presidente russo Vladimir Putin ma anche il Presidente cinese Xi Jinping ha fatto sapere che non parteciperà: c'è chi sostiene che questa decisione dipenda dalle nuove frizioni sui territori contesi ai confini tra la Cina e l'India, ma c'è anche chi sostiene che sia un modo per evitare un incontro bilaterale con il Presidente americano Joe Biden.

Fatto sta che si preannuncia un vertice finale del G20 con due vistose assenze.

Nel 2024, la divaricazione tra G20 e BRICS+ si farà più vistosa.

In Russia, Vladimir Putin farà da padrone di casa, ospitando a Mosca il Summit dei BRICS ampiamente allargato ad 11 Paesi, tutti rappresentati dai rispettivi Presidenti.

Giorgia Meloni, cui spetterà presiedere il G20, sa perfettamente che la Russia sarà rappresentata solo dal Ministro degli esteri e che molto difficilmente si potrà contare sulla presenza di Xi Jinping: il recesso dell'Italia dall'Accordo di partecipazione alla Via della Seta peserà come un macigno. Le elezioni del Parlamento europeo a giugno e le Presidenziali negli Usa a novembre, sono scadenze che renderanno il quadro politico occidentale ancora più complesso ed incerto.

Fonte

Nessun commento:

Posta un commento